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ECOBONUS: ARRIVANO LE REGOLE PER SCAMBIARE LO SCONTO CON DENARO CONTANTE
L’Agenzia delle Entrate ha dettato le regole con una circolare e da ora in poi è possibile 'scambiare' il bonus fiscale con denaro contante. Interessate anche le imprese che riqualificano i propri immobili. Chi si trova nella no-tax area, ossia ha redditi sui quali non sono dovute le imposte, può cedere il bonus anche alle banche. La nuova opportunità, a partire da quest’anno, riguarda tutte le tipologie di lavori che danno diritto al bonus per il risparmio energetico per le quali è necessario presentare la pratica all’Enea. Per quel che riguarda gli interventi sui singoli immobili ci sono quindi le spese con detrazione del 50% (nuovi infissi, caldaie a condensazione, schermature solari) e quelle con detrazione del 65% (pompe di calore, nuove caldaie e contabilizzatori, boiler a gas, caldaie a biomasse, coibentazione tetti e pareti). Per gli interventi in condominio, invece, oltre ai lavori con detrazione al 50% e 65%, sono previste anche le aliquote del 70% e del 75% se si riduce la classe energetica dell’immobile, per arrivare all’85% nel caso in cui si tratti di interventi di risparmio energetico e messa in sicurezza dal rischio sismico.
08 giugno 2018
 
IMU: IMMOBILI CONCESSI IN USO GRATUITO AI PARENTI DI PRIMO GRADO
A partire dal 2016 è stata inserita nel comma 3, dell’art. 13 del dl 201/2011, la lettera a) che prevede un nuovo caso di riduzione della base imponibile dell’IMU. Questa è ridotta del 50 per cento per le unità immobiliari, concesse in comodato dal proprietario (comodante) ai parenti in linea retta entro il primo grado, vale a dire genitori e figli (comodatari). La riduzione della base imponibile non è applicabile in ogni caso per gli immobili di lusso, ossia quelli classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. La stessa norma prevede come ulteriori condizioni per poter beneficiare della riduzione il rispetto di tutte le seguenti condizioni: -il comodatario deve utilizzare l’immobile come abitazione principale; -il contratto deve essere registrato; -il proprietario dell'abitazione deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato e deve possedere un solo immobile in Italia, o non più di due immobili entrambi nello stesso Comune, uno dei quali adibito a propria prima casa. Le condizioni per usufruire delle nuove agevolazioni sono state oggetto di una circolare del Dipartimento delle finanze (la 1/DF del 17 febbraio 2016), che ha esaminato le norme punto per punto e dettato le regole applicative.
05/06/2018
 
COME RISTRUTTURARE IL BAGNO CON LE AGEVOLAZIONI FISCALI
Grazie al bonus ristrutturazione, messo a punto dal precedente governo e confermato anche per tutto il 2018, pensare a un restyling di alcuni spazi della propria casa oggi è più semplice, come spiega un articolo pubblicato di recente su Immobiliare.it. Le detrazioni fiscali e le agevolazioni previste possono, ad esempio, rappresentare un’ottima 'scusa' per rinnovare e ammodernare il bagno. Prima di tutto, però , scrive il Fatto Quotidiano , è necessario fare una distinzione: si può infatti optare per un semplice restyling, ovvero la sostituzione dei sanitari e la tinteggiatura delle pareti, oppure dare il via a lavori di rifacimento totale che chiamano in causa interventi sugli impianti. Nel primo caso si tratta di manutenzione ordinaria che rientra nell’ambito di attività di Edilizia libera. Non avrete quindi bisogno di richiedere un’autorizzazione. Nel secondo caso, ovvero se pensate di intervenire sugli impianti, si parla di 'manutenzione straordinaria' ed è quindi necessaria la cosiddetta Cila (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata). Per quanto riguarda le agevolazioni, l’intervento di manutenzione straordinaria beneficia del Bonus ristrutturazione del 50%: si potrà cioè detrarre dall’Irpef la metà della somma spesa per l’intervento fino a un massimo di 96mila euro. La semplice sostituzione dei sanitari, senza intervenire sull’impianto, non è invece detraibile, a meno che non sia integrata o correlata a interventi maggiori per i quali entrano in gioco le detrazioni.
05/06/2018
 
AGEVOLAZIONI PER LA PRIMA CASA: QUALI SONO E A CHI SPETTANO
Acquistare la prima casa è per molti la spesa più ingente che si affronterà nel corso della propria vita, e per questo qualsiasi tipo di aiuto, agevolazione o facilitazione per il mutuo è sempre ben accetta. Lo Stato tutela chi stipula un finanziamento per l’abitazione principale in diversi modi: vediamo di fare il punto.Per prima cosa è bene ricordare che con 'prima casa' (o abitazione principale) si indica l’immobile dove si vive abitualmente. Le agevolazioni riguardano ad esempio l’imposta di registro in seguito ad acquisto da privato e l’IVA per acquisti da un’impresa, ma anche l’imposta di bollo, i tributi speciali catastali, le tasse ipotecarie e così via. Le agevolazioni si applicano quando il fabbricato che si acquista appartiene a determinate categorie catastali: A/2 (abitazioni di tipo civile); A/3 (abitazioni di tipo economico); A/4 (abitazioni di tipo popolare); A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare); A/6 (abitazioni di tipo rurale); A/7 (abitazioni in villini); A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi). Nessuna agevolazione è invece prevista in caso di abitazioni signorili, in ville, castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici (rispettivamente A/1, A/8, A/9). Inoltre, il fabbricato deve trovarsi nel Comune in cui l’acquirente ha o intende stabilire la propria residenza o dove lavora, e l’acquirente deve rispettare determinati requisiti: non essere titolare di un altro immobile nello stesso Comune e non essere titolare su tutto il territorio nazionale di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su un altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Chi può ricevere un’agevolazione ha quindi diritto, nel caso in cui il venditore sia un privato o un’impresa che vede in esenzione IVA, a pagare un’imposta di registro proporzionale nella misura del 2% (invece che 9%). In più, l’imposta ipotecaria fissa è di 50 euro e l’imposta catastale fissa è sempre di 50 euro. Quando invece si acquista da un’impresa con vendita soggetta a IVA, si paga l’IVA ridotta al 4% (invece che 10%), l’imposta di registro fissa di 200 euro, l’imposta ipotecaria fissa di 200 euro e l’imposta catastale fissa di 200 euro.
05/06/2018
 
ECOBONUS 2018 E CESSIONE DEL CREDITO: I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Arrivano i chiarimenti delle Entrate sulla cessione dell’Ecobonus, vale a dire il credito d’imposta per gli interventi di efficientamento energetico, ulteriormente rafforzato con la legge di Bilancio 2018. La circolare n. 11/E, firmata dal direttore dell’Agenzia ,riferisce il sito Investireoggi.it , chiarisce che i contribuenti possono cedere il credito d’imposta sia ai fornitori che hanno effettuato l’intervento sia ad altri soggetti privati, tra i quali rientrano gli organismi associativi, inclusi consorzi e società consortili, anche se partecipati da soggetti finanziari, ma non in quota maggioritaria e senza detenerne il controllo. Allo stesso modo la cessione dell’Ecobonus può avvenire nei confronti delle Energy Service Companies (le cosiddette 'Esco', ovvero società che effettuano interventi per l’efficientamento energetico, accettando un rischio finanziario) e delle Società di Servizi Energetici (Sse) che offrono servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione degli interventi di risparmio energetico. La legge di bilancio 2018 ha introdotto una detrazione maggiorata per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali abbinati a quelli di messa in sicurezza antisismica e a quelli di riqualificazione energetica. La detrazione spetta nella misura dell’80% per i lavori eseguiti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, se determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali e si applica su un ammontare massimo di 136mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari. Il credito per gli interventi di efficienza energetica può essere ceduto da tutti i contribuenti teoricamente beneficiari della detrazione, anche se non tenuti al versamento dell’imposta; la possibilità di cedere la detrazione, pertanto, riguarda tutti i soggetti che sostengono le spese in questione.
25 maggio 2018
 
IMU E TASI 2018, LA SCADENZA SI AVVICINA: CHI DEVE PAGARE
Il prossimo 18 giugno sarà l’ultimo giorno utile per pagare le due imposte legate alla casa. Vediamo nel dettaglio cosa sono quali sono le scadenze da segnare sul calendario. L’ Imu è una tassa municipale unica che presuppone il possesso di un’immobile. Tale imposta si applica sulla seconda casa, immobili commerciali, terreni e negozi, ad esclusione delle abitazioni principali e delle relative pertinenze. Deve essere pagato sulla cosiddetta prima casa se questa è stata accatastata come A/1, A/8 e A/9, categorie che usufruiscono dell’aliquota ridotta e della detrazione di 200 euro. La Tasi è invece un’imposta che copre i costi per i servizi comunali rivolti alla collettività. Riguarda, per esempio, la manutenzione delle strade, dei giardini o dell’illuminazione. Per quanto riguarda gli immobili affittati con lo specifico contratto di locazione, la tassa non è a carico del locatario, ossia dell’individuo che detiene in affitto il locale in questione, ma deve essere pagata dal proprietario. Per quanto riguarda il 2018, le scadenze da segnare sul calendario per il pagamento di Imu e Tasi sono le seguenti: Primo acconto o rata unica Tasi e Imu: al 18 giugno 2018; Secondo acconto e conguaglio Tasi e Imu al 17 dicembre 2018. Il termine ultimo per il pagamento della prima rata sarebbe stato il 16 giugno ma, cadendo di sabato, la data è slittata in automatico a lunedì 18 giungo 2018. Se il contribuente decide di pagare la tassa in due rate dovrà versare il primo acconto a giugno, il 50% del tributo dovuto, con il saldo di dicembre, invece, il restante 50% con l’eventuale conguaglio sulle aliquote 2017 fissate dal comune. Dopo aver visto chi deve pagare e quando, vediamo anche quali sono gli immobili o i soggetti esclusi dal pagamento di queste imposte. Sono esentati dal pagamento dell’Imu i proprietari di abitazioni principali che fanno parte delle categorie catastali A2, A3, A4, A5, A6 e A7, i fabbricati rurali strumentali e i terreni nei comuni montani. Invece, per quanto riguarda la Tasi, sono esclusi i terreni e quegli immobili per i quali il Comune ha deliberato aliquota zero. Infine, per quanto concerne i fabbricati dichiarati inagibili, inabitabili e non utilizzati, è prevista un riduzione del 50% applicabile limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.
25 maggio 2018
 
MOROSITA' INCOLPEVOLE: 54.829 PROVVEDIMENTI NEL 2017. OK DEL GOVERNO AL RIPARTO DEL FONDO CON 45,8 MILIONI
Via libera al riparto di 45,8 milioni, per il fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli. E’ stato approvato dalla Conferenza unificata lo schema di decreto, proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, e dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il fondo, si legge in una nota del Mit, rappresenta ''uno strumento di sostegno al reddito per le categorie sociali più deboli e consiste nell’erogazione di contributi a favore di inquilini che, per intervenute perdita o riduzione del reddito'', non riescono più a pagare l’affitto. Secondo i dati del ministero dell’Interno sono 54.829, al 2017, i provvedimenti di morosità incolpevole. Il fondo è uno strumento ''a forte valenza sociale, da intendere come ammortizzatore, che facilita il pagamento dei canoni di locazione riducendo, al contempo, il fenomeno della morosità'', spiega il Mit. Le risorse sono ripartite tra regioni in questo modo: Piemonte 5,7 mln; Lombardia 9,3 mln; Veneto 2,1 mln; Liguria 1,6 mln; Emilia Romagna 5,2 mln; Toscana 3,8 mln; Marche 1,3 mln; Lazio 6,3 mln; Campania 4,3 mln; Puglia 2,3 mln; Sicilia 1 mln.Restano al di sotto della soglia di 1 milione di euro le altre regioni e le province autonome di Trento e Bolzano: Friuli Venezia Giulia 301.991 euro; Sardegna 376.318 euro; Valle d’Aosta 84.276 euro; Umbria 677.036 euro; Abruzzo 660.752 euro; Molise 57.940 euro; Basilicata 74.912 euro; Calabria 424.894 euro; provincia autonoma Trento 175.576 euro; provincia autonoma Bolzano 112.368 euro.
11 maggio 2018
 
BONUS VERDE: A CHI SPETTA
State pensando di sistemare il terrazzo, il balcone o il giardino? Da quest’anno c’è il Bonus verde, agevolazione con la quale è possibile detrarre dall’Irpef le spese sostenute nel 2018 per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi ma anche per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. A CHI E' RIVOLTO L’agevolazione spetta ''ai contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili sui quali sono eseguiti i lavori e che hanno sostenuto le relative spese'' spiega il sito ''casa.governo.it''. QUALI VANTAGGI Si tratta una detrazione del 36% da ripartire in 10 quote annuali costanti di pari importo: 'Su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare adibita ad uso abitativo; per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo ,si legge . Tra le spese sostenute sono comprese quelle di progettazione e manutenzione per l’esecuzione degli interventi'. COME SI OTTIENE Per usufruire del ''Bonus verde'', il pagamento delle spese, viene infine sottolineato, 'deve essere effettuato con strumenti idonei a consentire la tracciabilità (bonifico bancario o postale)'.
08 maggio 2018
 
CONDOMINIO: PROROGATA LA DETRAZIONE IRPEF-IRES DEL 65% PER LAVORI DELLE SINGOLE UNITA'
Se il vostro condominio necessita di lavori di ristrutturazione, fate attenzione anche al bonus energetico. La detrazione Irpef e Ires del 65% per il risparmio energetico qualificato, in scadenza il 31 dicembre 2017 per i lavori sulle singole unità immobiliari ,scrive il Corriere.it , è stata infatti prorogata fino al 31 dicembre 2021 e riguarda proprio gli interventi relativi ai condomini e alle parti comuni. Una proroga giustificata da un motivo ben preciso. Nel corso di un convegno organizzato al Senato da ANAIP (l’associazione degli amministratore immobiliari) il viceministro all’Economia Morando ha sottolineato che ''il principale ostacolo all’effettiva realizzazione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione negli edifici di grandi dimensioni è imputabile all’incapienza delle famiglie e, dunque, all’impossibilità di accedere alle detrazioni fiscali''. Gli incapienti sono i soggetti non tenuti a pagare l’Irpef perchè hanno un reddito troppo basso. Senza Irpef, nessuna detrazione e quindi nessuna ristrutturazione. Ma ora le cose potrebbero cambiare.La novità del 2018 è proprio il fatto che tutti i contribuenti, incapienti e non, potranno accedere alla detrazione. Come? Grazie alla cessione del credito fiscale che farà passare direttamente a un terzo il proprio credito fiscale per interventi di riqualificazione energetica. Si potrà cedere il proprio credito anche tra vicini di casa proprio come spiega Il Sole 24 ore, secondo cui è prevista a breve la nascita di consorzi nei quali saranno coinvolti istituti di credito e società di servizi energetici, che offriranno ai cittadini pacchetti chiavi in mano.
07 maggio 2018
 
ARIA CONDIZIONATA: COME DETRARLA DALLE TASSE
E' tempo di dichiarazione dei redditi. Ora si possono apportare variazioni e inserire dati mancanti al modello 730 precompilato, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Modificando il 730 sarà possibile detrarre ai fini Irpef il costo, sostenuto per l’acquisto di un condizionatore o di una pompa di calore, ma solo se vengono soddisfatte determinate condizioni. Non esiste infatti un vero e proprio bonus condizionatori per il 2018, tuttavia queste spese rientrano tra quelle previste dalle agevolazioni per l’acquisto di mobili in seguito a ristrutturazione e quelle per gli interventi di efficienza energetica (il cosiddetto Ecobonus). Nel primo caso è possibile beneficiare del bonus mobili, portando in detrazione ai fini Irpef il 50% dei costi sostenuti per l’acquisto del condizionatore. Per questa agevolazione fiscale però è necessario che l’acquisto avvenga in seguito alla ristrutturazione dell’abitazione e che il condizionatore sia a risparmio energetico. Il limite di spesa è di 10.000 euro e il rimborso del 50% Irpef sarà erogato in 10 rate annuali. In alternativa si può ricorrere all’Ecobonus, ovvero alla possibilità di portare in detrazione con la dichiarazione dei redditi il costo sostenuto per la sostituzione di un impianto di riscaldamento con un condizionatore a risparmio energetico. In questo caso la detrazione ha un tetto di spesa di 46.154 euro ed è pari al 65% dei costi sostenuti (il rimborso avviene sempre in 10 rate annuali). Bisogna ricordare che con il modello 730/2018 si possono detrarre solamente i costi sostenuti per l’acquisto di climatizzatori risalenti al periodo d’imposta 2017; quindi se avete comprato un condizionatore quest’anno dovete aspettare il 2019 per beneficiare dell’agevolazione. Per farlo è fondamentale che il pagamento sia tracciabile (non è possibile pagare in contanti) e che nel bonifico sia indicato il codice fiscale del beneficiario, la partita IVA del venditore e il numero della fattura.
07/05/2018
 
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