Aiuterebbe a ripristinare la legalità amministrativa
Ci sono migliaia di proprietari che da anni non riescono a vendere, o regolarizzare la propria casa per una finestra aperta senza autorizzazione o per un piccolo intervento formale. Le nuove proposte di sanatoria discusse a livello nazionale rappresentano per loro un’opportunità attesa da tempo. E in Campania, dove l’emergenza amministrativa è più grave che altrove, il tema è diventato ormai improrogabile.
Le misure presentate negli emendamenti al disegno di legge di Bilancio mirano da un lato alla riapertura del condono del 2003, dall’altro all’introduzione di un nuovo strumento che consentirebbe di regolarizzare opere ultimate entro il 30 settembre 2025. Parliamo di interventi minori: porticati, tettoie, balconi, logge o ristrutturazioni realizzate in difformità ma senza aumenti di volumetria. Non rientrano invece costruzioni totalmente abusive. Le proposte comprendono anche l’obbligo per i Comuni di chiudere entro il 31 marzo 2026 le pratiche pendenti dei condoni del 1985, 1994 e 2003, molte delle quali risultano bloccate da quarant’anni.
Il caso Campania
In Campania questa discussione si inserisce in un contesto particolarmente complesso. Da vent’anni manca una legge urbanistica aggiornata e gli strumenti di pianificazione sono stati superati dall’espansione dell’urbanizzazione e dell’antropizzazione. Questo ha generato una quantità enorme di irregolarità di piccola scala e un carico amministrativo ormai ingestibile. A Napoli, ad esempio, presso la Commissione locale paesaggistica giacciono circa quarantamila pratiche di condono sospese da esattamente quarant’anni. È evidente che, in condizioni simili, regolarizzare perfino interventi minimi diventa quasi impossibile.
La riapertura del condono del 2003 – o, in alternativa, una nuova sanatoria dedicata ai piccoli abusi o agli abusi di necessità che non arrechino danni a terzi o violino leggi – sia una misura di buon senso e necessaria.
Schifone: «Molte irregolarità tranquillamente sanabili»
«Non si tratta di favorire nuovi illeciti o interventi che violano norme idrogeologiche, paesaggistiche o di sicurezza, ma di riconoscere che molte irregolarità oggi sarebbero tranquillamente sanabili perché prive di impatti sul territorio. Una sanatoria mirata consentirebbe ai proprietari di rimettere in circolazione immobili rimasti bloccati da anni per formalità superabili», afferma Luciano Schifone, presidente di Federproprietà Napoli.
Pensiamo proprio al caso di una finestra aperta in un muro: un intervento eseguito in piena sicurezza, nel rispetto dei vincoli tecnici e ambientali, ma privo della sola autorizzazione amministrativa. Un dettaglio simile può paralizzare una compravendita, un passaggio ereditario o una semplice regolarizzazione catastale. È in situazioni del genere che una sanatoria diventa uno strumento indispensabile per ristabilire legalità e certezze.
Il punto fondamentale resta il rispetto del diritto di proprietà: ogni cittadino ha il diritto di adattare la propria abitazione alle proprie esigenze, purché ciò non arrechi danno a terzi né violi vincoli sensibili. Un condono equilibrato serve esattamente a questo, senza alcuna intenzione di spalancare la porta a nuovi abusi. Sarebbe la strada giusta per riportare ordine, certezza e razionalità in un sistema che, soprattutto in Campania, attende da troppo tempo una soluzione concreta.






