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Notizie da Federproprietà NapoliBonus mobili ed elettrodomestici 2026, guida a requisiti e modalità di accesso

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026, guida a requisiti e modalità di accesso

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Regole, spese ammesse e limiti per la detrazione

Anche per il 2026 resta possibile accedere al bonus mobili ed elettrodomestici, come chiarito dalla guida aggiornata pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Una proroga che si inserisce nel quadro delle misure con cui il governo Meloni continua a rivolgersi ai piccoli proprietari immobiliari impegnati in interventi di recupero del patrimonio edilizio.

La conferma dell’agevolazione arriva con l’ultima legge di bilancio, che ha esteso la possibilità di usufruire della detrazione Irpef anche per le spese sostenute nel corso del 2026. La misura consente di portare in detrazione il 50% degli importi spesi per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare immobili oggetto di ristrutturazione, sia che si tratti di abitazioni principali sia di seconde case.

Bonus mobili 2026: detrazione Irpef e limiti di spesa

L’agevolazione prevede una detrazione Irpef del 50%, calcolata su un tetto massimo di spesa pari a 5.000 euro anche per il 2026. L’importo detraibile deve essere ripartito in dieci quote annuali di pari valore tra gli aventi diritto.

La detrazione spetta indipendentemente dall’ammontare delle spese sostenute per i lavori edilizi, ma il limite massimo va riferito complessivamente all’insieme degli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici collegati allo stesso intervento. Qualora i lavori siano iniziati nell’anno precedente a quello dell’acquisto, il plafond disponibile deve essere ridotto delle somme già utilizzate per fruire del bonus negli anni precedenti.

Il beneficio fiscale è riconosciuto esclusivamente al contribuente che usufruisce della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione non utilizzata, o fruita solo in parte, resta legata al beneficiario e non si trasferisce né in caso di decesso né in caso di cessione dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Requisiti edilizi e immobili interessati

Per accedere al bonus è necessario che l’acquisto di arredi ed elettrodomestici sia collegato a interventi di recupero del patrimonio edilizio, effettuati su singole unità immobiliari residenziali o su parti comuni di edifici a destinazione abitativa. Nel caso di spese sostenute nel 2026, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.

L’agevolazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare ambienti diversi dello stesso immobile oggetto dei lavori o quando l’intervento edilizio viene realizzato su una pertinenza, anche se accatastata separatamente. Per i lavori condominiali, invece, il bonus è riconosciuto solo per i beni destinati ad arredare le parti comuni, come la guardiola o l’alloggio del portiere.

È indispensabile che la data di avvio degli interventi edilizi preceda quella di acquisto dei beni, mentre non è richiesto che le spese per i lavori siano sostenute prima di quelle per l’arredo. L’inizio dei lavori può essere dimostrato tramite titoli abilitativi, comunicazioni amministrative o, nei casi previsti, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Acquisti agevolabili, pagamenti e adempimenti

Rientrano nell’agevolazione i mobili nuovi, come letti, armadi, cassettiere, librerie, tavoli, sedie, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione. Sono invece esclusi porte, pavimentazioni, tende e altri complementi di arredo.

Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, è richiesto il rispetto delle classi energetiche minime: classe A per i forni, classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori. L’acquisto resta agevolato anche per gli apparecchi privi di etichetta energetica, qualora per essi non sia ancora previsto l’obbligo di classificazione. Tra le spese detraibili rientrano anche i costi di trasporto e montaggio.

I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico oppure con carte di credito o di debito; non sono ammessi contanti, assegni bancari o altri mezzi di pagamento. La detrazione è riconosciuta anche in caso di acquisti effettuati mediante finanziamento, a condizione che la società finanziaria effettui il pagamento con modalità conformi e che il contribuente conservi la documentazione richiesta.

È necessario conservare le ricevute dei pagamenti, le fatture di acquisto e la documentazione relativa alla classe energetica degli elettrodomestici. Per alcuni apparecchi è inoltre previsto l’invio dei dati all’Enea, fermo restando che l’eventuale ritardo o omissione della comunicazione non comporta la perdita del diritto alla detrazione.

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