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Napoli, Luciano Schifone: «Da Andreozzi il solito tentativo della sinistra di aggredire la casa»

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L’associazione: «La crisi degli alloggi Erp non si risolve con nuove tasse per pochi»

Un nuovo prelievo sugli immobili di lusso dei non residenti per finanziare il recupero delle case popolari di Napoli. Questa è l’«innovativa» proposta avanzata dal consigliere comunale Rosario Andreozzi (Avs), che parte da una visione superficiale della proprietà immobiliare e rischia di trasformare ancora una volta la casa in un bersaglio fiscale. La mozione prevede l’istituzione di un contributo di solidarietà sulle dimore di lusso dei non residenti, vincolando il gettito al risanamento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Andreozzi ha inoltre proposto la costituzione di un gruppo di lavoro comunale per individuare le zone di pregio della città.

Una mozione che lascia quantomeno basiti, visto che non tutte le case inutilizzate sono «pied-à-terre o investimenti finanziari», come sostiene il consigliere comunale, quasi con disprezzo verso i piccoli proprietari che magari hanno ereditato un immobile o, in alcuni casi, lo hanno acquistato a costo di grandi sacrifici. Il possesso di un’abitazione, anche di pregio, non equivale necessariamente alla disponibilità di grandi ricchezze. Esistono famiglie che devono già sostenere spese di manutenzione, imposte e altri oneri, senza disporre di redditi particolarmente elevati.

Molte abitazioni, inoltre, restano sfitte perché chi le possiede teme le occupazioni abusive, un fenomeno che negli anni ha colpito duramente il settore anche a causa del lassismo dei governi di centrosinistra, che hanno preferito chiudere gli occhi davanti al problema. Senza dimenticare gli inquilini morosi e le enormi difficoltà che, prima del governo Meloni, i titolari degli immobili incontravano per ottenere uno sfratto e rientrare in possesso della propria casa.

Secondo il presidente di Federproprietà Napoli, Luciano Schifone, si tratta del solito «tentativo di aggredire la casa che, di tanto in tanto, riaffiora da sinistra. Quello che Andreozzi non capisce, o fa finta di non capire, è che le case sono già sottoposte a tassazione, sia al momento della costruzione sia successivamente, attraverso l’Imu e altre imposte e tributi».

Il degrado delle case popolari non si risolve con nuove tasse

C’è poi la questione delle risorse. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica di Napoli presenta esigenze di manutenzione e riqualificazione enormi, accumulate nel corso degli anni. Le somme eventualmente ricavate da un ulteriore contributo fiscale non sarebbero certamente sufficienti a coprire tutti gli interventi necessari.

Il degrado delle case popolari richiede una programmazione strutturale, finanziamenti adeguati e una gestione efficiente del patrimonio pubblico. Una direzione nella quale il Governo Meloni è già intervenuto con un grande Piano Casa dedicato anche al recupero degli alloggi Erp. Non può diventare il pretesto per introdurre un’altra forma di imposizione immobiliare, scaricando sui privati il peso di problemi che le amministrazioni pubbliche non sono riuscite a risolvere. La proposta di Andreozzi assume così i contorni dell’ennesima iniziativa propagandistica contro la proprietà immobiliare. Un’impostazione che confonde il possesso di una casa con la disponibilità di grandi ricchezze e che ignora le situazioni economiche profondamente diverse di chi possiede un’abitazione.

Per quanto riguarda la revisione catastale, Schifone spiega: «Non c’è dubbio che, quando e se si procederà in questa direzione, sarà necessario affrontare la questione. Ma è altrettanto evidente che una revisione non debba essere effettuata con finalità punitive».

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