Schifone: «Bene incentivi agli affitti lunghi e ai negozi di vicinato»
La piccola proprietà immobiliare trova un sostegno concreti nelle nuove misure fiscali previste dal disegno di legge di Bilancio approvato dal Governo Meloni. Dalla riduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi alla sua estensione ai locali commerciali, la manovra recepisce istanze da tempo sostenute da Federproprietà Napoli.
Per i contratti di locazione a canone concordato, il Governo propone di dimezzare l’aliquota della cedolare secca, portandola dall’attuale 10% al 5%, con un’ulteriore riduzione all’1% quando l’immobile viene affittato, alle stesse condizioni, a giovani fino a 35 anni. A queste agevolazioni si aggiunge l’estensione del regime fiscale agli immobili commerciali. Provvedimenti che confermano ancora una volta la sensibilità dell’Esecutivo verso le esigenze dei piccoli proprietari immobiliari e delle famiglie. Le misure puntano a incentivare le locazioni abitative di lunga durata rispetto agli affitti brevi e a sostenere il commercio di prossimità.
Affitti a canone concordato, incentivi alle locazioni di lunga durata
Sul fronte delle locazioni abitative, la riduzione della cedolare secca riguarda i contratti a canone concordato, nei quali l’importo dell’affitto viene determinato sulla base degli accordi territoriali sottoscritti dalle organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Si tratta di una formula che prevede generalmente una durata di tre anni, con rinnovo per altri due, e canoni stabiliti secondo parametri concordati.
Il risparmio fiscale per i proprietari sarebbe consistente. Per un’abitazione affittata a 800 euro mensili, ad esempio, l’imposta annua passerebbe dagli attuali 960 euro a 480 euro. In presenza dei requisiti per l’agevolazione destinata ai giovani, il prelievo scenderebbe a 96 euro, con un risparmio di 864 euro rispetto alla tassazione attuale.
L’obiettivo è rendere fiscalmente più conveniente destinare gli immobili alle locazioni residenziali di lunga durata, favorendo questa soluzione rispetto agli affitti brevi. La riduzione del carico fiscale può incoraggiare anche i proprietari di abitazioni attualmente sfitte o utilizzate per finalità turistiche a immetterle nel mercato residenziale tradizionale, ampliando le opportunità per le famiglie. La scelta di intervenire attraverso gli incentivi fiscali, senza introdurre ulteriori vincoli a carico dei proprietari, viene valutata positivamente anche per la possibilità di favorire rapporti contrattuali stabili e una maggiore disponibilità di abitazioni a canoni sostenibili.
Cedolare secca sugli affitti commerciali, una misura contro la desertificazione
L’estensione della cedolare secca ai locali commerciali rappresenta una novità particolarmente significativa. Il nuovo regime consentirebbe ai proprietari interessati di assoggettare i redditi da locazione a un’imposta sostitutiva dell’Irpef, in alternativa alla tassazione progressiva ordinaria. Secondo le indiscrezioni circolate nei giorni precedenti all’approvazione della manovra, l’aliquota potrebbe essere fissata al 21% per i negozi fino a 300 metri quadrati, con una possibile riduzione al 10% nelle città metropolitane. Le condizioni definitive dovranno essere verificate nel testo del disegno di legge.
«Un provvedimento che sicuramente potrà aiutare sia i proprietari ad affittare gli immobili che troppo spesso rimangono chiusi, che i piccoli imprenditori attraverso canoni di locazione più sostenibili», afferma Luciano Schifone, presidente di Federproprietà Napoli.
L’intervento assume particolare rilevanza per Napoli e per le altre città italiane, dove il commercio di vicinato deve confrontarsi con l’aumento dei costi di gestione e la concorrenza delle grandi strutture di vendita e delle piattaforme online. La chiusura dei piccoli esercizi produce conseguenze che vanno oltre la singola attività economica, impoverendo la rete dei servizi di quartiere e lasciando inutilizzati numerosi locali.
L’agevolazione fiscale potrebbe contribuire a contrastare la desertificazione commerciale dei centri urbani, favorendo il recupero degli immobili sfitti e la riapertura delle attività. Un’opportunità per preservare il commercio tradizionale e salvaguardare la presenza di negozi, botteghe e servizi di prossimità nei quartieri.
Le disposizioni dovranno ora affrontare l’esame parlamentare. Tra gli aspetti ancora da definire resta l’applicazione della cedolare secca ai contratti commerciali già in essere, che potrebbe consentire di estendere i benefici fiscali anche alle locazioni attualmente attive, favorendo eventuali accordi per la revisione dei canoni.






