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In primo pianoPiano Casa, il governo Meloni porta il provvedimento in Consiglio dei Ministri

Piano Casa, il governo Meloni porta il provvedimento in Consiglio dei Ministri

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Misure su «Rent to buy», Ers e permute immobiliari per gli anziani

Il governo Meloni si prepara a portare il Piano Casa in Consiglio dei Ministri domani. Il progetto, secondo le anticipazioni circolate nelle ultime settimane, punta a mettere in moto oltre otto miliardi di euro tra risorse pubbliche e investimenti privati. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un intervento organico capace di incidere sull’edilizia residenziale pubblica e sociale ma anche sull’intero mercato immobiliare, con un’attenzione particolare al recupero degli immobili inutilizzati e ai programmi di rigenerazione urbana.

Nel quadro delle misure di cui si è discusso nelle ultime settimane emergono alcune ipotesi che potrebbero risultare di interesse anche per i piccoli proprietari immobiliari, una componente fondamentale del sistema abitativo italiano.

Piano Casa e piccoli proprietari immobiliari: alcune ipotesi in discussione

Tra gli strumenti presi in considerazione nel dibattito sul Piano Casa compare anche una linea di intervento che guarda al comparto privato. L’idea sarebbe quella di favorire l’immissione sul mercato di nuove abitazioni con prezzi accessibili attraverso programmi di sviluppo edilizio previsti su un arco temporale limitato. In questo contesto viene indicato come possibile modello il «Rent to Buy», uno schema contrattuale che consente a chi entra nell’abitazione di pagare un canone nel quale una quota delle somme versate viene poi considerata come anticipo sul prezzo di acquisto dell’immobile.

Un secondo ambito di riflessione riguarda il patrimonio immobiliare posseduto da persone anziane che spesso si trovano a vivere in abitazioni non più adeguate alle loro esigenze. Tra le soluzioni ipotizzate vi è quella di favorire meccanismi di scambio immobiliare che permettano di cedere una casa ormai sovradimensionata o complessa da gestire ottenendo in cambio il diritto a vivere in alloggi più moderni e funzionali, più adatti alle loro esigenze quotidiane.

Tra i temi discussi nel Piano Casa vi è inoltre quello legato alla cosiddetta fascia grigia del mercato abitativo. Si tratta di una platea composta da famiglie, giovani e lavoratori che non possiedono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica ma che allo stesso tempo incontrano difficoltà ad affrontare i costi del mercato libero. In questa prospettiva si valuta la possibilità di attivare operazioni di collaborazione tra settore pubblico e operatori privati finalizzate alla realizzazione o alla messa a disposizione di alloggi destinati alla locazione a canoni calmierati nell’ambito dell’Ers, l’Edilizia Residenziale Sociale.

Valorizzare i piccoli proprietari immobiliari nel mercato della locazione

Proprio quest’ultimo capitolo potrebbe rappresentare uno spazio nel quale valorizzare anche il contributo dei piccoli proprietari immobiliari che già possiedono abitazioni oggi inutilizzate. In molte città italiane, e in particolare a Napoli e nella sua provincia, esiste infatti un patrimonio di alloggi privati in disuso molto vasto.

«Il Piano Casa rappresenta un’occasione importante per affrontare in modo strutturale il tema dell’emergenza abitativa. Proprio per questo riteniamo che il capitolo dedicato alla fascia grigia possa essere ulteriormente rafforzato coinvolgendo anche i piccoli proprietari immobiliari che già possiedono abitazioni oggi vuote. Con strumenti adeguati e garanzie concrete si potrebbero immettere sul mercato migliaia di alloggi a canoni calmierati», afferma il presidente di Federproprietà Napoli Luciano Schifone.

Il tema della rigenerazione urbana e del recupero degli immobili degradati è ormai una questione centrale. In molte aree di Napoli e della sua provincia esistono abitazioni private in condizioni di forte deterioramento che, con adeguati interventi di ristrutturazione, potrebbero tornare a essere parte attiva dell’offerta abitativa senza aumentare ulteriormente le volumetrie edilizie nelle nostre città. Per questo bisognerebbe prevedere strumenti finanziari capaci di aiutare i piccoli proprietari immobiliari in difficoltà economica a ristrutturare gli immobili fatiscenti e rimetterli sul mercato della locazione.

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