In primo pianoNapoli, dal 30 aprile riapre il bando per il Fondo morosità incolpevole...

Napoli, dal 30 aprile riapre il bando per il Fondo morosità incolpevole finanziato dal governo

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_img
spot_img

Misura utile anche ai proprietari: ecco requisiti, tempi e domanda

Dal 30 aprile 2026 il Comune di Napoli riapre i termini per l’accesso al Fondo Inquilini Morosi Incolpevoli. Le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2026 e riguardano gli inquilini privati che si trovano in difficoltà nel pagamento del canone per cause non dipendenti dalla propria volontà.

La misura non riguarda soltanto gli inquilini. Interessa direttamente anche i proprietari di immobili locati, perché offre uno strumento utile nei casi in cui la morosità non derivi da una scelta dell’affittuario ma da una condizione economica peggiorata in modo concreto e documentabile.

In queste situazioni il fondo può aiutare a contenere il danno, a favorire la prosecuzione del rapporto locativo oppure a rendere meno traumatica una fase già delicata. E non è un dettaglio secondario: in diversi casi il contributo viene erogato proprio al proprietario, a fronte di un accordo tra le parti, della rinuncia all’esecuzione dello sfratto, del differimento del rilascio o della stipula di un nuovo contratto.

Da dove arrivano i fondi

Il fondo è stato rifinanziato con la manovra approvata dal governo Meloni nel dicembre 2024 che aveva stabilito un rifinanziamento di 10 milioni di euro per il 2025 e di 20 milioni di euro per il 2026 per questa misura. Il bando del Comune di Napoli, quindi, si colloca dentro questa scelta nazionale. Va aggiunto, per completezza, che in Campania la riapertura degli avvisi nel 2026 si collega anche alla disponibilità di risorse residue ancora presenti a livello regionale.

A chi si rivolge

L’avviso riguarda i conduttori di alloggi privati che si trovano in una situazione di morosità incolpevole, cioè nell’impossibilità sopravvenuta di pagare l’affitto a causa di una forte riduzione del reddito familiare. Rientrano, ad esempio, casi come perdita del lavoro, cassa integrazione, mancato rinnovo di contratti, malattia grave o altre condizioni che abbiano inciso pesantemente sulla capacità economica del nucleo.

Per accedere al contributo occorrono poi alcuni requisiti essenziali: reddito entro le soglie fissate dal Comune, atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida, contratto di locazione abitativa regolarmente registrato, residenza da almeno un anno nell’alloggio interessato, regolare titolo di soggiorno per i cittadini non Ue e assenza, per tutti i componenti del nucleo familiare, di altri immobili adeguati nella provincia di residenza. Sono esclusi gli immobili di lusso.

Come fare domanda e quali sono i tempi

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma informatica del Comune di Napoli dedicata ai bandi sociali. Per accedere sarà necessario autenticarsi con SPID, CIE oppure CNS. La procedura sarà a sportello, quindi il Comune valuterà le domande secondo l’ordine cronologico di presentazione e liquiderà quelle complete della documentazione richiesta fino a esaurimento dei fondi regionali.

Tra gli allegati obbligatori figurano il contratto di locazione registrato, l’attestazione ISE e ISEE valida per il 2026, il provvedimento di sfratto con citazione per la convalida, la documentazione che prova la riduzione del reddito e la dichiarazione del proprietario. La finestra temporale va dal 30 aprile al 31 dicembre 2026

Cosa conviene fare adesso

Per i proprietari il consiglio è di muoversi subito. Quando ci si trova davanti a un inquilino che versa in una reale situazione di morosità incolpevole, verificare per tempo se ci siano tutti i requisiti richiesti dal Comune può aiutare a non lasciare la vicenda ferma per mesi, aggravando ulteriormente il debito. La riapertura del bando offre invece una finestra concreta per provare a gestire la criticità, valutare un accordo utile anche al locatore e capire se esistano le condizioni per recuperare almeno in parte i canoni non corrisposti o per accompagnare il passaggio a una soluzione diversa.

Altre notizie