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I DOCUMENTI NECESSARI PER INIZIARE I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
Non sempre è necessario presentare dei documenti al Comune per poter effettuare dei lavori in casa. Infatti, se non si cambia la configurazione dell’appartamento, non si spostano mura e non si modificano gli impianti non è necessario presentare la documentazione. Invece, se si apportano modifiche come quelle sopra indicate è necessario comunicare al Comune. Innanzitutto si deve presentare la DIA (dichiarazione inizio lavori) che deve essere firmata da un tecnico (geometra, architetto) e consegnata alla municipalità di appartenenza e, dopo un mese, si possono iniziare i lavori. La Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) è un atto amministrativo che, nel mondo dell’edilizia, rappresenta oggi uno degli strumenti urbanistici più rilevanti. Si tratta di è uno strumento estremamente potente, che serve alla Pubblica Amministrazione (in larga parte, gli uffici Tecnici dei Comuni) per compiere il ruolo di vigilanza sull’attività edilizia che si svolge sul proprio territorio. Con una D.I.A. oggi si può ristrutturare il proprio appartamento, si possono effettuare opere di manutenzione ordinaria o straordinaria sul proprio immobile, si possono, addirittura, costruire nuovi edifici, qualora sia presente un Piano Particolareggiato. Inoltre, si devono presentare: visura e piantina catastale, atto di proprietà e concessioni in sanatorie (condoni). Infine, a fine lavori, il tecnico redige il certificato di agibilità e riconsegna al Catasto la nuova pianta.La D.I.A. è regolamentata, oggi, nel Testo Unico dell’Edilizia, racchiuso nel D.P.R. 380/2001 che, all’art. 22 e 23 ne descrive il potere e i limiti. Il documento va presentata all’Ufficio Tecnico del Municipio capitolino di residenza a firma di un Tecnico abilitato alla progettazione (ingegnere, architetto, geometra o perito). deve contenere un progetto grafico rappresentante lo stato di fatto e la situazione futura, una relazione tecnica in cui si descrivono nel dettaglio le opere da compiersi e i riferimenti normativi, nazionali e locali, che interessano il provvedimento e la certificazione del fatto che il progettista si assume la responsabilità che le opere siano in conformità degli strumenti urbanistici vigenti al tempo dei lavori.
24 maggio 2019
 
SISMABONUS ED ECOBONUS 2019: DOVE 'TROVARE' I CREDITI CEDUTI
L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili sulla 'Piattaforma cessione crediti' i bonus corrispondenti alle detrazioni fiscali per i lavori eseguiti nel 2018 sulle parti comuni degli edifici, al fine di migliorarne l’efficienza energetica (ecobonus) e per ridurne il rischio sismico (sismabonus), e ceduti a soggetti terzi dagli stessi condòmini beneficiari delle detrazioni. I singoli cessionari potranno accedere, tramite l’area autenticata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, all’apposita 'Piattaforma cessione crediti', per visualizzare e, in caso, accettare o rifiutare, le cessioni dei crediti comunicate all’Agenzia dagli amministratori di condominio. Per attivare questa funzionalità, due sono i passaggi obbligati: provvedere all’autenticazione sul sito dell’Agenzia e, a seguire, accedere alla piattaforma. Per far questo, il percorso da seguire è il seguente: accedere a La mia scrivania / Servizi per / Comunicare cliccare sul collegamento 'Piattaforma Cessione Crediti'. Dopo l’accettazione i crediti saranno visibili nel 'cassetto fiscale' dei cessionari e potranno essere utilizzati in compensazione tramite modello F24, indicando i codici tributo 6890 (ecobonus) e 6891 (sismabonus), secondo le istruzioni indicate con la risoluzione n. 58/E del 25 luglio 2018. In alternativa, i cessionari potranno comunicare le eventuali ulteriori cessioni dei crediti ad altri soggetti, sempre attraverso la piattaforma, la cui procedura è composta da quattro distinte funzionalità: monitoraggio crediti; cessione crediti; accettazione crediti e lista movimenti.
08 maggio 2019
 
BONUS VERDE 2019: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
Anche per il 2019 è attivo il Bonus Verde, un bonus sugli interventi di restauro di giardini e terrazzi finalizzato alla salvaguardia dell’ambiente e alla diffusione delle aree verdi in città. Ma scopriamo più nel dettaglio di cosa si tratta e chi può usufruirne. Grazie al Bonus Verde è possibile richiedere detrazioni fiscali Irpef per la sistemazione delle zone verdi della propria casa. Viene riconosciuto un importo pari al 36% con la possibilità di detrarre fino a un massimo di 5.000 € di spesa. Le agevolazioni fiscali possono essere richieste per tutti i lavori svolti su immobili di proprietà e interessano sia chi vive in abitazioni singole sia i residenti nei condomini. In questo caso possono essere detratti 5.000 € di spesa per ogni appartamento. Le agevolazioni riguardano non solo lavori di manutenzione e restauro di giardini e terrazzi ma anche sulla creazione di coperture a verde e giardini pensili. Per poter richiedere il Bonus Verde è necessario non solo che le spese per i lavori di manutenzione delle zone verdi siano effettuati dall’1 di gennaio ma anche che vengano svolti con metodi di pagamento idonei che garantiscano la tracciabilità delle operazioni.
02 maggio 2019
 
CANONE CONCORDATO: LE AGEVOLAZIONI FISCALI
CANONE CONCORDATO: LE AGEVOLAZIONI FISCALI Per la registrazione del contratto affittato con cedolare secca non si devono pagare le imposte di registro e di bollo né in sede di registrazione né in caso di eventuale risoluzione anticipata del contratto. L’imposta di registro non è dovuta per tutta la durata della cedolare secca. Per quel che riguarda il reddito del locatore , viene applicata alla base imponibile l’aliquota ridotta del 10%
30/04/2019
 
TUTTO SULL’AFFITTO A CANONE CONCORDATO
I vantaggi del canone concordato sono molteplici, e riguardano sia proprietari che inquilini. Il proprietario avrà accesso ad agevolazioni fiscali quali la riduzione IMU e TASI al 75% (Comuni indicati nel DM 16/1/2017) e la cedolare secca al 10%. L’importo del canone è compreso in una fascia tra un valore minimo e uno massimo come stabilito negli accordi territoriali (convenzioni locali tra organizzazioni di proprietari e inquilini). Negli stessi accordi troviamo le indicazioni per il calcolo del canone sulla base di precisi parametri, quali caratteristiche dell’immobile, ubicazione, e durata del contratto. Il contratto di locazione può essere registrato :di persona, richiedendo la registrazione presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate; online, utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (modalità obbligatoria per gli agenti immobiliari e i possessori di almeno 10 immobili, facoltativa per tutti gli altri contribuenti, purché abilitati ai servizi telematici); incaricando un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc). La registrazione del contratto è obbligatoria e deve essere effettuata entro 30 giorni dalla stipula Per la stipula del contratto a canone concordato è obbligatorio : allegare Certificazione Energetica (obbligatorio per poter procedere alla registrazione del contratto senza incorrere in sanzioni); allegare attestazione della rispondenza del canone ai contenuti degli accordi (requisito necessario per accedere alle agevolazioni fiscali) rilasciata dalle Associazioni firmatarie degli Accordi Territoriali; Specificare la scelta dell’ “Opzione Cedolare secca” per avvalersi di questa agevolazione fiscale.
17 APRILE
 
DAL PRIMO APRILE CALANO LE BOLLETTE: LUCE -8,5%, GAS -9,9
Dopo i picchi raggiunti nel 2018 si riducono le bollette dell’energia per i clienti in tutela. Come in parte già registrato nei primi tre mesi del 2019, nel secondo trimestre dell’anno si determina per la famiglia tipo il calo delle bollette dell’elettricità (-8,5%) e del gas (-9,9%). Le riduzioni sono prevalentemente legate alla contrazione dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, nazionali ed internazionali. Per quanto riguarda l’energia elettrica l’aggiornamento – valido dal prossimo 1° aprile – è guidato da un deciso calo della componente a copertura dei costi per l’approvvigionamento dell’elettricità (-12,22%), parzialmente ridotto da un adeguamento degli oneri generali (3,72%). La riduzione della componente materia prima è principalmente determinata dal ripiegamento delle quotazioni internazionali delle commodity energetiche, con una riduzione del prezzo del gas naturale stimolata anche dall’allineamento al ribasso dei prezzi tra il mercato asiatico e quello europeo. A questo si aggiunge che, dopo la significativa crescita dello scorso anno, il prezzo dei permessi di emissione della CO2 sembra ora essersi assestato. Per quanto riguarda una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo tasse), per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° luglio 2018 e il 30 giugno 2019) sarà di 565 euro. Nello stesso periodo la spesa della famiglia <27 marzo 2019>
 
BONUS CALDAIA 2019: COME FUNZIONA
Anche per il 2019 è attivo il Bonus Caldaia, una detrazione fiscale fino al 65% riservata ai contribuenti che provvederanno alla sostituzione della propria caldaia con una nuova caldaia a condensazione di classe A. Per ottenere la massima detrazione sull’acquisto è, inoltre, necessario effettuare il montaggio contestuale delle valvole a termoregolazione. Il Bonus Caldaia 2019 mira, quindi, ad incentivare l’acquisto di nuove caldaie a condensazione ad elevata efficienza energetica che permettono di contenere i consumi di gas naturale a parità di calore generato rispetto ai modelli meno recenti a bassa efficienza. Il Bonus Caldaia è riservato a tutti i contribuenti che andranno a sostituire il proprio impianto di climatizzazione invernale con una nuova caldaia a condensazione ad elevata efficienza energetica. Si tratta, come sottolineato in apertura, di una detrazione fiscale Irpef il cui importo dipende dall’effettiva tipologia di intervento eseguito. Le possibili detrazione fiscali ricavabili dal Bonus Caldaia sono due. Ecco i dettagli: detrazione fiscale al 65% quando si decide di installare una caldaia a condensazione di classe A e, contestualmente, si procede all’installazione di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V,VI o VII (valvole di termoregolazione) oppure di impianti dotati di apparecchi ibridi costituiti da una pompa di calore integrata con la caldaia a condensazione; questa detrazione fiscale al 65% è disponibile anche per l’installazione di generatori d’aria calda a condensazione;detrazione fiscale al 50% quando si decide di installare una caldaia a condensazione di classe A senza provvedere, contestualmente, all’installazione di valvole di termoregolazione. Da notare, inoltre, che l’installazione di una caldaia di classe B, o di qualsiasi classe energetica inferiore, non comporta l’accesso ad alcuna detrazione fiscale. Si tratta, quindi, di un aspetto molto importante da considerare quando si valuta l’acquisto di una nuova caldaia a condensazione per il proprio impianto di riscaldamento.
 
SISMA BONUS: LA GUIDA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
L’Agenzia delle Entrate ha diffuso una guida alle detrazioni per gli interventi antisismici. Il prontuario, disponibile sul sito web dell’Agenzia ,scrive Il Messaggero , illustra il funzionamento del 'Sisma Bonus', definisce i soggetti interessati dai benefici e i vantaggi fiscali, oltre a spiegare le modalità con cui accedere alla misura. Per gli interventi di adozione di misure antisismiche sugli edifici, il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto il cosiddetto 'sisma bonus', un’agevolazione che dal 1° gennaio 2017 può essere fruita per lavori realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Le opere devono essere eseguite su edifici situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3). È prevista una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% (85% per gli edifici condominiali) se ai lavori consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. Rientrano tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti di godimento sui beni oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Dal 2018 tra i beneficiari dell’agevolazione sono inclusi anche gli istituti autonomi per le case popolari e i soggetti con finalità analoghe. Dal 1º gennaio 2017, in luogo della detrazione del 75 o dell’85%, i condòmini possono scegliere di cedere il credito a favore dei fornitori che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati che siano comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.Come richiedere l’agevolazione. Per richiedere il sisma bonus , continua Il Messaggero , occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (per esempio, contratto di locazione). Per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, è sufficiente per i singoli condòmini indicare il codice fiscale del condominio. Per fruire delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche 'online'), dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
07 marzo 2019
 
CEDOLARE SECCA PER LE LOCAZIONI DEI NEGOZI
Importante novità nella manovra economica per il 2019: all’articolo 1 comma 59 della Legge 30 dicembre 2018 n. 145 si prevede l’estensione della disciplina sulla cedolare secca di cui all’articolo 3 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, alle unità immobiliari destinate alle attività commerciali. Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l’aliquota del 21 per cento. Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. Si ricorda che la cedolare secca è un’alternativa al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’IRPEF derivante dalla locazione di immobili abitativi. Tale tributo ha natura di imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali (regionale e comunale).
14 febbraio 2019
 
NEL 730 PRECOMPILATO ANCHE LE POLIZZE PER I DANNI SULLA CASA
Anche le polizze stipulate nel 2018 per proteggere la propria casa dagli eventi calamitosi ,scrive Italia Oggi , entrano nel 730 precompilato. I dati relativi a tipologia di copertura, come pure quelli riguardanti gli altri contratti assicurativi detraibili (per esempio polizze temporanee caso morte), dovranno essere comunicati dalle compagnie al fisco entro il prossimo 28 febbraio. Con tre provvedimenti l’Agenzia delle Entrate ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione all’anagrafe tributaria delle informazioni relative ad alcune spese sostenute dai contribuenti e agevolabili: si tratta in particolare degli interessi passivi sui mutui immobiliari, dei bonifici parlanti connessi a interventi di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica degli edifici, nonché delle polizze assicurative. L’aggiornamento delle specifiche, evidenzia l’amministrazione finanziaria, è volto a consentire una compilazione sempre più completa della dichiarazione precompilata.
13 febbraio 2019
 
Federproprietà - Federazione Nazionale Proprietà Edilizia - Sede provinciale di Napoli
via Toledo 418 - 80134 Napoli tel. 081 195 76 952 fax 081 790 91 78