La proposta alleggerirebbe le imposte per i piccoli proprietari
La cedolare secca sugli affitti a canone concordato potrebbe scendere dal 10 al 5%. È una delle misure allo studio in vista della legge di Bilancio 2027, con l’obiettivo di incentivare le locazioni abitative di lungo periodo e aumentare la disponibilità di case a prezzi accessibili.
L’intervento punterebbe a rendere fiscalmente più conveniente per i proprietari affittare gli immobili con contratti stabili, incoraggiando anche chi oggi ricorre alle locazioni brevi a orientarsi verso quelle di lunga durata, favorendo il ritorno sul mercato residenziale di una parte delle abitazioni destinate agli affitti turistici e incentivando l’utilizzo delle case attualmente sfitte.
La misura non è ancora stata approvata e il suo eventuale inserimento nella manovra dipenderà anche dalle coperture finanziarie. Tra le stime circolate figurano circa 257mila nuovi contratti nel 2027 e un costo per l’erario di 100 milioni di euro.
Come funzionerebbe la cedolare secca al 5%
Attualmente, la cedolare secca prevede un’aliquota ordinaria del 21%, ridotta al 10% per i contratti a canone concordato che rispettano i requisiti di legge. Il regime sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sui redditi da locazione, oltre alle imposte di registro e di bollo sul contratto.
L’ipotesi allo studio prevede di dimezzare ulteriormente l’aliquota agevolata per gli affitti di lungo periodo a canone concordato, il cui importo viene determinato secondo gli accordi territoriali sottoscritti dalle organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.
Per un canone di 600 euro mensili, pari a 7.200 euro annui, l’imposta passerebbe dagli attuali 720 a 360 euro, con un risparmio di 360 euro all’anno. Con un affitto di 800 euro mensili, invece, il prelievo scenderebbe da 960 a 480 euro. Restano da definire le condizioni di accesso, l’eventuale applicazione ai contratti già in essere e i requisiti di durata.
Schifone: «La leva fiscale è la strada giusta per incentivare le locazioni»
La proposta va nella direzione da tempo sostenuta da Federproprietà Napoli. «Bisogna incentivare le locazioni abitative attraverso la leva fiscale. Il peso della tassazione rappresenta un elemento che preoccupa sia i proprietari sia gli inquilini. Intervenire su questo fronte è quindi importante per affrontare le difficoltà del mercato delle locazioni, caratterizzato da una domanda crescente e da una crisi dell’offerta», afferma il presidente Luciano Schifone.






