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VUOI SAPERE QUANTO VALE LA TUA CASA ? TE LO DICE IL FISCO
L’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi), predisposto dall’Agenzia delle Entrate, rende disponibili per la consultazione telematica le quotazioni immobiliari di vendita e canoni di locazione su base semestrale per ogni delimitata zona territoriale omogenea (Zona Omi) di ciascun Comune italiano. Quando per una stessa tipologia sono valorizzati più stati di conservazione , si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate , è comunque specificato quello prevalente. In particolare: per Box, Posti auto ed autorimesse non risulta significativo il diverso apprezzamento del mercato secondo lo stato conservativo; per Negozi e Centri commerciali il giudizio Ottimo (O) / Normale (N) / Scadente (S) è da intendersi riferito alla posizione commerciale e non allo stato conservativo dell’unità immobiliare. Le quotazioni Omi, disponibili in un semestre, sono relative ai Comuni censiti negli archivi catastali. E' quindi, possibile che l’elenco dei Comuni presenti in Banca Dati differisca nei diversi semestri per effetto di variazioni circoscrizionali (in esito alle quali sono costituiti nuovi Comuni e soppressi altri). Si avverte , raccomanda l’Agenzia delle Entrate , che nell’ambito dei processi estimativi le quotazioni Omi non possono intendersi sostitutive della stima puntuale, in quanto forniscono indicazioni di valore di larga massima. Solo la stima effettuata da un tecnico professionista può rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena efficacia l’immobile e motivare il valore da attribuirgli.
07 novembre 2017
 
PER IL 31% DEGLI ITALIANI IL MATTONE RESTA UN BUON INVESTIMENTO
Per gli italiani non esiste più l’investimento ideale e il mattone pur in risalita, non ha più l’appeal degli anni prima della crisi. Lo mette in evidenza la ricerca Acri/Ipsos, secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore. Dalle risposte al sondaggio emergono tre gruppi. Un 33% che ritiene che proprio non ci sia un’investimento ideale, un 31% che indica gli immobili e un 29% che predilige gli investimenti finanziari reputati più sicuri. Dalle risposte sull’immobiliare, tuttavia, si regista una crescita per il terzo anno di fila, al 31%. Percentuale comunque molto lontana dal picco del 2006 quando sette italiani su dieci indicavano il mattone come investimento ideale. La ricerca Acri/Ipsos osserva poi come il numero di italiani propensi al risparmio rimane estremamente elevato: sono l’86% (nel 2016 l’88%). C’è tuttavia dalle risposte la constatazione di una riduzione dell’ansia di risparmiare rispetto all’inizio della crisi. L’espressione Non vivo tranquillo se non risparmio nel 2014 la sottoscrivevano il 46% degli italiani, l’anno dopo il 42% ed oggi solo il 37%, stessa percentuale del 2016.
31 ottobre 2017
 
LA DICHIARAZIONE DEL NOTAIO E' VALIDA PER COMUNICARE AL CONDOMINIO IL CAMBIO DI PROPRIETA'
Il condomino puo’ dare notizia all’amministratore di condominio dell’avvenuto trasferimento di un diritto, come nel caso della compravendita di un’unita’ immobiliare, oltre che tramite la trasmissione della copia autentica dell’atto di cessione, anche mediante la dichiarazione di avvenuta stipula rilasciata dal notaio rogante, purche’ essa risulti provvista di tutte le indicazioni utili all’amministratore ai fini della tenuta del registro dell’anagrafe condominiale. Cosi’ si e’ espresso il Garante per la protezione dei dati personali, dopo aver consultato anche il Consiglio Nazionale del Notariato, in merito ad un quesito proposto da un cittadino, fornendo in tal modo un’interpretazione in ordine alla corretta applicazione delle norme introdotte dalla Riforma del Condominio. Viene spiegato che la modalita’ in questione , che puo’ dunque considerarsi equipollente in termini di autenticita’ e certezza a quella prevista dal legislatore , rappresenta infatti una valida alternativa alla trasmissione della copia autentica dell’atto che determina il trasferimento da parte dell’interessato. Il condomino sara’ pertanto legittimato a chiedere al notaio rogante tale dichiarazione.
31 ottobre 2017
 
BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI, NOVITA' IN ARRIVO. COME E QUANDO CHIEDERLO
In attesa di sapere quale sarà il destino della misura nella prossima legge di bilancio attesa in Parlamento, nella bozza della manovra il provvedimento sarebbe stato reinserito, dopo recenti indiscrezioni di una possibile esclusione per il 2018. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, intanto, restano valide , fino a tutto il 2017 , le indicazioni per ottenere la detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici per arredare la casa ristrutturata. Detrazione per un importo massimo di 10.000 euro che si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche). Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L’agevolazione vale , in attesa della nuova manovra , per gli acquisti che si effettueranno nel 2017 e potrà essere richiesta solo da chi realizza una ristrutturazione a partire dal 1° gennaio 2016. Per avere tale bonus è indispensabile, ricorda l’Agenzia delle Entrate, realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione) sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali per un importo massimo di spesa ammessa in detrazione pari a 10.000 euro. Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Inoltre, la detrazione del 50% è calcolata su un massimo 10.000 euro indipendentemente dall’importo delle spese sostenute e deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Si applica per l’acquisto di mobili nuovi (letti, armadi, cassettiere librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani e poltrone, materassi e apparecchi di illuminazione). E’ escluso l’acquisto di porte e pavimentazioni (per esempio, parquet) tende e tendaggi e altri componenti di arredo. Sono compresi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni) e rientrano nei grandi elettrodomestici frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, stufe elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, ventilatori elettrici e condizionatori.Tra le spese da portare in detrazione si possono includere anche quelle di trasporto e montaggio. Per avere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito (bancomat) o credito. Non è consentito l’uso di assegni, contanti o altri mezzi. La data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta (indicata nella ricevuta) e non nel giorno di addebito sul conto corrente. Tra i documenti da conservare ci sono infine la ricevuta del bonifico; la ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito); la documentazione di addebito sul conto corrente; le fatture di acquisto con natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi acquisiti.
25 ottobre 2017
 
CASA: TUTTE LE AGEVOLAZIONI PREVISTE DAL DDL
Il bonus mobili rientra nel perimetro della nuova legge di Bilancio. Con una proroga secca dal 2017 al 2018 per la misura che, dalla sua introduzione nel giugno 2013 fino a tutto il 2016, è stata capace di muovere una spesa pari a oltre 4,5 miliardi di euro, secondo le stime di FederlegnoArredo. Il pacchetto della manovra dedicato alla casa, ormai assestato, incassa questa ennesima novità. Il testo del Ddl, atteso in Parlamento ,scrive Il Sole 24 Ore , si prepara così a restituire un quadro delle agevolazioni fiscali profondamente rinnovato, dopo gli interventi del?Governo, tra conferme, bonus totalmente nuovi e sconti riformati. In questa cornice il rinnovo del bonus mobili arriva dopo che, nelle prime bozze della manovra, la misura era stata tagliata. Adesso, mentre il lavoro dei tecnici dell’esecutivo è ancora in corso, riappare in una versione che conferma l’assetto che finora ha funzionato così bene:?chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal primo gennaio del 2017 potrà agganciare al rinnovamento della sua abitazione anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+. Le spese per l’arredo dovranno essere sostenute nel 2018 e avranno un tetto massimo di 10mila euro. La sostanza, allora, è che viene confermato in blocco l’assetto attuale. Quindi, come avviene già adesso, lo sconto andrà diviso in dieci rate annuali. Non è la sola conferma che i cittadini troveranno nella legge di Bilancio. Per il 2018, infatti, resta intatta la detrazione per le ristrutturazioni al 50%, così come procedono sulla loro strada anche il sismabonus fino all’85% e l’ecobonus per gli interventi strutturali, come il cappotto termico, fino al 75%: per questi ultimi due sconti già la vecchia legge di Bilancio aveva previsto una stabilizzazione fino al 31 dicembre 2021, che non viene rivista. Una conferma con qualche ritocco arriva, invece, per l’ ecobonus al 65 per cento. La detrazione, infatti, sarà ancora attiva il prossimo anno, ma con l’esclusione di alcuni investimenti, che ricadranno nel perimetro del 50%: infissi, schermature solari, caldaie a condensazione e a biomasse. Mentre ci sarà un esordio assoluto nella famiglia delle detrazioni per la casa:?il bonus verde, pensato per la sistemazione di giardini, terrazzi, coperture sia nei condomini che nelle ville. Lo sconto , conclude Il Sole 24 Ore , sarà del 36% con un tetto di spesa di 5 mila euro per ogni unità immobiliare e la possibilità di recuperare anche costi di progettazione e manutenzione.
24 ottobre 2017
 
CASA: TUTTE LE AGEVOLAZIONI PREVISTE DAL DDL
Il bonus mobili rientra nel perimetro della nuova legge di Bilancio. Con una proroga secca dal 2017 al 2018 per la misura che, dalla sua introduzione nel giugno 2013 fino a tutto il 2016, è stata capace di muovere una spesa pari a oltre 4,5 miliardi di euro, secondo le stime di FederlegnoArredo. Il pacchetto della manovra dedicato alla casa, ormai assestato, incassa questa ennesima novità. Il testo del Ddl, atteso in Parlamento ,scrive Il Sole 24 Ore , si prepara così a restituire un quadro delle agevolazioni fiscali profondamente rinnovato, dopo gli interventi del?Governo, tra conferme, bonus totalmente nuovi e sconti riformati. In questa cornice il rinnovo del bonus mobili arriva dopo che, nelle prime bozze della manovra, la misura era stata tagliata. Adesso, mentre il lavoro dei tecnici dell’esecutivo è ancora in corso, riappare in una versione che conferma l’assetto che finora ha funzionato così bene:?chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal primo gennaio del 2017 potrà agganciare al rinnovamento della sua abitazione anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+. Le spese per l’arredo dovranno essere sostenute nel 2018 e avranno un tetto massimo di 10mila euro. La sostanza, allora, è che viene confermato in blocco l’assetto attuale. Quindi, come avviene già adesso, lo sconto andrà diviso in dieci rate annuali. Non è la sola conferma che i cittadini troveranno nella legge di Bilancio. Per il 2018, infatti, resta intatta la detrazione per le ristrutturazioni al 50%, così come procedono sulla loro strada anche il sismabonus fino all’85% e l’ecobonus per gli interventi strutturali, come il cappotto termico, fino al 75%: per questi ultimi due sconti già la vecchia legge di Bilancio aveva previsto una stabilizzazione fino al 31 dicembre 2021, che non viene rivista. Una conferma con qualche ritocco arriva, invece, per l’ecobonus al 65 per cento. La detrazione, infatti, sarà ancora attiva il prossimo anno, ma con l’esclusione di alcuni investimenti, che ricadranno nel perimetro del 50%: infissi, schermature solari, caldaie a condensazione e a biomasse. Mentre ci sarà un esordio assoluto nella famiglia delle detrazioni per la casa:?il bonus verde, pensato per la sistemazione di giardini, terrazzi, coperture sia nei condomini che nelle ville. Lo sconto — conclude Il Sole 24 Ore — sarà del 36% con un tetto di spesa di 5mila euro per ogni unità immobiliare e la possibilità di recuperare anche costi di progettazione e manutenzione.
 
MUTUI, ADESSO O MAI PIU': TASSI D’INTERESSE AL MINIMO STORICO
Questo è il momento giusto per accendere un mutuo. La media dei tassi d’interesse ha raggiunto il minimo storico inferiore al 2% (1,97% per la precisione). Un dato che denota l’andamento positivo dei trend sui finanziamenti bancari, trainati dai mutui che le famiglie chiedono per poter compare casa. Basti pensare che nel 2007 il tasso medio era del 5,72% e ad agosto 2017 del 2,11%. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risulta pari a 1,68%, era 1,60% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Come confermano i dati contenuti nel rapporto mensile dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), alla fine settembre 2017 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.763,2 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 44,3 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.718,9 miliardi. Per i prestiti si parla di un incremento su base annua dell’1,4%, mentre per i mutui si è registrato un incremento del 2,6% rispetto al 2016. L’Abi conferma anche il basso costo del denaro: da settembre 2017 il tasso di interesse medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è sceso al 2,76%, un nuovo minimo storico, dal 2,78%.
19 ottobre 2017
 
I PROPRIETARI IMMOBILIARI CHIEDONO UN’ESTENSIONE DELLA CEDOLARE SECCA
Il Coordinamento unitario dei proprietari immobiliari (FEDERPROPRIETA’ , CONFAPPI , UPPI ,MOVIMENTO IN DIFESA DELLA CASA) ha inviato una lettera ai capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato per chiedere l’estensione al settore non abitativo della cedolare secca per i redditi da locazione di immobili e la riconferma per il settore abitativo. Infatti con la risoluzione approvata dal Senato il Governo si era impegnato ad inserirla nella manovra finanziaria per il 2018. Poiché, da quanto si è finora appreso sui contenuti dei relativi provvedimenti, non sembra che sia stato dato alcun seguito alla predetta risoluzione, il Coordinamento invita tutti i Gruppi parlamentari ad assumere ogni opportuna iniziativa per dare attuazione agli impegni presi.
19 ottobre 2017
 
ECOBONUS A RISCHIO DA GENNAIO: FEDERPROPRIETA' CHIEDE DI MANTENERE INALTERATA LA DEFISCALIZZAZIONE
Dall’ottobre 2007, anno di introduzione, al luglio 2017 le famiglie italiane hanno speso circa 170 miliardi di euro per ristrutturare le abitazioni e renderle più efficienti dal punto di vista energetico. Una media di circa 25 miliardi all’anno. La spinta determinante si è verificata nel 2013 quando venne deciso l'innalzamento dell’aliquota di detrazione al 65 per cento, con una proroga da valere solo per sei mesi. Un dossier della Confartigianato ha messo in rilievo l’utilizzo degli incentivi fiscali sia per quanto riguarda le ristrutturazioni edili sia per il risparmio energetico. Il trend delle domande è stato in continuo aumento. La prospettiva, secondo un’indagine dell’Istat sulla fiducia dei consumatori, è che nei prossimi mesi quasi 3 milioni di proprietari di case sarebbero intenzionati ad effettuare lavori di manutenzione. Si avvicina però un problema di scadenza: l’ecobonus al 65 per cento scade al 31 dicembre. Cosa succederà dal primo gennaio 2018? Tornerà al 36% con tetto di spesa a 48 mila euro mentre ora è al 50% con soglia a 96 mila euro? Federproprietà ritiene opportuno che nella Finanziaria le defiscalizzazioni siano identiche, se non migliorative, di quanto stabilito per il 2017.
11 ottobre 2017
 
RISTRUTTURARE CASA: QUANDO SERVE LA SCIA?
La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), introdotta con la legge 122/2010, che ha modificato l’articolo 19 della legge 241/1990, sostituisce di fatto la DIA (Denuncia di Inizio Attività) e decorre dal giorno di presentazione. Quando si ristruttura casa , spiega il sito Investireoggi.it , la Scia è richiesta in questi casi: restauro e risanamento conservativo; interventi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Sono compresi i lavori di: consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.
3 ottobre 2017
 
Federproprietà - Federazione Nazionale Proprietà Edilizia - Sede provinciale di Napoli
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