Circa 40mila procedimenti ancora fermi
Nuova finestra per le sanatorie edilizie a Napoli: il Comune ha deciso la riapertura dei termini per le autocertificazioni, offrendo una seconda possibilità a chi non aveva completato la procedura. La decisione, formalizzata con una delibera del sindaco Gaetano Manfredi, sposta al 31 dicembre 2026 la scadenza per presentare la documentazione relativa ai condoni edilizi previsti dalle leggi nazionali del 1985, 1994 e 2003. Il termine precedente era fissato al 31 dicembre 2025.
Nel provvedimento si legge che «Il Comune autorizza la riapertura dei termini per la presentazione dell’autocertificazione al fine di consentire ai cittadini che per qualunque motivo o causa non abbiano potuto avvalersi delle prime fasi di applicazione e di poterne beneficiare». Una scelta che si inserisce nel solco seguito dalle amministrazioni comunali che si sono succedute dal 2000, ma che oggi riporta al centro un arretrato ancora molto consistente.
Le pratiche pendenti sono circa 40mila. Di queste, 15mila riguardano sanatorie in zone vincolate, dove non è sufficiente l’autocertificazione perché serve il via libera della Sovrintendenza. Il valore complessivo della partita, si legge in un articolo di Luigi Roano su «il Mattino»; è stimato in 126 milioni di euro tra oneri di concessione, diritti di segreteria, conguagli, oblazioni e sanzioni paesaggistiche; le sole pratiche in area vincolata valgono circa 45 milioni. Per Palazzo San Giacomo si tratta di una voce finanziaria rilevante.
Il nodo delle pratiche ferme
La riapertura dei termini non riguarda solo i conti dell’ente. Interessa anche migliaia di cittadini che attendono da anni di sapere se interventi realizzati decenni fa possano essere sanati. La questione coinvolge anche chi ha comprato o ereditato immobili con pratiche ancora sospese. Resta però un limite essenziale: una pratica aperta da 20 o 40 anni non può essere utilizzata per autodenunciare nuovi abusi. La sanatoria consente di rientrare nella legalità solo a chi ha aderito ai condoni del 1985, 1994 e 2003, pagando le somme dovute. Il problema principale è la capacità degli uffici di lavorare l’arretrato. Nel 90% dei casi, le pratiche risultano ferme per la lentezza delle strutture incaricate oppure perché è stata chiesta ulteriore documentazione.
Il Comune ha provato a intervenire rinnovando l’impegno con professionisti esterni all’ente. La parcella per i tecnici privati sale da 250 a 350 euro per ogni pratica, mentre ai dipendenti comunali che aderiscono viene riconosciuto il 10%: su una pratica da 2.000 euro, ad esempio, spettano 200 euro.
Palazzo San Giacomo ha fissato il termine finale per la conclusione delle verifiche di conformità e il rilascio dei provvedimenti formali relativi alle domande non interessate da vincoli il 31 dicembre del 2027. Fissando altresì nel 31 luglio 2028 il termine per i controlli a campione relativamente ai provvedimento rilasciati inerenti gli immobili non interessati ai vincoli. La parte più complicata resta quella delle pratiche in zone vincolate. In questi casi il parere della Sovrintendenza è indispensabile e il valore della partita è di circa 45 milioni. Tutto questo, però, non è sufficiente.
Incrementare il personale
Per Federproprietà Napoli la riapertura dei termini è un passaggio positivo, ma da sola non basta. «Dare più tempo ai cittadini ha senso solo se, parallelamente, l’amministrazione mette gli uffici nelle condizioni di chiudere le pratiche in tempi ragionevoli. Il punto è evitare che la proroga si trasformi nell’ennesimo rinvio. Se le pratiche restano ferme per carenza di personale o per insufficienza di professionalità dedicate, il beneficio per i piccoli proprietari immobiliari diventa soltanto teorico» spiega Luciano Schifone, presidente di Federproprietà Napoli.
È necessario lavorare subito su un rafforzamento operativo degli uffici, anche attraverso l’assunzione di un numero adeguato di professionisti incaricati di istruire e definire le pratiche. Solo così la riapertura dei termini potrà tradursi in provvedimenti concreti, tempi certi e risposte attese da cittadini e proprietari da troppi anni.






