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Riforma del Testo Unico e Piano Casa Italia: l’abitare torna priorità strategica per il Paese

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Procedure lente e incertezze hanno hanno paralizzato il settore

Il governo guidato da Giorgia Meloni torna a porre il tema dell’abitazione come cardine della propria strategia nazionale, affidando a una serie coordinata di riforme la missione di restituire centralità a un comparto che per anni, secondo Federproprietà Napoli, era stato trascurato dagli esecutivi di centrosinistra. In quel periodo, infatti, la risposta delle precedenti amministrazioni si era tradotta soprattutto in ingenti stanziamenti distribuiti a pioggia’.

Misure dal forte impatto immediato ma prive di una reale visione di lungo periodo, che hanno finito per aprire vere e proprie voragini nei conti dello Stato senza generare un progresso strutturale. Oggi, invece, l’approccio scelto dall’Esecutivo punta su un impianto programmatico più rigoroso e pianificato, concepito per produrre risultati duraturi e rimettere realmente in moto il settore. L’associazione accoglie con favore questa inversione di rotta, ritenuta indispensabile per un ambito decisivo per la vita delle famiglie italiane.

Una visione organica per aggiornare le norme edilizie

Nel corso dell’audizione alla commissione Ambiente della Camera, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha illustrato la volontà dell’Esecutivo di intervenire sulle regole urbanistiche, definendo tale passaggio «il presupposto indispensabile per sbloccare la politica più importante, quella che tocca più da vicino la vita delle persone: la politica per la casa».

L’attuale quadro normativo, caratterizzato da lentezze, incertezze e procedure complesse, abbia compromesso la possibilità di costruire, recuperare e rigenerare il patrimonio immobiliare, lasciando bloccate proprietà che rappresentano «il frutto dei sacrifici di una vita» e creando una paralisi burocratica.

Per superare questa fase, è stato promosso un disegno di legge delega per il riordino complessivo del Testo unico dell’edilizia. Il provvedimento, ormai in fase istruttoria avanzata, sarà sottoposto al primo Consiglio dei ministri utile, configurandosi come un tassello fondamentale che chiude il cerchio dopo il decreto Salva-casa. L’obiettivo è dotare il Paese di una cornice giuridica chiara, moderna ed efficiente.

Verso il Piano Casa Italia e nuovi strumenti finanziari

Un secondo passaggio rilevante riguarda il Piano Casa Italia, la cui prima tappa sarà la legge di bilancio. Nella manovra si potrà razionalizzare le risorse disponibili e definire le principali articolazioni del Piano, mentre successivi decreti attuativi, da adottare in tempi rapidi, introdurranno sperimentazioni di modelli innovativi di edilizia sociale e residenziale basati sul partenariato pubblico-privato e rivolti agli enti territoriali tramite appositi bandi.

In parallelo verranno attivati nuovi meccanismi finanziari, tra cui fondi di investimento alternativi, per valorizzare al meglio i capitali disponibili. Il governo ha inoltre elaborato una metodologia integrata che potrà orientare gli enti locali nelle politiche abitative, includendo la riorganizzazione dei soggetti coinvolti nella gestione del patrimonio pubblico e la valutazione delle esigenze urbane e sociali.

Razionalizzazione e sostenibilità

C’è, inoltre, la necessità di superare la frammentazione degli interventi in favore di una strategia complessiva. Parte delle risorse confluiranno nel Piano Casa Italia attraverso il Fondo sociale per il clima, per sostenere iniziative coerenti con gli obiettivi di inclusione e sostenibilità ambientale. Parallelamente è allo studio l’uso delle somme inutilizzate del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027.

Un nuovo fondo per i genitori separati in difficoltà

Tra le misure annunciate dal governo spicca l’istituzione di un fondo permanente per i genitori separati con figli a carico che hanno perso l’accesso all’abitazione familiare. La dotazione iniziale sarà di 20 milioni di euro l’anno a partire dal 2026. Molte persone che affrontano una separazione vivono con mezzi limitati e spese duplicate, con difficoltà nel garantire stabilità e sicurezza ai propri figli.

Dal 2026, grazie al governo Meloni, questa categoria potrà contare su un intervento che va oltre il semplice sostegno economico, concepito come un gesto di equità sociale per riconoscere la complessità delle esigenze abitative temporanee o transitorie che seguono una separazione.

Premialità fiscale sì, requisizioni no

Sul fronte delle locazioni, il ministro ha confermato la disponibilità a discutere un incentivo fiscale per chi affitta immobili a canone concordato, misura considerata da Federproprietà Napoli un meccanismo utile per ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili. Il ministro ha invece escluso categoricamente qualsiasi ipotesi di requisito di case sfitte, definendola impraticabile «a nessun titolo e a nessun livello».

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