Schifone: «Aumenta l’offerta senza penalizzare i proprietari»
Via libera definitivo del Senato al Piano casa, che ora diventa legge. Il decreto passa con 106 voti favorevoli e il no di tutte le opposizioni, chiudendo l’iter parlamentare di un provvedimento che punta a intervenire sull’emergenza abitativa con recupero degli alloggi Erp, nuove risorse, procedure accelerate e coinvolgimento dei privati per immobili a prezzi calmierati.
Il provvedimento richiama l’impegno assunto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per «un grande Piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, perché senza una casa è più difficile costruirsi una famiglia». A voto concluso, la premier ha rilanciato sui social quelle parole e altre dichiarazioni successive, sintetizzando: «Dalle parole ai fatti».
Per i piccoli proprietari immobiliari è fondamentale il tentativo di ampliare l’offerta di alloggi a canone calmierato attraverso il coinvolgimento dei privati. «È un provvedimento che apprezziamo perché prova a rimettere il tema della casa dentro una cornice concreta», afferma Luciano Schifone, presidente di Federproprietà Napoli. «Il canone calmierato è uno strumento già efficace, che sosteniamo da tempo e che va applicato con maggiore decisione. Per ampliarne l’utilizzo servono più alloggi disponibili, immobili recuperati e condizioni che consentano anche ai privati di fare la propria parte. I piccoli proprietari immobiliari non possono essere considerati un problema, ma una parte della soluzione».
Beneficiari, risorse e commissario
Il decreto stanzia 10 miliardi di euro per coinvolgere il settore privato nella realizzazione di immobili di edilizia integrata destinati a giovani coppie, studenti e lavoratori fuori sede, separati e persone che non riescono a sostenere i prezzi di mercato pur non avendo un Isee basso. In Parlamento la platea è stata allargata a insegnanti, personale sanitario e forze dell’ordine.
Il Piano casa prevede anche un programma straordinario di ristrutturazioni e manutenzioni su 60mila alloggi di edilizia pubblica, con procedure accelerate e semplificazioni amministrative. Secondo un primo censimento del Mit, «dalle Regioni di tutta Italia sono già pervenute oltre 63 mila richieste di ristrutturazione di immobili da destinare a famiglie attualmente in graduatoria in edilizia residenziale pubblica». Gli immobili recuperati saranno poi messi in vendita o in affitto a prezzi inferiori di almeno il 33% rispetto al mercato.
A individuare le case su cui intervenire sarà l’architetto Felice Squitieri, nominato commissario straordinario per il Piano casa fino al 31 dicembre 2027. Potrà operare con ordinanze in deroga, confrontandosi con enti locali e società pubbliche in una cabina di monitoraggio. Tra i soggetti attuatori sono indicati gli Iacp e Invitalia. Coinvolti anche Comuni ed enti locali, che potranno accedere direttamente ai fondi, compresi quelli per la rigenerazione urbana da 4,3 miliardi di euro.
Fondo Housing Coesione e privati
Il Fondo Housing Coesione, gestito da Invimit, servirà a concentrare risorse nazionali ed europee per l’emergenza abitativa. Sarà costituito presso Invimit e articolato in comparti regionali, così da indirizzare gli investimenti in funzione delle esigenze territoriali.
Nel breve periodo il Piano casa potrà contare su risorse immediatamente attivabili fino a circa un miliardo di euro dal 2027; considerando anche i fondi della politica di coesione nazionale ed europea, la dote potrà raggiungere circa 10 miliardi entro il 2034. Una quota potrà essere anticipata tramite finanziamenti concessi da istituzioni finanziarie.
Il testo punta a sostenere edilizia sociale, recupero degli immobili pubblici, rigenerazione urbana e nuovi alloggi in locazione a canone calmierato, integrando fondi statali, risorse europee e capitali privati. Per i progetti di edilizia integrata superiori a un miliardo di euro, le semplificazioni saranno legate a un vincolo preciso: almeno il 70% degli alloggi dovrà essere destinato all’edilizia convenzionata, con prezzi di vendita o locazione ridotti di almeno un terzo rispetto al mercato. Il restante 30% potrà essere commercializzato a prezzi liberi.
«Il coinvolgimento dei privati è un passaggio importante, ma dovrà tradursi in meccanismi concretamente attuabili», sottolinea Schifone. «La funzione sociale della casa va tenuta insieme alla sostenibilità economica degli interventi. Solo così sarà possibile aumentare l’offerta abitativa senza trasformare i proprietari in soggetti da penalizzare».






