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In primo pianoPiano casa, Foti: «Oltre 8 miliardi». Schifone: «Coinvolgere la piccola proprietà immobiliare»

Piano casa, Foti: «Oltre 8 miliardi». Schifone: «Coinvolgere la piccola proprietà immobiliare»

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Sostenere la riqualificazione di case abbandonate per assenza di fondi

Oltre otto miliardi di euro e una forte componente di investimenti privati: il nuovo Piano casa annunciato dal governo Meloni punta a incidere in modo strutturale sul patrimonio immobiliare italiano, con ricadute rilevanti anche per la piccola proprietà immobiliare.

Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha assicurato che il provvedimento «ci sarà» e «ci sarà anche tutta la parte relativa agli investimenti privati e ovviamente quella è la fascia di mercato che sicuramente più interessa il mondo delle costruzioni».

«Un pacchetto complessivo che è superiore agli 8 miliardi, fermo restando tutti gli interventi che potranno esserci di natura privata, con una quota significativa di realizzo all’interno di queste iniziative private e di immobili di edilizia residenziale pubblica o sociale, quantomeno sotto il profilo della valutazione economica», ha sottolineato Foti.

L’impostazione delineata dal Governo è quella di un intervento organico capace di attivare capitale pubblico e investimenti privati, con effetti sull’edilizia residenziale pubblica e sociale ma anche sull’intero mercato immobiliare.

Immobili inutilizzati e rigenerazione urbana

Foti ha inoltre evidenziato che esistono «60.000 immobili» appartenenti a regioni, comuni e province che oggi non vengono utilizzati a causa di criticità che ne impediscono la fruizione.

Secondo il ministro, i fondi stanziati potranno essere impiegati per rendere nuovamente utilizzabili tali immobili, con particolare attenzione ai comparti dell’edilizia residenziale pubblica e sociale. In questo scenario, la quota più consistente di patrimonio censito come inutilizzato si concentra nella città di Napoli, dove il recupero degli immobili fermi potrebbe incidere in maniera significativa sull’offerta abitativa e sui processi di riqualificazione.

Il Piano casa, dunque, si presenta come uno strumento potenzialmente decisivo per ridurre il divario tra fabbisogno abitativo e patrimonio esistente ma non sfruttato.

Piano Casa, Schifone: «Agevolazioni per i piccoli proprietari immobiliari»

Se l’intervento governativo mira a rimettere in circolo immobili pubblici oggi inutilizzati, per Federproprietà Napoli è necessario estendere la visione alla piccola proprietà immobiliare privata, che rappresenta una componente essenziale del mercato italiano.

A Napoli e in provincia, così come nel resto della Campania e del Paese, sono numerosi gli appartamenti e gli edifici in stato di abbandono o degrado. Molti di questi immobili appartengono a piccoli proprietari immobiliari che non dispongono delle risorse economiche necessarie per affrontare interventi di ristrutturazione, adeguamento sismico o efficientamento energetico.

«Il Piano Casa annunciato dal Governo rappresenta un’opportunità importante per rimettere in moto il patrimonio immobiliare italiano. Tuttavia, è indispensabile che accanto agli interventi sull’edilizia residenziale pubblica vengano previste misure concrete a sostegno dei piccoli proprietari immobiliari», spiega il presidente di Federproprietà Napoli, Luciano Schifone.

«A Napoli e in provincia, ma più in generale in Campania e nel resto del Paese, esistono numerosi immobili abbandonati che potrebbero essere recuperati e rimessi sul mercato, contribuendo ad aumentare l’offerta abitativa e a riqualificare interi quartieri. Senza strumenti finanziari adeguati, però, molti piccoli proprietari immobiliari non sono nelle condizioni di intervenire. Per questo chiediamo che il Piano casa preveda agevolazioni sui finanziamenti e meccanismi che facilitino l’accesso al credito per chi intende ristrutturare e valorizzare il proprio immobile».

Sostenere la piccola proprietà immobiliare attraverso agevolazioni dedicate e strumenti di garanzia significherebbe non solo recuperare immobili oggi improduttivi, ma anche attivare un circuito virtuoso di rigenerazione urbana e crescita economica diffusa.

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