Tanti proprietari temono di non riavere l’abitazione in caso di morosità
In Italia più di una casa su quattro resta inutilizzata. Sono, infatti, 8,5 milioni le abitazioni intestate a persone fisiche che non vengono immesse nel mercato delle locazioni ordinarie, nonostante la crescente scarsità di soluzioni accessibili. Questo dato, emerso a Roma con la presentazione del quarto Rapporto Federproprietà-Censis, evidenzia l’esistenza di un vasto patrimonio immobiliare che rimane inattivo e non contribuisce ad alleviare la pressione abitativa.
Il rapporto indica che il 25,7% delle case di proprietà di persone fisiche è costituito da immobili dormienti. La distribuzione di queste unità evidenzia differenti situazioni: 5,8 milioni non rappresentano l’abitazione principale e vengono utilizzate per soggiorni occasionali o non vengono affittate; quasi 1,4 milioni non dispongono neppure degli allacci essenziali a energia e acqua; circa 1,3 milioni hanno un utilizzo indefinito tale da non comparire nelle dichiarazioni dei redditi. Una dinamica che il documento definisce un «paradosso: case inutilizzate e, al contempo, scarsità di case a prezzi sostenibili sul mercato delle locazioni lunghe».
Le ragioni del mancato utilizzo: timori, costi e percezioni
Tra i fattori che scoraggiano i proprietari spicca un forte timore: l’82,9% degli italiani ha paura di non poter rientrare in possesso della propria abitazione in caso di morosità dell’inquilino. Anche sul tema delle eventuali sanzioni fiscali per chi lascia gli immobili inutilizzati l’opinione pubblica risulta divisa: il 66% non ritiene opportuno penalizzare i proprietari; il 28,3% considera invece utile un intervento fiscale; il 5,7% non esprime una posizione.
Il quadro si completa con la pressione economica legata ai costi energetici, percepiti come eccessivi dal 76,9% degli italiani. Parallelamente, il 94,1% ritiene molto difficile per i giovani acquistare una casa senza il sostegno della famiglia. Una valutazione condivisa dal 91,5% dei giovani, dal 94,9% degli adulti e dal 94,8% degli anziani.
L’interesse diffuso per misure a supporto della prima casa
Il 92% degli italiani considera necessarie politiche che facilitino l’accesso alla proprietà dell’abitazione principale, vista come fonte di sicurezza individuale e di equilibrio sociale. Il rapporto registra anche una riduzione significativa delle abitazioni inadeguate: la quota delle persone che vivono in case deteriorate scende dal 9,5% del 2014 al 5,6% del 2024. La tendenza positiva riguarda tutte le aree del Paese: nel Nord la percentuale passa dal 7,7% al 4,9%; nel Centro dal 9,7% al 6,4%; nel Sud e nelle Isole dall’11,8% al 6,1%.
Tra il 2014 e il 2024 diminuiscono anche altre criticità: le famiglie con immobili strutturalmente danneggiati scendono dal 13,2% al 9,8%; quelle con presenza di umidità dal 19,9% al 12,9%; mentre le abitazioni con scarsa luminosità passano dal 7,5% al 7,3%.
Bardanzellu: Proposte per superare le paure dei proprietari
Commentando i risultati del rapporto «Case dormienti, una ricchezza sommersa. Proposte per risvegliare il mercato degli affitti non turistici in Italia», Giovanni Bardanzellu, presidente di Federproprietà, sottolinea: «Le ‘case dormienti’ in Italia sono 8 milioni e mezzo, vale a dire il 25,7% del totale delle abitazioni di proprietà delle persone fisiche che i proprietari non rendono disponibili sul mercato degli affitti. La ragione principale è la paura dei proprietari di non rientrare in possesso degli immobili in caso di morosità dell’inquilino, anche se in possesso di un titolo esecutivo di sfratto».
Bardanzellu elenca quindi due proposte rivolte al governo: «istituire una banca dati degli inquilini morosi ‘seriali’» e «abbreviare i tempi delle procedure di sfratto, che attualmente sono troppo lunghi».
Schifone: «Tutela del bene ‘casa’ al centro dell’azione di Federproprietà»
Sul quadro complessivo interviene anche Luciano Schifone, presidente della sezione di Napoli, dichiarando: «Con Federproprietà e grazie al Presidente Bardanzellu approfondiamo i temi della situazione immobiliare nazionale, con attenzione all’evoluzione del concetto di abitazione alle soglie del XXI secolo. Con il Rapporto Censis sono stati approfonditi i problemi di natura urbanistica, sociale ed economica che caratterizzano l’approccio dei piccoli proprietari rispetto alle difficoltà di mercato. La tutela del bene ‘casa’ resta al centro dell’azione, anche propositiva, di Federproprietà».






