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ECOBONUS 2018 E CESSIONE DEL CREDITO: I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Arrivano i chiarimenti delle Entrate sulla cessione dell’Ecobonus, vale a dire il credito d’imposta per gli interventi di efficientamento energetico, ulteriormente rafforzato con la legge di Bilancio 2018. La circolare n. 11/E, firmata dal direttore dell’Agenzia ,riferisce il sito Investireoggi.it , chiarisce che i contribuenti possono cedere il credito d’imposta sia ai fornitori che hanno effettuato l’intervento sia ad altri soggetti privati, tra i quali rientrano gli organismi associativi, inclusi consorzi e società consortili, anche se partecipati da soggetti finanziari, ma non in quota maggioritaria e senza detenerne il controllo. Allo stesso modo la cessione dell’Ecobonus può avvenire nei confronti delle Energy Service Companies (le cosiddette 'Esco', ovvero società che effettuano interventi per l’efficientamento energetico, accettando un rischio finanziario) e delle Società di Servizi Energetici (Sse) che offrono servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione degli interventi di risparmio energetico. La legge di bilancio 2018 ha introdotto una detrazione maggiorata per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali abbinati a quelli di messa in sicurezza antisismica e a quelli di riqualificazione energetica. La detrazione spetta nella misura dell’80% per i lavori eseguiti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, se determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali e si applica su un ammontare massimo di 136mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari. Il credito per gli interventi di efficienza energetica può essere ceduto da tutti i contribuenti teoricamente beneficiari della detrazione, anche se non tenuti al versamento dell’imposta; la possibilità di cedere la detrazione, pertanto, riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese in questione.
25 maggio 2018
 
IMU E TASI 2018, LA SCADENZA SI AVVICINA: CHI DEVE PAGARE
Il prossimo 18 giugno sarà l’ultimo giorno utile per pagare le due imposte legate alla casa. Vediamo nel dettaglio cosa sono quali sono le scadenze da segnare sul calendario. L’ Imu è una tassa municipale unica che presuppone il possesso di un’immobile. Tale imposta si applica sulla seconda casa, immobili commerciali, terreni e negozi, ad esclusione delle abitazioni principali e delle relative pertinenze. Deve essere pagato sulla cosiddetta prima casa se questa è stata accatastata come A/1, A/8 e A/9, categorie che usufruiscono dell’aliquota ridotta e della detrazione di 200 euro. La Tasi è invece un’imposta che copre i costi per i servizi comunali rivolti alla collettività. Riguarda, per esempio, la manutenzione delle strade, dei giardini o dell’illuminazione. Per quanto riguarda gli immobili affittati con lo specifico contratto di locazione, la tassa non è a carico del locatario, ossia dell’individuo che detiene in affitto il locale in questione, ma deve essere pagata dal proprietario. Per quanto riguarda il 2018, le scadenze da segnare sul calendario per il pagamento di Imu e Tasi sono le seguenti: Primo acconto o rata unica Tasi e Imu: al 18 giugno 2018; Secondo acconto e conguaglio Tasi e Imu al 17 dicembre 2018. Il termine ultimo per il pagamento della prima rata sarebbe stato il 16 giugno ma, cadendo di sabato, la data è slittata in automatico a lunedì 18 giungo 2018. Se il contribuente decide di pagare la tassa in due rate dovrà versare il primo acconto a giugno, il 50% del tributo dovuto, con il saldo di dicembre, invece, il restante 50% con l’eventuale conguaglio sulle aliquote 2017 fissate dal comune. Dopo aver visto chi deve pagare e quando, vediamo anche quali sono gli immobili o i soggetti esclusi dal pagamento di queste imposte. Sono esentati dal pagamento dell’Imu i proprietari di abitazioni principali che fanno parte delle categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6 e A7, i fabbricati rurali strumentali e i terreni nei comuni montani. Invece, per quanto riguarda la Tasi, sono esclusi i terreni e quegli immobili per i quali il Comune ha deliberato aliquota zero. Infine, per quanto concerne i fabbricati dichiarati inagibili, inabitabili e non utilizzati, è prevista un riduzione del 50% applicabile limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.
25 maggio 2018
 
MOROSITA' INCOLPEVOLE: 54.829 PROVVEDIMENTI NEL 2017. OK DEL GOVERNO AL RIPARTO DEL FONDO CON 45,8 MILIONI
Via libera al riparto di 45,8 milioni, per il fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli. E’ stato approvato dalla Conferenza unificata lo schema di decreto, proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, e dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il fondo, si legge in una nota del Mit, rappresenta ''uno strumento di sostegno al reddito per le categorie sociali più deboli e consiste nell’erogazione di contributi a favore di inquilini che, per intervenute perdita o riduzione del reddito'', non riescono più a pagare l’affitto. Secondo i dati del ministero dell’Interno sono 54.829, al 2017, i provvedimenti di morosità incolpevole. Il fondo è uno strumento ''a forte valenza sociale, da intendere come ammortizzatore, che facilita il pagamento dei canoni di locazione riducendo, al contempo, il fenomeno della morosità'', spiega il Mit. Le risorse sono ripartite tra regioni in questo modo: Piemonte 5,7 mln; Lombardia 9,3 mln; Veneto 2,1 mln; Liguria 1,6 mln; Emilia Romagna 5,2 mln; Toscana 3,8 mln; Marche 1,3 mln; Lazio 6,3 mln; Campania 4,3 mln; Puglia 2,3 mln; Sicilia 1 mln.Restano al di sotto della soglia di 1 milione di euro le altre regioni e le province autonome di Trento e Bolzano: Friuli Venezia Giulia 301.991 euro; Sardegna 376.318 euro; Valle d’Aosta 84.276 euro; Umbria 677.036 euro; Abruzzo 660.752 euro; Molise 57.940 euro; Basilicata 74.912 euro; Calabria 424.894 euro; provincia autonoma Trento 175.576 euro; provincia autonoma Bolzano 112.368 euro.
11 maggio 2018
 
BONUS VERDE: A CHI SPETTA
State pensando di sistemare il terrazzo, il balcone o il giardino? Da quest’anno c’è il Bonus verde, agevolazione con la quale è possibile detrarre dall’Irpef le spese sostenute nel 2018 per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi ma anche per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. A CHI E' RIVOLTO L’agevolazione spetta ''ai contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili sui quali sono eseguiti i lavori e che hanno sostenuto le relative spese'' spiega il sito ''casa.governo.it''. QUALI VANTAGGI Si tratta una detrazione del 36% da ripartire in 10 quote annuali costanti di pari importo: 'Su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare adibita ad uso abitativo; per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo ,si legge . Tra le spese sostenute sono comprese quelle di progettazione e manutenzione per l’esecuzione degli interventi'. COME SI OTTIENE Per usufruire del ''Bonus verde'', il pagamento delle spese, viene infine sottolineato, 'deve essere effettuato con strumenti idonei a consentire la tracciabilità (bonifico bancario o postale)'.
08 maggio 2018
 
CONDOMINIO: PROROGATA LA DETRAZIONE IRPEF-IRES DEL 65% PER LAVORI DELLE SINGOLE UNITA'
Se il vostro condominio necessita di lavori di ristrutturazione, fate attenzione anche al bonus energetico. La detrazione Irpef e Ires del 65% per il risparmio energetico qualificato, in scadenza il 31 dicembre 2017 per i lavori sulle singole unità immobiliari ,scrive il Corriere.it , è stata infatti prorogata fino al 31 dicembre 2021 e riguarda proprio gli interventi relativi ai condomini e alle parti comuni. Una proroga giustificata da un motivo ben preciso. Nel corso di un convegno organizzato al Senato da ANAIP (l’associazione degli amministratore immobiliari) il viceministro all’Economia Morando ha sottolineato che ''il principale ostacolo all’effettiva realizzazione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione negli edifici di grandi dimensioni è imputabile all’incapienza delle famiglie e, dunque, all’impossibilità di accedere alle detrazioni fiscali''. Gli incapienti sono i soggetti non tenuti a pagare l’Irpef perchè hanno un reddito troppo basso. Senza Irpef, nessuna detrazione e quindi nessuna ristrutturazione. Ma ora le cose potrebbero cambiare.La novità del 2018 è proprio il fatto che tutti i contribuenti, incapienti e non, potranno accedere alla detrazione. Come? Grazie alla cessione del credito fiscale che farà passare direttamente a un terzo il proprio credito fiscale per interventi di riqualificazione energetica. Si potrà cedere il proprio credito anche tra vicini di casa proprio come spiega Il Sole 24 ore, secondo cui è prevista a breve la nascita di consorzi nei quali saranno coinvolti istituti di credito e società di servizi energetici, che offriranno ai cittadini pacchetti chiavi in mano.
07 maggio 2018
 
ARIA CONDIZIONATA: COME DETRARLA DALLE TASSE
E' tempo di dichiarazione dei redditi. Ora si possono apportare variazioni e inserire dati mancanti al modello 730 precompilato, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Modificando il 730 sarà possibile detrarre ai fini Irpef il costo, sostenuto per l’acquisto di un condizionatore o di una pompa di calore, ma solo se vengono soddisfatte determinate condizioni. Non esiste infatti un vero e proprio bonus condizionatori per il 2018, tuttavia queste spese rientrano tra quelle previste dalle agevolazioni per l’acquisto di mobili in seguito a ristrutturazione e quelle per gli interventi di efficienza energetica (il cosiddetto Ecobonus). Nel primo caso è possibile beneficiare del bonus mobili, portando in detrazione ai fini Irpef il 50% dei costi sostenuti per l’acquisto del condizionatore. Per questa agevolazione fiscale però è necessario che l’acquisto avvenga in seguito alla ristrutturazione dell’abitazione e che il condizionatore sia a risparmio energetico. Il limite di spesa è di 10.000 euro e il rimborso del 50% Irpef sarà erogato in 10 rate annuali. In alternativa si può ricorrere all’Ecobonus, ovvero alla possibilità di portare in detrazione con la dichiarazione dei redditi il costo sostenuto per la sostituzione di un impianto di riscaldamento con un condizionatore a risparmio energetico. In questo caso la detrazione ha un tetto di spesa di 46.154 euro ed è pari al 65% dei costi sostenuti (il rimborso avviene sempre in 10 rate annuali). Bisogna ricordare che con il modello 730/2018 si possono detrarre solamente i costi sostenuti per l’acquisto di climatizzatori risalenti al periodo d’imposta 2017; quindi se avete comprato un condizionatore quest’anno dovete aspettare il 2019 per beneficiare dell’agevolazione. Per farlo è fondamentale che il pagamento sia tracciabile (non è possibile pagare in contanti) e che nel bonifico sia indicato il codice fiscale del beneficiario, la partita IVA del venditore e il numero della fattura.
07/05/2018
 
LUCE E GAS, RISPARMIARE SI PUO'
Risparmiare sulle bollette di luce e gas si può, ma fare semplicemente attenzione ai propri consumi spesso non basta. Conoscere le regole e le tutele riconosciute ai consumatori fa, invece, la differenza. Il primo consiglio è quello di verificare le tariffe applicate dai propri fornitori ed eventualmente valutare un diverso tipo di contratto o un altro fornitore. A partire dal 1° luglio 2019 per ogni consumatore diventerà obbligatorio passare al mercato libero, così nel corso di quest’anno sarà possibile valutare le offerte dei fornitori di energia approfittando, ad esempio, di Tutela Simile 2018. Si tratta di un’offerta che permette al consumatore di sperimentare le nuove regole del mercato libero dell’energia. Il passaggio è possibile fino al 30 giugno 2018, ha una durata massima di 12 mesi e si può godere di un bonus una tantum sulla prima bolletta pagata. Inoltre, per il consumatore con un limite di ISEE di 8.107,5 euro è possibile risparmiare sulle bollette di luce e gas tramite uno sconto annuo di circa il 30%, in base ai requisiti in possesso, che viene scalato direttamente sull’importo delle bollette. La domanda può essere fatta al CAF o direttamente al Comune dalle famiglie in disagio economico e fisico e dalle famiglie numerose (per quest’ultime l’ISEE massimo è di 20.000 euro con più di 3 figli a carico). Si ricorda che di recente sono state introdotte delle nuove regole a tutela dei consumatori: in caso di fatturazione ritardata e bollette gas e luce con anomalie e consumi stimati sono previste sanzioni per i fornitori e rimborsi per i contribuenti. In più, il consumatore è chiamato a comunicare entro una finestra temporale precisa i dati del proprio contatore per ricevere una fatturazione del reale importo di consumo in bolletta. Un’ulteriore possibilità di risparmiare viene rappresentata da un miglioramento delle prestazioni energetiche della propria casa attraverso lavori di ristrutturazione e l’acquisto di prodotti per il risparmio energetico, per i quali sono previste detrazioni Irpef fino al 75.
03 maggio 2018
 
LAVORI IN CASA SENZA PERMESSO: ORA PIU' FACILI ANCHE I BONUS FISCALI
L’accesso ai bonus fiscali per l’edilizia è ancora più facile dal 22 aprile. Da quella data, infatti , ricorda Il Sole 24 Ore , e' entrata in vigore la ''liberalizzazione'' di 58 opere edilizie minori (Dm Infrastrutture del 2 marzo scorso): dal pergolato all’antenna, dal cambio delle finestre al gazebo in giardino sono lavori realizzabili in edilizia libera, senza autorizzazioni né richieste. E questo faciliterà anche l’accesso ai bonus fiscali: molti di questi interventi, infatti, sono tra quelli che beneficiano di detrazioni: oltre al classico bonus del 50% per le ristrutturazioni edilizie, anche il bonus verde o il conto termico. Per tutti, dunque, basterà una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (ovvero un’autocertificazione), nella quale specificare la data di inizio dei lavori. Attenzione, però: la liberalizzazione incontra alcuni limiti: sono fatte salve infatti alcune normative ad hoc come quelle per la sicurezza, il dissesto idrogeologico e i vincoli storici e paesaggistici. Ecco, allora, quali lavori 'liberalizzati' sono ammessi ai bonus. Tra gli interventi in edilizia libera che non necessitano di comunicazioni al Comune rientra anche il cambio di serramenti e infissi, esterni ed interni. Quando si decide la sostituzione integrale delle finestre, con materiali diversi rispetto a quelli preesistenti si può scegliere tra due bonus: il 65% di detrazione Irpef/Ires, per spese fino a 60mila euro, che però implica l’utilizzo di finestre più performanti che devono raggiungere determinate prestazioni di isolamento termico (indicati nel Dm Sviluppo economico 11 marzo 2008), oppure la classica detrazione del 50% per ristrutturazione, con spese fino a 96mila euro, che non ha vincoli di 'performance'. In entrambi i casi , conclude Il Sole 24 Ore ,i pagamenti vanno effettuati con bonifico parlante.
02 maggio 2018
 
LA MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL VERBALE DA PARTE DEL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA NON INFICIA LA VALIDITA' DELLA DELIBERA
Secondo la Corte di Cassazione (ordinanza n. 27163) pubblicata in data 16 novembre 2017 la nomina del presidente e del segretario dell’assemblea dei condomini non e' prevista da alcuna norma (come anche la redazione per iscritto del verbale che non incida su diritti reali immobiliari), le eventuali irregolarità formali relative alla nomina del Ppesidente e del segretario dell’assemblea dei condomini non comportano l’invalidità delle delibere dell’assemblea (Cass. Sez. 2, 16/07/1980, n. 4615; Cass. Sez. 2, 27/06/1987, 5709). Ed invero la sottoscrizione del verbale a cura del presidente e del segretario e' utile, ai fini probatori, alla stessa stregua delle scritture private, per dimostrare la provenienza delle dichiarazioni da parte dei sottoscrittori. Quand’anche l’obbligo di sottoscrizione fosse sancito dal regolamento condominiale, l’omissione non comporterebbe l’automatica invalidità della delibera, trattandosi comunque di verbale redatto sotto la direzione del presidente e soltanto da questo non firmato. In realtà, ricorda la Corte di Cassazione, l’effetto della sottoscrizione del verbale ad opera del presidente e del segretario della riunione è unicamente quello di imprimervi il valore probatorio di scrittura privata con riguardo alla provenienza delle dichiarazioni dai sottoscrittori (Cass. Sez. 6 2, 09/05/2017, n. 11375).
26 aprile
 
RISOLUZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE: AFFITTI CONCORDATI SENZA REGISTRO
Il ''visto'' per poter fruire delle agevolazioni fiscali nei contratti di affitto a canone concordato non sconta l’imposta di bollo né quella di registro. L’attestazione rilasciata dalle organizzazioni di proprietà o inquilinato è un atto non soggetto all’obbligo di registrazione: pertanto al momento dell’eventuale ricezione l’ufficio non applicherà tributi aggiuntivi. Fermo restando che le parti non sono tenute al deposito della certificazione, anche se l’allegazione ''appare opportuna''. E' quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 31/E del 20 aprile 2018, di cui dà notizia il quotidiano Italia Oggi.
23 aprile 2018
 
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