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FIAIP: IL SETTORE IMMOBILIARE DIMENTICATO NELL’ULTIMA MANOVRA DEL GOVERNO
Il settore immobiliare è stato dimenticato nell’ultima manovra? Secondo Fiaip, sì. La Federazione degli agenti immobiliari , riporta il sito Quotidianocasa.it , denuncia come, sulla scia del governo Monti, il governo Gentiloni abbia impostato la manovra considerando l’immobiliare e i milioni di cittadini e risparmiatori che in esso investono soltanto un ''limone da spremere''. ''Nonostante tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione avessero condiviso la proposta di ampliare la cedolare secca anche alle locazioni commerciali, il governo ha ritenuto di bocciare ogni possibile incentivo per la ripresa del mercato immobiliare'', attacca Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip. 'I dati sono preoccupanti, siamo insieme alla Grecia l’unico Paese d’Europa in cui i prezzi continuano a calare, impoverendo sempre più le migliaia di famiglie italiane proprietarie di immobili. Se il Governo attuale non ha ritenuto di accogliere le proposte provenienti dal mondo immobiliare, che avrebbero invece portato nuovi e maggiori introiti alle casse dello Stato, il significato è uno solo: prosegue l’attacco anche ideologico alla proprietà immobiliare. Sono certo , conclude Baccarini , che nella prossima tornata elettorale, i cittadini e tutti gli operatori dell’immobiliare sapranno tenere conto di quanto accaduto'.
03 gennaio 2018
 
IL 2018 INIZIA CON IL CARO BOLLETTE DI LUCE E GAS
Il 2018 parte con l’aumento delle bollette di elettricita’ e gas. Dal primo gennaio, informa l’Autorita’ dell’Energia, la famiglia tipo registrera’ un incremento del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle di gas. E’ quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela. Nel dettaglio, per l’elettricita’ la spesa al lordo delle tasse per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 sara’ di circa 535 euro, con un incremento del 7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 aprile 2016 – 31 marzo 2017), per un aumento di circa 37 euro all’anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sara’ di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, pari a un aumento di circa 22 euro all’anno.
03 gennaio 2018
 
CANONE RAI 2018, COME OTTENERE L’ESENZIONE
Non hai un televisore a casa? Non sei un amante del piccolo schermo e dunque non hai alcuna intenzione di pagare il Canone Rai 2018? Ebbene, c’è un modo per chiedere l’esenzione e quindi per non pagarlo. Tutto legittimo e di facilissima realizzazione. Basta compilare un modulo entro il 31 gennaio 2018 o, come è preferibile, entro il 31 dicembre 2017: basterà compilare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione già disponibile online. La Legge di Stabilità 2016, infatti, ha introdotto la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica. Come saprete, dallo scorso anno il canone si paga direttamente sulla bolletta elettrica in 10 rate mensili. È uno dei canoni più bassi d’Europa. Per superare la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv basterà presentare la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate in cui si dichiara che nella propria abitazione non si possiede un apparecchio tv (sia da parte del dichiarante stesso che degli altri componenti della famiglia). Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è possibile presentare il modello tramite servizio postale, in plico raccomandato senza busta, allegando un valido documento di riconoscimento. L’indirizzo è il seguente: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. , Sportello abbonamenti tv , Casella Postale 22 , 10121 Torino. La dichiarazione sostitutiva può essere presentata anche tramite posta elettronica certificata e ha validità annuale.
21 dicembre 2017
 
DEPOSITO DEL PREZZO DAL NOTAIO: ISTRUZIONI PER L’USO
Il Consiglio nazionale del notariato ha pubblicato sul proprio sito internet (www.notariato.it), una sorta di vademecum per la corretta applicazione della nuova disposizione introdotta dalla c.d. legge sulla Concorrenza n. 124/2017 ed entrata in vigore lo scorso 29 agosto. Vediamo più da vicino di cosa si tratta. Chi compra un immobile , spiega Italia Oggi ,si vede esposto al rischio che, tra la data del rogito dinanzi al notaio e la data della sua trascrizione nei registri immobiliari, venga pubblicato su questi ultimi un gravame inaspettato a carico del venditore: un’ipoteca, un sequestro, un pignoramento, una domanda giudiziale, eccetera. Occorre comunque avvertire che questo tipo di inconvenienti si verificano nella pratica assai raramente, perché i notai sono soliti adempiere al predetto obbligo di trascrizione in tempi molto brevi. La legge n. 124/2017 ha quindi previsto che, qualora sia richiesto da almeno una delle parti del contratto, il notaio sia obbligato a tenere in deposito presso di sé il saldo del prezzo messo a disposizione dall’acquirente e destinato al venditore, fino a quando non sia stato eseguito il prescritto adempimento pubblicitario presso i registri immobiliari, con il quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami. Come ribadito dal notariato, si tratta di una tutela facoltativa che la nuova legge mette a disposizione di chi compra casa: in sede di rogito l’acquirente, a seconda dei casi, può quindi optare per avvalersene o rinunziarvi.
04 dicembre 2017
 
VUOI SAPERE QUANTO VALE LA TUA CASA ? TE LO DICE IL FISCO
L’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi), predisposto dall’Agenzia delle Entrate, rende disponibili per la consultazione telematica le quotazioni immobiliari di vendita e canoni di locazione su base semestrale per ogni delimitata zona territoriale omogenea (Zona Omi) di ciascun Comune italiano. Quando per una stessa tipologia sono valorizzati più stati di conservazione , si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate , è comunque specificato quello prevalente. In particolare: per Box, Posti auto ed autorimesse non risulta significativo il diverso apprezzamento del mercato secondo lo stato conservativo; per Negozi e Centri commerciali il giudizio Ottimo (O) / Normale (N) / Scadente (S) è da intendersi riferito alla posizione commerciale e non allo stato conservativo dell’unità immobiliare. Le quotazioni Omi, disponibili in un semestre, sono relative ai Comuni censiti negli archivi catastali. E' quindi, possibile che l’elenco dei Comuni presenti in Banca Dati differisca nei diversi semestri per effetto di variazioni circoscrizionali (in esito alle quali sono costituiti nuovi Comuni e soppressi altri). Si avverte , raccomanda l’Agenzia delle Entrate , che nell’ambito dei processi estimativi le quotazioni Omi non possono intendersi sostitutive della stima puntuale, in quanto forniscono indicazioni di valore di larga massima. Solo la stima effettuata da un tecnico professionista può rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena efficacia l’immobile e motivare il valore da attribuirgli.
07 novembre 2017
 
PER IL 31% DEGLI ITALIANI IL MATTONE RESTA UN BUON INVESTIMENTO
Per gli italiani non esiste più l’investimento ideale e il mattone pur in risalita, non ha più l’appeal degli anni prima della crisi. Lo mette in evidenza la ricerca Acri/Ipsos, secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore. Dalle risposte al sondaggio emergono tre gruppi. Un 33% che ritiene che proprio non ci sia un’investimento ideale, un 31% che indica gli immobili e un 29% che predilige gli investimenti finanziari reputati più sicuri. Dalle risposte sull’immobiliare, tuttavia, si regista una crescita per il terzo anno di fila, al 31%. Percentuale comunque molto lontana dal picco del 2006 quando sette italiani su dieci indicavano il mattone come investimento ideale. La ricerca Acri/Ipsos osserva poi come il numero di italiani propensi al risparmio rimane estremamente elevato: sono l’86% (nel 2016 l’88%). C’è tuttavia dalle risposte la constatazione di una riduzione dell’ansia di risparmiare rispetto all’inizio della crisi. L’espressione Non vivo tranquillo se non risparmio nel 2014 la sottoscrivevano il 46% degli italiani, l’anno dopo il 42% ed oggi solo il 37%, stessa percentuale del 2016.
31 ottobre 2017
 
LA DICHIARAZIONE DEL NOTAIO E' VALIDA PER COMUNICARE AL CONDOMINIO IL CAMBIO DI PROPRIETA'
Il condomino puo’ dare notizia all’amministratore di condominio dell’avvenuto trasferimento di un diritto, come nel caso della compravendita di un’unita’ immobiliare, oltre che tramite la trasmissione della copia autentica dell’atto di cessione, anche mediante la dichiarazione di avvenuta stipula rilasciata dal notaio rogante, purche’ essa risulti provvista di tutte le indicazioni utili all’amministratore ai fini della tenuta del registro dell’anagrafe condominiale. Cosi’ si e’ espresso il Garante per la protezione dei dati personali, dopo aver consultato anche il Consiglio Nazionale del Notariato, in merito ad un quesito proposto da un cittadino, fornendo in tal modo un’interpretazione in ordine alla corretta applicazione delle norme introdotte dalla Riforma del Condominio. Viene spiegato che la modalita’ in questione , che puo’ dunque considerarsi equipollente in termini di autenticita’ e certezza a quella prevista dal legislatore , rappresenta infatti una valida alternativa alla trasmissione della copia autentica dell’atto che determina il trasferimento da parte dell’interessato. Il condomino sara’ pertanto legittimato a chiedere al notaio rogante tale dichiarazione.
31 ottobre 2017
 
BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI, NOVITA' IN ARRIVO. COME E QUANDO CHIEDERLO
In attesa di sapere quale sarà il destino della misura nella prossima legge di bilancio attesa in Parlamento, nella bozza della manovra il provvedimento sarebbe stato reinserito, dopo recenti indiscrezioni di una possibile esclusione per il 2018. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, intanto, restano valide , fino a tutto il 2017 , le indicazioni per ottenere la detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici per arredare la casa ristrutturata. Detrazione per un importo massimo di 10.000 euro che si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche). Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L’agevolazione vale , in attesa della nuova manovra , per gli acquisti che si effettueranno nel 2017 e potrà essere richiesta solo da chi realizza una ristrutturazione a partire dal 1° gennaio 2016. Per avere tale bonus è indispensabile, ricorda l’Agenzia delle Entrate, realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione) sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali per un importo massimo di spesa ammessa in detrazione pari a 10.000 euro. Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Inoltre, la detrazione del 50% è calcolata su un massimo 10.000 euro indipendentemente dall’importo delle spese sostenute e deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Si applica per l’acquisto di mobili nuovi (letti, armadi, cassettiere librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani e poltrone, materassi e apparecchi di illuminazione). E’ escluso l’acquisto di porte e pavimentazioni (per esempio, parquet) tende e tendaggi e altri componenti di arredo. Sono compresi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) e rientrano nei grandi elettrodomestici frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, stufe elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, ventilatori elettrici e condizionatori.Tra le spese da portare in detrazione si possono includere anche quelle di trasporto e montaggio. Per avere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito (bancomat) o credito. Non è consentito l’uso di assegni, contanti o altri mezzi. La data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta (indicata nella ricevuta) e non nel giorno di addebito sul conto corrente. Tra i documenti da conservare ci sono infine la ricevuta del bonifico; la ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito); la documentazione di addebito sul conto corrente; le fatture di acquisto con natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi acquisiti.
25 ottobre 2017
 
CASA: TUTTE LE AGEVOLAZIONI PREVISTE DAL DDL
Il bonus mobili rientra nel perimetro della nuova legge di Bilancio. Con una proroga secca dal 2017 al 2018 per la misura che, dalla sua introduzione nel giugno 2013 fino a tutto il 2016, è stata capace di muovere una spesa pari a oltre 4,5 miliardi di euro, secondo le stime di FederlegnoArredo. Il pacchetto della manovra dedicato alla casa, ormai assestato, incassa questa ennesima novità. Il testo del Ddl, atteso in Parlamento ,scrive Il Sole 24 Ore , si prepara così a restituire un quadro delle agevolazioni fiscali profondamente rinnovato, dopo gli interventi del?Governo, tra conferme, bonus totalmente nuovi e sconti riformati. In questa cornice il rinnovo del bonus mobili arriva dopo che, nelle prime bozze della manovra, la misura era stata tagliata. Adesso, mentre il lavoro dei tecnici dell’esecutivo è ancora in corso, riappare in una versione che conferma l’assetto che finora ha funzionato così bene:?chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal primo gennaio del 2017 potrà agganciare al rinnovamento della sua abitazione anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+. Le spese per l’arredo dovranno essere sostenute nel 2018 e avranno un tetto massimo di 10mila euro. La sostanza, allora, è che viene confermato in blocco l’assetto attuale. Quindi, come avviene già adesso, lo sconto andrà diviso in dieci rate annuali. Non è la sola conferma che i cittadini troveranno nella legge di Bilancio. Per il 2018, infatti, resta intatta la detrazione per le ristrutturazioni al 50%, così come procedono sulla loro strada anche il sismabonus fino all’85% e l’ecobonus per gli interventi strutturali, come il cappotto termico, fino al 75%: per questi ultimi due sconti già la vecchia legge di Bilancio aveva previsto una stabilizzazione fino al 31 dicembre 2021, che non viene rivista. Una conferma con qualche ritocco arriva, invece, per l’ ecobonus al 65 per cento. La detrazione, infatti, sarà ancora attiva il prossimo anno, ma con l’esclusione di alcuni investimenti, che ricadranno nel perimetro del 50%: infissi, schermature solari, caldaie a condensazione e a biomasse. Mentre ci sarà un esordio assoluto nella famiglia delle detrazioni per la casa:?il bonus verde, pensato per la sistemazione di giardini, terrazzi, coperture sia nei condomini che nelle ville. Lo sconto , conclude Il Sole 24 Ore , sarà del 36% con un tetto di spesa di 5 mila euro per ogni unità immobiliare e la possibilità di recuperare anche costi di progettazione e manutenzione.
24 ottobre 2017
 
CASA: TUTTE LE AGEVOLAZIONI PREVISTE DAL DDL
Il bonus mobili rientra nel perimetro della nuova legge di Bilancio. Con una proroga secca dal 2017 al 2018 per la misura che, dalla sua introduzione nel giugno 2013 fino a tutto il 2016, è stata capace di muovere una spesa pari a oltre 4,5 miliardi di euro, secondo le stime di FederlegnoArredo. Il pacchetto della manovra dedicato alla casa, ormai assestato, incassa questa ennesima novità. Il testo del Ddl, atteso in Parlamento ,scrive Il Sole 24 Ore , si prepara così a restituire un quadro delle agevolazioni fiscali profondamente rinnovato, dopo gli interventi del?Governo, tra conferme, bonus totalmente nuovi e sconti riformati. In questa cornice il rinnovo del bonus mobili arriva dopo che, nelle prime bozze della manovra, la misura era stata tagliata. Adesso, mentre il lavoro dei tecnici dell’esecutivo è ancora in corso, riappare in una versione che conferma l’assetto che finora ha funzionato così bene:?chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal primo gennaio del 2017 potrà agganciare al rinnovamento della sua abitazione anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+. Le spese per l’arredo dovranno essere sostenute nel 2018 e avranno un tetto massimo di 10mila euro. La sostanza, allora, è che viene confermato in blocco l’assetto attuale. Quindi, come avviene già adesso, lo sconto andrà diviso in dieci rate annuali. Non è la sola conferma che i cittadini troveranno nella legge di Bilancio. Per il 2018, infatti, resta intatta la detrazione per le ristrutturazioni al 50%, così come procedono sulla loro strada anche il sismabonus fino all’85% e l’ecobonus per gli interventi strutturali, come il cappotto termico, fino al 75%: per questi ultimi due sconti già la vecchia legge di Bilancio aveva previsto una stabilizzazione fino al 31 dicembre 2021, che non viene rivista. Una conferma con qualche ritocco arriva, invece, per l’ecobonus al 65 per cento. La detrazione, infatti, sarà ancora attiva il prossimo anno, ma con l’esclusione di alcuni investimenti, che ricadranno nel perimetro del 50%: infissi, schermature solari, caldaie a condensazione e a biomasse. Mentre ci sarà un esordio assoluto nella famiglia delle detrazioni per la casa:?il bonus verde, pensato per la sistemazione di giardini, terrazzi, coperture sia nei condomini che nelle ville. Lo sconto — conclude Il Sole 24 Ore — sarà del 36% con un tetto di spesa di 5mila euro per ogni unità immobiliare e la possibilità di recuperare anche costi di progettazione e manutenzione.
 
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