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Piano Casa, il governo accelera: obiettivo 100 mila abitazioni e alloggi a prezzi calmierati

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Misure attese in Consiglio dei Ministri per il Primo Maggio

In vista del Primo Maggio, il governo punta a sbloccare i primi atti del Piano Casa. Giorgia Meloni lo ha annunciato nelle comunicazioni al Parlamento, presentando un progetto che si propone di aumentare il numero di abitazioni disponibili e di intervenire sui costi d’accesso. La presidente del Consiglio ha indicato nel prossimo Consiglio dei Ministri il passaggio destinato a dare concretezza al Piano Casa. Meloni ha parlato di «quel vasto Piano Casa a cui stiamo lavorando da tempo», definendolo «un piano robusto, imponente, strutturale». Il traguardo fissato dall’esecutivo è rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni.

Il dato politico più rilevante è proprio questo: il governo riporta il tema della casa al centro dell’agenda nazionale e lo fa riconoscendo che il problema non riguarda più soltanto le situazioni di marginalità estrema. L’attenzione mostrata dalla premier verso il comparto è un segnale che merita attenzione anche da parte dei piccoli proprietari immobiliari, soprattutto nella misura in cui il Piano Casa insiste sulla necessità di ampliare l’offerta e di rafforzare il fronte degli alloggi a prezzi calmierati.

La fascia che resta stretta tra graduatorie e mercato

La premier ha spiegato che oggi la difficoltà di accesso alla casa coinvolge «una quantità sempre maggiore di cittadini». Ha citato «giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede, famiglie monoreddito, persone con disabilità, e molti altri», cioè persone che lavorano, pagano le tasse e tuttavia non riescono a trovare una risposta sostenibile sul piano abitativo.

La presidente del Consiglio ha descritto questa condizione come una zona grigia in cui si finisce per essere «troppo “benestante” per accedere alle graduatorie delle case popolari» e, insieme, «troppo “povera” per far fronte alle richieste, sempre più alte, del mercato immobiliare». È qui che il riferimento agli alloggi a prezzi calmierati assume un peso centrale, perché misure in questa direzione potrebbero aiutare sia chi è in cerca di abitazione sia i piccoli proprietari immobiliari, favorendo un quadro più accessibile e meno squilibrato.

Il primo decreto, il recupero degli immobili e il rent to buy

La prima traduzione concreta del Piano Casa dovrebbe arrivare con un decreto da 950 milioni di euro. Le risorse, secondo quanto illustrato, saranno destinate «alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale e sociale attualmente non assegnato alle famiglie in graduatoria, perché non a norma».

L’obiettivo immediato è rimettere in circolo fra 50.000 e 60.000 appartamenti oggi non utilizzabili, così da renderli disponibili per le fasce deboli della popolazione. L’intervento viene finanziato con fondi Mit. Accanto a questo capitolo, il Piano Casa comprende anche altre ipotesi rivolte a quella fascia di cittadini che non si trova in condizioni di forte difficoltà ma non riesce comunque a sostenere un mutuo, l’acquisto di un immobile o un affitto. Tra le misure allo studio c’è il potenziamento del cosiddetto «rent to buy», formula che consente di entrare in casa con un canone calmierato e di costruire gradualmente un percorso verso la proprietà.

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