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Napoli, Comune e associazioni firmano il nuovo Accordo Territoriale per i canoni di locazione

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Schifone: accordo frutto di sintesi tra esigenze sociali e abitative

Il Comune di Napoli e le principali organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, tra cui Federproprietà Napoli, hanno firmato il nuovo Accordo Territoriale che aggiorna e sostituisce il precedente protocollo del 2017, con l’obiettivo di regolamentare i canoni di locazione agevolati, transitori e per studenti universitari.

«Questo aggiornamento dell’Accordo Territoriale è il frutto di un’approfondita analisi del mercato immobiliare della città e dell’attento e costante confronto fra le rappresentanze delle parti contrattuali. Le associazioni dei piccoli proprietari e le associazioni dei conduttori hanno lavorato per definire una nuova disciplina che tenesse conto delle condizioni inflattive e dei mutamenti sociali da una parte, e dall’altra della necessità di favorire la destinazione abitativa in una realtà in movimento. Lo sforzo di avvicinare gli interessi delle parti ha prodotto questo accordo, che cerca di rispondere a tutte le esigenze, sia degli inquilini sia della proprietà, ed anche della socialità urbana» ha dichiarato il Presidente di Federproprietà Napoli, l’on. avv. Luciano Schifone.

Il documento stabilisce criteri più dettagliati per la determinazione dei valori minimi e massimi dei canoni di affitto, suddividendo il territorio comunale in sette aree omogenee. Ogni area è ulteriormente classificata in fasce di oscillazione, che tengono conto di parametri oggettivi come la posizione, le caratteristiche catastali e lo stato dell’immobile. I canoni sono espressi in euro al metro quadro, e sono riportati in allegati tecnici all’accordo.

Novità per studenti, famiglie e grandi proprietari

Particolare attenzione è stata riservata ai contratti transitori per studenti universitari, che potranno essere stipulati anche da gruppi o aziende per il diritto allo studio, con una durata tra 6 mesi e 3 anni. I canoni saranno definiti in accordo con i parametri previsti dagli allegati dell’Accordo, in base alla zona e alla fascia di riferimento.

Un’ulteriore sezione è dedicata ai contratti transitori ordinari, per esigenze lavorative, familiari o personali sia dei locatori che dei conduttori, con durata massima di 18 mesi. Anche in questo caso, i criteri di calcolo dei canoni sono rigidamente codificati.

L’Accordo prevede inoltre una clausola specifica per i grandi proprietari, ovvero soggetti con oltre 100 immobili ad uso abitativo: per questi, i canoni possono essere oggetto di riduzione fino al 40%, su base volontaria, previo accordo tra le parti.

Attestazione e aggiornamenti annuali

Un punto chiave dell’accordo riguarda l’attestazione del canone concordato, rilasciata da una delle organizzazioni firmatarie, su richiesta della parte interessata. Il documento certifica la correttezza del valore stabilito, sulla base degli elementi oggettivi riportati negli allegati. Infine, è previsto che i canoni vengano aggiornati ogni anno, a partire dal terzo anno dalla firma dell’accordo, sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Valore sociale e sostenibilità

Nell’accordo è presente una sezione dedicata all’alloggio sociale, che prevede ulteriori agevolazioni nei canoni – fino al 40% in meno rispetto alla fascia di riferimento – in caso di erogazione di contributi pubblici. Sono regolati anche casi specifici come locazioni parziali, immobili ammobiliati, affitti di breve durata o con caratteristiche particolari.

Con la firma dell’accordo, Federproprietà Napoli e le altre sigle firmatarie si impegnano a garantire un sistema più trasparente, equilibrato e sostenibile per il mercato degli affitti, contribuendo così a migliorare l’accesso alla casa e la qualità dell’abitare sul territorio comunale.

Mazzella: «Affitti realistici in provincia»

«Adesso andremo rinnovare gli accordi territoriali nella provincia di Napoli. Sempre più persone si stanno orientando verso la locazione in provincia, perché a Napoli non trovano spazio: molte famiglie, purtroppo, sono state costrette a trasferirsi nei comuni dell’area metropolitana. Il problema che stiamo osservando negli ultimi tempi è l’aumento della domanda, mentre l’offerta si è ridotta. Ora che ci accingeremo a discutere il rinnovo degli accordi per la provincia, dovremo prestare attenzione a quali sono effettivamente i canoni reali. La battaglia che dobbiamo portare avanti è quella di considerare almeno le tabelle OMI, che vengono pubblicate anche per la provincia in riferimento agli affitti. Dobbiamo spingere affinché questi valori siano realistici» ha dichiarato Vincenzo Mazzella, vicepresidente di Federproprietà Napoli.

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