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FUMI IN CONDOMINIO: QUANDO POSSONO ESSERE REATO
I fumi in condominio, insieme ai rumori, sono tra le cause più ricorrenti delle liti tra vicini di casa. Liti che, non di rado, sfociano in una causa. A questo proposito è bene sapere che determinati fumi in condominio possono avere anche rilevanza penale qualora configurino la fattispecie di getto di cose pericolose (sanzionato ex articolo 674 del Codice Penale con un’ammenda fino a 2016 euro e una pena detentiva fino ad un mese). E in questo ambito alcune sentenze hanno fatto rientrare anche fattispecie inaspettate. Scrive al sito Investireoggi.it Anna da Roma: 'Gli inquilini del piano di sotto del palazzo dove vivo friggono ad ore impensabili, anche di prima mattina o di notte. Tanto che diventa impossibile per me tenere la finestra aperta in cucina. Ho provato a chiedere civilmente di limitare questa abitudine ma senza alcun risultato e la situazione sta diventando difficile da gestire. Come posso fare?'.Antonio da Ascoli vuole sapere se i condomini possono vietare l’uso del barbecue nella sua porzione privata di cortile.Valeria da Potenza è esasperata dal vicino del piano di casa che lascia cadere mozziconi di sigarette o sgocciola mentre innaffia i vasi sul balcone. Cristina abita al piano terra e ogni mattina lamenta di essere costretta a respirare i gas di scarico delle macchine lasciate con il motore accesso nel viale condominiale sotto la sua finestra. Il sito propone un quadro generale che possa essere utile a rispondere a tutti questi quesiti che hanno in comune la tutela da vicini di casa molesti. Quando l’emissione di fumi in condominio è reato? Quando è reato di getto di cose pericolose? Il reato di getto di cose pericolose nell’ambito delle liti condominiali non si configura solo in presenza di fumi incandescenti e potenzialmente incendiabili come nel caso dei mozziconi di sigarette o della grigliata sul balcone o in cortile. Alcune sentenze hanno fatto rientrare in questa fattispecie di reato anche lo sbattere tappeti e tovaglie fuori dal balcone, innaffiare le piante a ridosso della ringhiera sgocciolando al piano di sotto, friggere, lavare il balcone con detersivi corrosivi lasciando che il liquido scenda sulla terrazza dell’inquilino di sotto etc. Si parla in tutti questi casi di 'molestie olfattive'. Ovviamente non è il singolo episodio ad esporre al rischio di denuncia penale ma la reiterazione oltre i limiti della normale tollerabilità. E’ vero poi che ogni caso è a sé tanto che la Cassazione ha più volte ribadito che non sono illegittimi i regolamenti di condominio che proibiscono di fare il barbecue anche se può sembrare un divieto troppo drastico.
15 gennaio 2018
 
INQUILINO RUMOROSO: QUANDO LO SI PUO' DENUNCIARE PER STALKING CONDOMINIALE
La questione dei rumori in condominio ,scrive il sito Investireoggi.it ,è tra le fattispecie più ricorrenti, forse la più comune, alla base delle liti condominiali. I rumori in condominio in linea generale sono ammessi nei limiti della tollerabilità ordinaria. Molti regolamenti prevedono fasce orarie dedicate al riposo che impongono il rispetto del silenzio. La maggior parte dei casi riguarda: musica o tv ad alto volume; schiamazzi; cani che abbaiano. Occorre premettere che ogni caso è a sé (questo a giustificare la presenza in giurisprudenza di sentenze che possono sembrare contraddittorie). I giudici infatti tengono conto dell’orario dei rumori, della reiterazione della condotta, del luogo in cui è ubicato l’edificio (perché intuitivamente nel centro città, dove il rumore di fondo è più elevato in generale, è più difficile che una tv ad alto volume nel cuore del giorno possa risultare molesta), della struttura delle pareti divisorie etc. Chi ha problemi con un vicino di casa rumoroso e indifferente alle richieste personali e informali dovrà in primis inviare una diffida tramite avvocato. Se la situazione non migliora questa infatti rappresenta il presupposto per agire in tribunale. Oltre al risarcimento del danno per i rumori, in sede civile si possono avere altre tutele, ad esempio nel caso del proprietario di casa che perde l’entrata dell’affitto perché l’inquilino lascia la casa stanco dei rumori. Ci sono inoltre ipotesi in cui la fattispecie ha rilevanza penale. Così ad esempio, quando il rumore in casa è talmente forte da arrecare fastidio non solo al dirimpettaio ma l’intero stabile o addirittura gli altri abitanti della zona, si parla di disturbo della quiete pubblica. In alcuni casi si può ottenere anche una condanna per stalking condominiale ex articolo 612-bis c.p. La prima pronuncia in questo senso risale a sette anni fa: Corte di Cassazione, sentenza della n.20895 del 25.05.2011. Da allora i dispositivi di questo tipo non sono rari. E’ bene precisare però che non è possibile denunciare per stalking, condominiali in questo caso, ogni condomino rumoroso. Occorre la reiterazione della condotta atta ad impedire alla vittima una normale quotidianità.
15 gennaio 2018
 
BONUS LUCE, ECCO COME RICHIEDERLO PER RISPARMIARE SULLE BOLLETTE
Assicurare un risparmio sulla spesa per l’energia alle famiglie in condizione di disagio economico e alle famiglie numerose. Con questo obiettivo , scrive il Secolo d’Italia , è stato introdotto , per la prima volta nel 2009 con il governo Berlusconi , uno sconto sulla bolletta, reso operativo dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Il bonus è previsto per le famiglie con ISEE non superiore a 8.107,5 euro o per famiglie numerose ,con più di 3 figli a carico, con ISEE non superiore a 20mila euro. Ogni nucleo che abbia i requisiti può richiedere sia il bonus per la fornitura elettrica che per la fornitura gas. Disagio fisico: se inoltre in casa vive un soggetto in gravi condizioni di salute, che possiede i requisiti per il bonus per disagio fisico, la famiglia può richiedere anche questa agevolazione con l’apposito modello. La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un ente designato dal Comune ,CAF, Comunità montane, utilizzando i moduli.
09 gennaio 2018
 
SECONDA CASA: BISOGNA PAGARE IL CANONE RAI?
Si parla spesso di canone Rai e abbiamo già visto come chiedere l’esenzione qualora non si possieda l’apparecchio tv . Caso diverso , scrive il sito Investireoggi.it , per chi possiede la seconda casa. In questo frangente infatti il canone non deve essere pagato due volte. Dal 2016 come tutti sanno il canone Rai viene aggiunto sulla bolletta dell’Enel per ovviare al problema dell’evasione della tassa. Qualora un soggetto sia proprietario di una seconda casa con un altro contratto dell’energia elettrica deve pagare la tassa due volte? Il versamento del canone Rai è dovuto una sola volta, senza badare alla quantità degli immobili posseduti o alle TV. Nel dettaglio il pagamento del canone Rai è dovuto una sola volta per nucleo familiare a prescindere dal numero di abitazioni e dal numero di contratti dell’energia elettrica e di televisori. Nel caso però in cui più membri della famiglia anagrafica siano titolari di un contratto della luce sarebbe meglio inviare l’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, compilando il Quadro B del modello di dichiarazione sostitutiva per evitare la doppia tassa. In sostanza si paga soltanto una volta il canone purché vi sia un autonomo contratto della luce.
04 gennaio 2018
 
CASACONSUMPROPRIETA' CONTRO LA STANGATA DA 1000 EURO IN TARIFFE, BOLLETTE E BALZELLI VARI
Non basteranno la mancetta di 80 euro di Renzi, neanche il bonus bebè e nemmeno gli arretrati e gli aumenti agli statali, che decorreranno da quest’anno, a coprire gli aumenti per consumi, tariffe, trasporti (97 euro), luce e gas, assicurazioni (25 euro), pedaggi autostradali (40 euro), ticket sanitari (18 euro), spese bancarie e postali (38 euro), Tari (49 euro), sacchetti biodegradabili per la spesa. Persino i ciclisti amatoriali dovranno pagare un canone annuale di 25 euro alla Fci, la Federazione ciclistica italiana per la biciclettata domenicale'. E’ quanto dichiara Riccardo Pedrizzi, presidente di Casaconsumproprietà (aderente a Federproprietà), che così prosegue: 'Inizia così tutto in salita il 2018 con una stangata che costerà alle famiglie italiane almeno 1000 euro in più. Aumenti che avranno un impatto pesantissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso e risulteranno insostenibili per i 18 milioni di persone a rischio povertà. Di queste famiglie e di questi poveri si sarebbero dovuti interessare, governo, parlamento e forze politiche in questa legislatura piuttosto che impantanarsi in dibattiti e normative che non interessano nessuno. Non c’è alternativa dunque che voltare pagina il prossimo 4 marzo'
04 gennaio 2018
 
CANONE RAI 2018: ENTRO QUANDO CHIEDERE L’ESENZIONE E QUANTO DURA
C’è ancora tempo per presentare la dichiarazione di esenzione del Canone Rai. L’Agenzia delle Entrate ha decretato il 31 gennaio 2018 come data massima per presentare la dichiarazione di non detenzione ma sarebbe meglio farlo prima. Chi può beneficiare dell’esenzione dal canone Rai? L’esenzione dal canone televisivo è dedicata a coloro che non possiedono l’apparecchio tv e la data limite è il 31 gennaio 2018. La Legge di Bilancio 2016 aveva introdotto il pagamento del Canone attraverso la bolletta della luce in 10 rate mensili da gennaio a ottobre, quindi chi ha i requisiti per non pagarlo, per evitare addebiti in bolletta, può presentare il modello in cui dichiara che in nessuna delle abitazioni in cui si è titolare di un’utenza elettrica è posseduto un apparecchio tv. Il modello di dichiarazione sostitutiva di non detenzione è reperibile sul portale della Rai oppure su quello dell’Agenzia delle Entrate. E’ possibile inviare il modello telematicamente oppure spedirlo con raccomandata senza busta all’indirizzo Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. , Sportello abbonamenti tv Casella Postale 22 , 10121 Torino, allegando un documento di identità. Il consiglio, in ogni caso, considerando che la prima rata partirà già da gennaio, è quello di inviare prima, ossia per fine dicembre, il modello in via telematica in modo da accelerare la procedura ed evitare l’addebito della prima tranche.
03 gennaio 2018
 
FIAIP: IL SETTORE IMMOBILIARE DIMENTICATO NELL’ULTIMA MANOVRA DEL GOVERNO
Il settore immobiliare è stato dimenticato nell’ultima manovra? Secondo Fiaip, sì. La Federazione degli agenti immobiliari , riporta il sito Quotidianocasa.it , denuncia come, sulla scia del governo Monti, il governo Gentiloni abbia impostato la manovra considerando l’immobiliare e i milioni di cittadini e risparmiatori che in esso investono soltanto un ''limone da spremere''. ''Nonostante tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione avessero condiviso la proposta di ampliare la cedolare secca anche alle locazioni commerciali, il governo ha ritenuto di bocciare ogni possibile incentivo per la ripresa del mercato immobiliare'', attacca Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip. 'I dati sono preoccupanti, siamo insieme alla Grecia l’unico Paese d’Europa in cui i prezzi continuano a calare, impoverendo sempre più le migliaia di famiglie italiane proprietarie di immobili. Se il Governo attuale non ha ritenuto di accogliere le proposte provenienti dal mondo immobiliare, che avrebbero invece portato nuovi e maggiori introiti alle casse dello Stato, il significato è uno solo: prosegue l’attacco anche ideologico alla proprietà immobiliare. Sono certo , conclude Baccarini , che nella prossima tornata elettorale, i cittadini e tutti gli operatori dell’immobiliare sapranno tenere conto di quanto accaduto'.
03 gennaio 2018
 
IL 2018 INIZIA CON IL CARO BOLLETTE DI LUCE E GAS
Il 2018 parte con l’aumento delle bollette di elettricita’ e gas. Dal primo gennaio, informa l’Autorita’ dell’Energia, la famiglia tipo registrera’ un incremento del 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per quelle di gas. E’ quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela. Nel dettaglio, per l’elettricita’ la spesa al lordo delle tasse per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 sara’ di circa 535 euro, con un incremento del 7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 aprile 2016 – 31 marzo 2017), per un aumento di circa 37 euro all’anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sara’ di circa 1.044 euro, con una crescita del 2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, pari a un aumento di circa 22 euro all’anno.
03 gennaio 2018
 
CANONE RAI 2018, COME OTTENERE L’ESENZIONE
Non hai un televisore a casa? Non sei un amante del piccolo schermo e dunque non hai alcuna intenzione di pagare il Canone Rai 2018? Ebbene, c’è un modo per chiedere l’esenzione e quindi per non pagarlo. Tutto legittimo e di facilissima realizzazione. Basta compilare un modulo entro il 31 gennaio 2018 o, come è preferibile, entro il 31 dicembre 2017: basterà compilare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione già disponibile online. La Legge di Stabilità 2016, infatti, ha introdotto la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica. Come saprete, dallo scorso anno il canone si paga direttamente sulla bolletta elettrica in 10 rate mensili. È uno dei canoni più bassi d’Europa. Per superare la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv basterà presentare la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate in cui si dichiara che nella propria abitazione non si possiede un apparecchio tv (sia da parte del dichiarante stesso che degli altri componenti della famiglia). Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è possibile presentare il modello tramite servizio postale, in plico raccomandato senza busta, allegando un valido documento di riconoscimento. L’indirizzo è il seguente: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. , Sportello abbonamenti tv , Casella Postale 22 , 10121 Torino. La dichiarazione sostitutiva può essere presentata anche tramite posta elettronica certificata e ha validità annuale.
21 dicembre 2017
 
DEPOSITO DEL PREZZO DAL NOTAIO: ISTRUZIONI PER L’USO
Il Consiglio nazionale del notariato ha pubblicato sul proprio sito internet (www.notariato.it), una sorta di vademecum per la corretta applicazione della nuova disposizione introdotta dalla c.d. legge sulla Concorrenza n. 124/2017 ed entrata in vigore lo scorso 29 agosto. Vediamo più da vicino di cosa si tratta. Chi compra un immobile , spiega Italia Oggi ,si vede esposto al rischio che, tra la data del rogito dinanzi al notaio e la data della sua trascrizione nei registri immobiliari, venga pubblicato su questi ultimi un gravame inaspettato a carico del venditore: un’ipoteca, un sequestro, un pignoramento, una domanda giudiziale, eccetera. Occorre comunque avvertire che questo tipo di inconvenienti si verificano nella pratica assai raramente, perché i notai sono soliti adempiere al predetto obbligo di trascrizione in tempi molto brevi. La legge n. 124/2017 ha quindi previsto che, qualora sia richiesto da almeno una delle parti del contratto, il notaio sia obbligato a tenere in deposito presso di sé il saldo del prezzo messo a disposizione dall’acquirente e destinato al venditore, fino a quando non sia stato eseguito il prescritto adempimento pubblicitario presso i registri immobiliari, con il quale si acquisisce la certezza che l’acquisto si è perfezionato senza subire gravami. Come ribadito dal notariato, si tratta di una tutela facoltativa che la nuova legge mette a disposizione di chi compra casa: in sede di rogito l’acquirente, a seconda dei casi, può quindi optare per avvalersene o rinunziarvi.
04 dicembre 2017
 
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