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BONUS CASA: TUTTI GLI SCONTI FISCALI
La Legge di Bilancio 2019 ha prorogato senza modifiche le detrazioni fiscali per i lavori su immobili singoli e condomini. Pertanto sarà possibile fruire anche nel nuovo anno delle detrazioni fiscali su ristrutturazioni, risparmio energetico e per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Non solo. Ai bonus casa più noti si uniscono le novità introdotte negli ultimi anni: sarà possibile usufruire di un risparmio fiscale anche per i lavori di sistemazione a verde e per quelli effettuati per la riduzione del rischio sismico.Lo sconto fiscale riconosciuto varia in base alla tipologia di lavoro effettuato e della relativa detrazione riconosciuta: si va dal 36% del bonus verde fino all’85% per i lavori di riduzione del rischio sismico. Particolarmente vantaggioso sarà effettuare lavori per il miglioramento delle prestazioni energetiche della propria abitazione: lo sconto riconosciuto dall’ecobonus potrà arrivare fino al 65% e sarà calcolato su un limite di spesa massimo di 100.000 euro.Rientrano in questo incentivo anche le spese sostenute per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento (caldaie a biomassa e a condensazione) e le spese relative ad interventi per la sostituzione di finestre comprensive di infissi. L’ infografica di seguito riportata riassume i benefici in vigore per i lavori avviati dal 1° gennaio 2019. Non resta che decidere quali migliorie apportare alla propria abitazione per sfruttare al massimo i benefici riconosciuti dal Fisco.
22 gennaio 2019
 
BONUS CALDAIA ANCHE NEL 2019
Confermato per il 2019 l’Ecobonus, strumento che lo Stato ha introdotto da alcuni anni per incentivare l’efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici. Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori: dal miglioramento termico degli edifici (coibentazioni, finestre e infissi…) all’installazione di pannelli solari, dai sistemi di domotica fino alla sostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda. Quest’ultimo punto è definito anche come bonus caldaia: a spiegarne il funzionamento e le modalità di accesso sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana attiva nella produzione di impianti di riscaldamento. “L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio – spiega Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm – La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio. In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti – prosegue – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”. L’Ecobonus prevede che, installando una caldaia più performante, si potrà avere – in fase di dichiarazione dei redditi – uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Nel caso in cui vengano eseguiti lavori condominiali le agevolazioni arriveranno anche al 75%. Ad essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali. Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale. Per accedere all’Ecobonus sarà necessario registrarsi sul sito Enea nell’apposita sezione dedicata agli incentivi per l’efficienza energetica e compilare il form che sarà disponibile non appena saranno rilasciati i decreti attuativi. Alternativa all’Ecobonus è il conto termico ma, nel caso delle caldaie, riguarda solo gli enti pubblici: non prevede un’aliquota di detrazione fiscale, ma un premio in denaro, riconosciuto direttamente sul conto corrente del richiedente. L’importo erogato è poi correlato alla potenza dell’apparecchio installato.
10 gennaio 2109
 
IMU-TASI: SI PAGA ENTRO IL 17
Entro lunedì 17 dicembre i proprietari immobiliari devono versare il saldo delle imposte locali: Imu e Tasi (se prevista). Un impegno doloroso , scrive il Corriere.it , sborseremo oltre 10 miliardi, ma negli ultimi anni affrontato senza particolari problemi. Un po’ perché le regole del gioco sono rimaste invariate. Un po’ perché i Comuni erano stati messi a dieta, senza possibilità di aumentare l’aliquota. Ma dal 2019 la casa potrebbe ritornare nel mirino del Fisco, perché potrebbe essere ridata la possibilità ai Comuni di aumentare le aliquote per far fronte ai sacrifici imposti loro dalla manovra in discussione.
03 dicembre 2018
 
RISPARMIO ENERGETICO: C’E' SEMPRE L’ECOBONUS
L’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore può usufruire, a seconda dei casi, dell’ecobonus del 65% o del bonus ristrutturazioni. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate , scrive Italia Oggi , nella guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico pubblicata lo scorso mese di ottobre. La legge di Bilancio 2018 ha prorogato al 31 dicembre 2018, nella misura del 65%, la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Oltre a detta proroga, sono state introdotte alcune importanti novità, dalla riduzione al 50% della percentuale di detrazione per le spese relative all’acquisto e alla posa in opera di finestre comprensive di infissi, delle schermature solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale alla detrazione del 65% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. Riguardo alle caldaie a condensazione, dunque, dal 2018 si può usufruire della detrazione del 50% per quelle che possiedono un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento Ue n. 811/2013. Se, oltre a essere almeno in classe A, le stesse sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02), è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.
15/11/2018
 
SICUREZZA DEGLI EDIFICI: FEDERPROPRIETA' RIBADISCE LA NECESSITA 'DELL’ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA
In materia di sicurezza degli edifici Federproprieta' ricorda al governo che gli interventi debbono investire tutto il patrimonio edilizio nazionale e non soltanto presunte zone a rischio. Del resto, se si vuole seguire l’altra strada per la quale la stessa Federproprietà si è spesa con un documento presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e cioè la formulazione di un’anagrafe dell’edificio, è bene che si dica fin da subito che ''le spese, che la proprietà dovrebbe affrontare, debbono essere integralmente defiscalizzate con il sistema delle deduzioni reddituali, eventualmente con la ventilata eliminazione di agevolazioni (il cosiddetto bonus per l’edilizia) di cui ora si parla soltanto in termini negativi''. Federproprietà da tempo si batte per una soluzione complessiva come quella dell’assicurazione obbligatoria dei singoli edifici o, in subordine, della mappatura a tappeto delle singole situazioni, ma nessuno può pensare che un’operazione di tale complessità possa gravare interamente sui proprietari di casa, anche perché l’analisi dei costi porta all’individuazione di esborsi contenuti e sopportabili; ma si deve avere il coraggio di procedere su tale strada che risolverebbe i problemi alla radice (purché ovviamente siano adottate le cautele già a suo tempo suggerite da Federproprietà, Enea, ordini professionali e altri organismi che si assunsero l’iniziativa delle proposte).
23 ottobre 2018
 
LOCAZIONI: QUALI SPESE SPETTANO AL PROPRIETARIO E QUALI NO
Caldaia rotta, tubature da sostituire, pareti da ritinteggiare. Queste sono solo alcune delle possibili cause di dissapori tra il padrone di casa, o 'locatore' per usare il gergo tecnico, e l’inquilino, o 'conduttore'. Pomo della discordia, infatti, è spesso la ripartizione delle spese. E se nella pratica quotidiana ognuno tende a tirare l’acqua al proprio mulino, la soluzione per una civile convivenza va rintracciata nelle normative di riferimento. Ma che cosa dice la legge? Andiamo ad analizzare la suddivisione dei ruoli. In linea generale è possibile affermare che spettano al coinquilino le spese di piccola manutenzione e manutenzione ordinaria dell’appartamento (come la riparazione di un rubinetto che perde o la tinteggiatura delle stanze, per intenderci). Mentre gravano sul padrone di casa le spese di manutenzione straordinaria, rese necessarie dall’età dell’immobile, e quindi le riparazioni necessarie che permettono all’immobile di servire all’uso per cui è costruito (come rifacimento del tetto) Ne consegue che se, ad esempio, insorge un danno sul soffitto dipendente dall’infiltrazione della conduttura del vicino, l’azione contro quest’ultimo e la richiesta di risarcimento danni spetta all’inquilino. Nel caso degli oneri accessori al contratto di locazione, e quindi alle spese condominiali, la logica della ripartizione delle spese è uguale a quella inerente alle spese dell’appartamento stesso. E quindi sono a carico dell’inquilino gli interventi di manutenzione ordinaria di zone, spazi ed impianti comuni (come la fornitura dell’energia elettrice delle scale), e pesano invece sul padrone di casa le spese di manutenzione straordinaria.
19 ottobre 2018
 
I PROPRIETARI DI CASA CHIEDONO AL GOVERNO UN DECRETO LEGGE SULL’ESTENSIONE DELLA NORMATIVA DELLA CEDOLARE SECCA PER USO DIVERSO DALL’ABITAZIONE
Grande successo di pubblico al convegno promosso da Federproprietà sul tema ''Cedolare secca per uso diverso dall’abitazione e maggiore occupazione'', convegno tenutosi mercoledì 10 ottobre all’hotel Nazionale in piazza di Montecitorio a Roma. Nel corso dei lavori è stato chiesto un decreto legge per l’estensione della normativa della cedolare secca per uso diverso dall’abitazione e risposte sono state chieste in merito ai tre disegni di legge presentati dal sen. Maurizio Gasparri, promossi dal Coordinamento dei Proprietari Immobiliari (FEDERPROPRIETA’ , CONFAPPI , UPPI , MOVIMENTO PER LA DIFESA DELLA CASA), riguardanti l’Istituzione del tavolo permanente di confronto sulle politiche abitative, la Disciplina dei pagamenti per l’affrancamento dal diritto di superficie per alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, la Disciplina della morosità nella corresponsione del canone di locazione per gli scopi abitativi. Sul problema della cedolare secca ad uso non abitativo il Coordinamento ha ribadito la richiesta che il governo emetta nel minor tempo possibile un decreto legge a favore del provvedimento richiesto anche dai parlamentari presenti alla riunione. All’iniziativa di Federproprietà hanno dato la loro adesione il sen. Mauro Maria Marino (Pd), la sen. Bianca Laura Granato (M5S), l’on. Stefano Fassina (LeU), l’on. Alessandro Pagano (Lega), l’on. Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), il sen. Albert Lanièce (Autonomie Svp-Patt, Uv) e il sen. Maurizio Gasparri (Forza Italia), alcuni dei quali impegnati nei lavori parlamentari. Sono pervenuti telegrammi di adesione ai lavori del convegno da parte di: Ugl, Federcasa, Movimento Cristiano Lavoratori, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, Unione Tecnici Cattolici, Anaci, Unai, Ebildi, Portiercassa, Ebilcoba, Confsal, Arpe, Casaconsumproprietà, Movimento in Difesa della Casa, Unedi.
11 ottobre 2018
 
TARI 2018: SCADENZA TERZA RATA 17 SETTEMBRE
L'ammontare del tributo dovuto è stato suddiviso in quattro rate con scadenza: 1^ rata 30 Giugno 2018 (entro la stessa data è possibile effettuare il versamento in unica soluzione) 2^ rata 30 Luglio 2018 3^ rata 16 Settembre 2018 4^ rata 16 Novembre 2018 Le suddette rate sono state approvate con Delibera di Giunta Comunale n. 188 del 10/05/2018 che ha previsto lo slittamento delle prime due rate (precedentemente fissate al 16 Maggio e 16 Luglio) e della rata unica (precedentemente fissata al 16 Giugno) ai sensi dell'art.28 comma 3 del Regolamento Comunale Tari 2018.
11 settembre 2018
 
BOLLETTE: DOVRANNO PRESENTARE LA DATA DI SPEDIZIONE
Novità in vista per le bollette che d’ora in poi dovranno presentare la data di spedizione. L’Agcom ha pensato a un provvedimento che andrà a favore i consumatori che molto spesso si ritrovano a ricevere le bollette in ritardo, già scadute e dunque costretti a pagare sanzioni. Che cosa cambierà adesso? In base al provvedimento dell’Agcom, Poste Italiane e gli operatori delle società di energia dovranno indicare nella bolletta la data di spedizione, questo per favorire i consumatori che spesso ricevono bollette a distanza molto ravvicinata dalla data di scadenza o addirittura dopo, obbligando il cliente a pagare interessi di mora e in casi più gravi la sospensione del servizio. Secondo l’Autorità, inoltre, ''negli ultimi tempi si sono verificati numerosi casi di dispersione/distruzione di invii postali affidati al fornitore del servizio universale e ad altri operatori postali che hanno determinato l’avvio di procedimenti sanzionatori da parte dell’Autorità''. Oltretutto quando si riceve una bolletta in ritardo non è sempre facile dimostrare di chi è la ragione, in quanto le società possono dire di averle inviate in tempo incolpando Poste Italiane per il ritardo. Per legge devono esserci almeno 20 giorni i differenza tra la data di spedizione e quella di scadenza, tempi non sempre rispettati.
11 settembre 2018
 
BOLLETTE: DOVRANNO PRESENTARE LA DATA DI SPEDIZIONE
Novità in vista per le bollette che d’ora in poi dovranno presentare la data di spedizione. L’Agcom ha pensato a un provvedimento che andrà a favore i consumatori che molto spesso si ritrovano a ricevere le bollette in ritardo, già scadute e dunque costretti a pagare sanzioni. Che cosa cambierà adesso? In base al provvedimento dell’Agcom, Poste Italiane e gli operatori delle società di energia dovranno indicare nella bolletta la data di spedizione, questo per favorire i consumatori che spesso ricevono bollette a distanza molto ravvicinata dalla data di scadenza o addirittura dopo, obbligando il cliente a pagare interessi di mora e in casi più gravi la sospensione del servizio. Secondo l’Autorità, inoltre, ''negli ultimi tempi si sono verificati numerosi casi di dispersione/distruzione di invii postali affidati al fornitore del servizio universale e ad altri operatori postali che hanno determinato l’avvio di procedimenti sanzionatori da parte dell’Autorità''. Oltretutto quando si riceve una bolletta in ritardo non è sempre facile dimostrare di chi è la ragione, in quanto le società possono dire di averle inviate in tempo incolpando Poste Italiane per il ritardo. Per legge devono esserci almeno 20 giorni i differenza tra la data di spedizione e quella di scadenza, tempi non sempre rispettati.
10/09/2018
 
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