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AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA ESCLUSA PER ALCUNI INTERVENTI
Autorizzazione paesaggistica esclusa per 31 piccoli interventi, tra cui quelli volti a migliorare l’efficienza energetica e il consolidamento statico degli edifici e le opere indispensabili per il superamento delle barriere architettoniche. La condizione è che queste misure non comportino modifiche sostanziali agli edifici. Lo prevede il dpr sulla individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata (articolo 12 del dl 83/2014) che, dopo aver superato, con alcuni rilievi, il vaglio del Consiglio di Stato , scrive Italia Oggi , è andato in pre Consiglio dei Ministri ed è quindi pronto per l’approvazione definitiva. Il provvedimento individua anche 42 tipologie di interventi considerati ad impatto lieve sul territorio come quelli antisismici e di miglioramento energetico. L’esonero dall’autorizzazione deve essere dunque appannaggio degli interventi privi di rilevanza paesaggistica. E questo si verifica, ad esempio, per le opere interne che non alterano l’aspetto esteriore degli edifici. Ma anche quando le opere, per la loro dimensione o le modalità della loro realizzazione, non assumano una specifica lesività nei confronti del contesto tutelato dal vincolo, rispettando gli eventuali piani colore vigenti nel comune e le caratteristiche architettoniche, morfotipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti.
23 gennaio 2017
 
ANCI NEL CICLONE: FEDERPROPRIETA' AVEVA DENUNCIATO GLI ECCESSIVI CARICHI FISCALI POSTI DAI COMUNI
In merito allo scandalo che ha investito di recente l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), riguardante stipendi d’oro e spese poco trasparenti, pubblichiamo la lettera che il 26 ottobre scorso il presidente di Federproprietà, Massimo Anderson, aveva inviato al presidente di Anci, Antonio Decaro, in cui si denunciavano gli eccessivi carichi fiscali degli enti locali. ''Non possiamo esimerci dal rilevare come la categoria dei proprietari edilizi, che questa Federazione a pieno titolo rappresenta, appare fortemente penalizzata sotto il profilo del continuo aggravarsi dei carichi fiscali per effetto delle politiche dello Stato, ma anche degli enti locali. Purtroppo , come è stato più volte rilevato , la capacità contributiva di altre categorie viene considerata ai vari livelli come una sorta di ''bancomat'' con prelievi illimitati, mentre invece il prelievo fiscale ha da tempo raggiunto proporzioni insopportabili, nonostante la recente abolizione dell’IMU sulla prima casa. Tale situazione , continuava Anderson , si riverbera anzitutto sulla stessa possibilità dei proprietari di provvedere a efficaci interventi manutentivi il più delle volte interessanti la stessa sicurezza impiantistica e strutturale degli edifici, con conseguenze negative sull’ambiente urbano e sulla qualità della vita nella città. Né vanno trascurati ulteriori aspetti negativi che tra l’altro portano ad una consistente svalutazione del valore delle unità immobiliari. L’essere in Italia i proprietari residenti nella propria casa intorno all’80% dell’intera popolazione non può peraltro non riguardare l’intera politica tributaria ai vari livelli, con la responsabilizzazione di tutti i soggetti interessati, compresi i Comuni, che per certo sono penalizzati dai tagli lineari apportati ai trasferimenti statali, ma che non possono ignorare gli effettivi limiti della capacità contributiva della predetta categoria. Riteniamo , concludeva la lettera , di poter confidare in proposito nella sapiente azione che Ella vorrà esplicare nel Suo nuovo ruolo e restiamo a disposizione per quelle forme di collaborazione che riterrà opportune''
23 gennaio 2017
 
PROROGATA LA DETRAZIONE DEL 65% PER GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Dal 2013, l’anno peggiore per le quotazioni immobiliari, al 2016, il patrimonio abitativo degli italiani ha visto qualche segnale di ripresa. Ma anche aree in cui i prezzi sono ulteriormente arretrati. Sul Sole 24 Ore la mappa dei valori provincia per provincia, a cominciare dalle maggiori citta’, con gli andamenti in ascesa (o in calo). E l’analisi dei fattori che piu’ stanno condizionando gli aumenti o i decrementi di valore. Ancora sulla casa: la legge di Bilancio ha prorogato la detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica nelle case, introducendo modifiche che in alcuni casi potenziano ed estendono il bonus fiscale. I tempi della proroga e le percentuali di detrazione offerta variano a seconda che l’intervento di risparmio energetico agevolato riguardi la singola unita’ immobiliare oppure le parti comuni degli edifici condominiali (o tutte le unita’ del singolo condominio). Nel primo caso la misura del 65% viene confermata fino al 31 dicembre 2017, mentre nel secondo la proroga arriva fino al 31 dicembre 2021.
11 gennaio 2017
 
IL NUOVO CATASTO? E’ FERMO ALLE COMMISSIONI
Le 106 Commissioni censuarie locali (nonostante le nomine completate) e quella centrale (ancora senza nomine) sono ancora in attesa di un decreto finale che non è mai arrivato. E così anche quelle poche funzioni della delega che avrebbero potuto servire ai cittadini sono rimaste lettera morta nell’indifferenza degli esecutivi succedutisi negli ultimi due anni, da quando è entrato in vigore il decreto legislativo 198/2014, che disciplina la composizione, le attribuzioni e il funzionamento delle commissioni censuarie locali e centrale. Il problema è che la scelta di fermare il resto della riforma (con la famosa revisione degli estimi) ha reso quasi inutile anche il primo passaggio. Nella riforma abbandonata le commissioni avevano tra l’altro il compito di validare le funzioni statistiche per il calcolo dei valori patrimoniali delle unità a destinazione ordinaria, mentre non è stato loro attribuito alcun compito di deflazione del contenzioso, che pure la legge delega prevedeva.
11 gennaio 2017
 
CASA: TUTTE LE NOVITA' NELLA LEGGE DI STABILITA' 2017. STRETTA SUI MOBILI
Il Corriere della Sera riporta le novità per la casa previste dalla legge di Stabilità 2017. La normativa comprende alcune importanti modifiche agli incentivi. Un parte importante, se è vero come riporta il quotidiano che dal 1998, quando sono partiti quelli sulle ristrutturazioni, alla fine di quest’anno le famiglie hanno speso per soli lavori coperti dal vantaggio fiscale 205 miliardi di euro, cui si aggiungono i quasi 32 miliardi spesi dal 2007 per l’efficienza energetica. Per quanto riguarda l’efficienza energetica, sono confermate per il solo 2017 le regole attuali per i lavori nelle singole unità immobiliari, ma si cambia per i condomini. L’agevolazione sarà valida per gli anni di imposta dal 2017 al 2021 e calcolata su un tetto di 40mila euro all’anno per unità. Ci sarà infine una stretta sui mobili: sarà possibile detrarre il 50% su un massimo di 10mila euro per acquisti di arredi o grandi elettrodomestici, ma solo se le spese sono legate a ristrutturazioni avviate nel 2017.02 gennaio 2017
 
DA GENNAIO AUMENTANO LE BOLLETTE DI LUCE (PIU' 0,9%) E GAS (PIU' 4,7%)
Dal prossimo 1° gennaio la bolletta dell’elettricità subirà un aumento dello 0,9%, mentre per il gas l’incremento sarà del 4,7%. Lo comunica l’Autorità per l’Energia spiegando che per l’elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’anno compreso tra il 1° aprile 2016 e il 31 marzo 2017 sarà di 498 euro, con un calo dell’1,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1 aprile 2015 31 marzo 2016), corrispondente ad un risparmio di circa 8 euro. Per il gas la spesa della famiglia tipo nello stesso periodo sarà di circa 1.022 euro, comunque con una variazione del -6,5% rispetto all’anno scorrevole, corrispondente a un risparmio di 71 euro. L’aumento per il gas, spiega l’Authority, è principalmente determinato dall’aggiornamento della componente relativa ai costi di approvvigionamento della materia prima che contribuisce per un +5% alla variazione complessiva della spesa per il cliente tipo, riflettendo le attese al rialzo delle quotazioni all’ingrosso nei mercati.
02 gennaio 2017
 
TERMOVALVOLE PROROGATE A GIUGNO 2017, ACCOLTA LA RICHIESTA DEL COORDINAMENTO DEI PROPRIETARI
I CONDOMINI GUADAGNANO SEI MESI DI TEMPO PER RISULTARE ADEMPIENTI ALL’OBBLIGO DI INSERIRE SUI CALORIFERI LE VALVOLE DI CALORE. IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA DISPOSTO IL RINVIO AL 30 GIUGNO 2017 DEL TERMINE , ATTUALMENTE FISSATO AL PROSSIMO 31 DICEMBRE , ENTRO IL QUALE OCCORRE INSTALLARE SISTEMI DI TERMOREGOLAZIONE E CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE, PREVIA VERIFICA CHE TALE INSTALLAZIONE DETERMINI EFFICIENZA DI COSTI E RISPARMIO ENERGETICO. COME E' NOTO, LA RICHIESTA DI UNA PROROGA ERA STATA AVANZATA DA FEDERPROPRIETA' ANCHE TRAMITE ALCUNE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI. DAL DECRETO ARRIVA ANCHE LA PROROGA PER LE CONCESSIONE DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE, DECRETO CHE DISPONE SLITTAMENTI PURE IN MATERIA DI AMBIENTE, CULTURA ED ENTI LOCALI. UNO SLITTAMENTO, QUELLO DELLE CONCESSIONI PUBBLICHE, QUADRIENNALE A SORPRESA TANTO DA ESSERE DEFINITO UN FULMINE A CIEL SERENO PER IL SETTORE DA MAURIZIO INNOCENTI, PRESIDENTE DI ANVA, L’ASSOCIAZIONE CONFESERCENTI DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE, MENTRE E' STATA ACCOLTA CON SOLLIEVO DAL MOVIMENTO 5 STELLE. INOLTRE I PRECARI DELLA P.A. IN SALVO PER IL 2017. SONO CIRCA 40 MILA I LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO E I COLLABORATORI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE CHE SARANNO CONFERMATI ANCHE PER IL PROSSIMO ANNO. ANNO IN CUI RESTERANNO VALIDE PURE TUTTE LE GRADUATORIE DEI CONCORSI, CHE RECANO CIRCA 4.500 VINCITORI IN ATTESA DI CHIAMATA E OLTRE 150 MILA RICONOSCIUTI IDONEI.
02 gennaio 2017
 
RISCALDAMENTO: 9 REGOLE PER RISPARMIARE SULLA BOLLETTA
RISCALDAMENTO: 9 REGOLE PER RISPARMIARE SULLA BOLLETTA DICEMBRE 20, 2016 REDAZIONE In inverno è necessario utilizzare il riscaldamento in casa per rendere caldo l’ambiente domestico, spesso però si va incontro a bollette salate. E, allora, come risparmiare sul riscaldamento? Esistono dei semplici accorgimenti che il sito fanpage.it mette in atto per risparmiare sul riscaldamento di casa e diminuire spese e sprechi inutili. Ecco come. 1) Mantenete la temperatura non oltre i 20°C. Avere una temperatura troppo alta in casa, oltre ad essere uno spreco energetico, fa anche male alla salute. I termosifoni devono essere regolati in modo da non superare mai i 20°C. Aumentare la temperatura anche solo di un grado aumenta i consumi di circa l’8%. La temperatura ideale sarebbe 19° per avere la casa ben riscaldata e risparmiare un bel po’ sulla bolletta. 2) Aprite le finestre per il tempo necessario a garantire il ricambio d’aria. Per sentire gli effetti del calore emanato dal riscaldamento è fondamentale tenere le finestre chiuse. Solo in questo modo non si disperderà il calore creatosi in casa. Bastano 10 minuti al mattino per arieggiare l’ambiente. Aprire le finestre durante le ore in cui è acceso il riscaldamento fa raffreddare inutilmente l’ambiente domestico e fa aumentare di molto i consumi, proprio perché aiutano la dispersione del calore. 3) Evitate gli spifferi d’aria. Gli spifferi sono i nemici del riscaldamento domestico. La prima cosa importante da fare è individuarli ed eliminarli: ci costringono infatti ad alzare la temperatura con un notevole spreco che ci costerà caro. E' importante quindi sostituire i vecchi infissi: per mantenere il calore nella propria stanza il più a lungo possibile è necessario isolare l’ambiente attraverso infissi con telai ad altra prestazione e finestre con doppi vetri. In questo modo si riducono drasticamente le infiltrazioni di aria fredda. Altrimenti sarà necessario utilizzare dei pezzi di stoffa per bloccare gli spifferi, da posizionare tra l’infisso e la finestra o sotto la porta d’ingresso. 4) Spurgate l’aria dai radiatori e non dimenticate la manutenzione. L’aria dei radiatori va periodicamente spurgata in quanto ne impedisce il pieno funzionamento facendo lavorare oltremodo la caldaia e aumentando i consumi. Se avete termosifoni vecchi senza valvola di sfiato, fatela installare, vi sarà utile per risparmiare sul riscaldamento. Inoltre fate attenzione alla manutenzione: eliminare il calcare dai vostri apparecchi almeno una volta all’anno è necessario. Se la caldaia non è efficiente il consumo di gas può aumentare fino al 30%. 5) Riscaldate la casa solo quando serve e installate le valvole termostatiche. Quando non siete in casa evitate di accendere i riscaldamenti: è inutile riscaldare la casa quando non potete beneficiare del calore. Chi non ha un riscaldamento centralizzato farà bene a usufruire del calore solo quando si è presenti nell’abitazione. Altrimenti si può installare un timer programmandolo magari un paio d’ore prima del vostro ritorno a casa. Inoltre, per regolare i consumi, non dimenticate di installare le valvole termostatiche: apparecchi che aprono e chiudono la circolazione di acqua calda nel termosifone e mantengono costante la temperatura che è stata impostata. E' importante inoltre chiudere le porte dei locali vuoti, altrimenti il calore prodotto rischia di perdersi. 6) Isolate le pareti e non coprite i termosifoni. Anche le pareti, naturalmente, devono essere isolate per mantenere il calore. L’ideale è installare dei pannelli di materiale isolante dall’interno, così da diminuite la domanda di calore dal 20 al 40%. Coprendo i termosifoni con vestiti umidi, panni del bucato ed altri indumenti, naturalmente riduce la loro efficacia, soprattutto quando le temperature esterne sono davvero rigide. Si consiglia inoltre di tenerli liberi anche da copritermosifoni o mobiletti ad incasso che non permettono all’aria di circolare liberamente. 7) Tenete abbassate le tapparelle. Anche tenere abbassate le tapparelle aiuta ad evitare la dispersione del calore: tenetele abbassate quindi la notte e già durante le ore serali, aiuterà a mantenere la casa più calda. Sono importante poi anche i doppi vetri, da preferire a quelli normali che lasciano sfuggire maggiori quantità di calore raffreddando la nostra abitazione. 8) Evitate l’uso di stufe elettriche. Se volete risparmiare sulla bolletta evitate poi le stufe elettriche: anche se aiutano ad alzare la temperatura in casa, consumano molta energia. Meglio quindi seguire tutte le regole che abbiamo fino ad ora elencato e accendere solo i termosifoni in modo responsabile e adeguato, così non si avrà bisogno di utilizzare altro per riscaldare la casa. 9) Attenzione alle ore notturne. Durante la notte è meglio tenere spenti i termosifoni, meglio mettere una coperta in più o utilizzare un pigiama più pesante per evitare una bolletta salata. Magari potete regolare il timer in modo che si accendano un paio d’ore prima del risveglio. Se vivete in un luogo particolarmente freddo, allora regolate la temperatura sui 16° C la notte. Se avete un impianto centralizzato chiedete all’amministratore di installate un sistema di contabilizzazione del calore per dividere la spesa con gli altri condomini in base all’effettivo utilizzo del riscaldamento.
21 dicembre 2016
 
LA CARTA D’IDENTITA' DEL FABBRICATO
Il crollo, per cause che devono essere ancora accertate, di una palazzina di civile abitazione, non troppo vecchia, in una zona quasi centrale di Roma ha riaperto la discussione su un tema che rapidamente era stato accantonato, come spesso capita in questo Paese dove, troppo frequentemente, è proprio sugli argomenti importanti che si preferisce sorvolare. Il fatto che questo edificio fosse stato oggetto di ordinanza di sgombero per un’ala diversa da quella che è poi crollata, unito al cedimento di un altro fabbricato, poco lontano, ha sollevato il dibattito sulla possibilità che, in pratica, ogni costruzione, a Roma, ma non solo, potrebbe per cause diverse subire sorte analoga. Ecco allora che per qualche giorno si è ricominciato a parlare di carta d’identità del fabbricato, cioè di un documento che dall’origine ne riassuma la storia strutturale e impiantistica, a partire dal progetto, raccogliendo negli anni le modificazioni che esso ha subito, in modo da poter tenere sotto controllo eventuali interventi che possano metterne a repentaglio la sicurezza statica e impiantistica. Sono stati sufficienti pochi anni per introdurre, per legge, l’obbligo della certificazione energetica degli edifici, mentre per un documento che ne certifichi la stabilità, il dibattito, da almeno tre lustri, sembra infiammarsi, in occasione di qualche disastro, ma è poi immancabilmente abbandonato, senza andare oltre ad alcune, superficiali, enunciazioni di principio. In realtà il tema meriterebbe ben altra attenzione e approfondimento, perché riguarda il patrimonio immobiliare che, per la stragrande maggioranza dei cittadini, costituisce la capitalizzazione dei propri risparmi, accumulati, spesso con molti anni di sacrifici e lavoro. Ciò che, infatti, non sembra essere emerso, con la debita importanza, nel fugace dibattito che ha seguito il crollo della palazzina di via della Farnesina a Roma è che, fortunatamente, i residenti non hanno subito danni, e sono sopravvissuti tutti. Tuttavia i rispettivi appartamenti sono irrimediabilmente persi e, se e quando saranno accertate le cause e le eventuali responsabilità, il valore dell’immobile sarà irrisorio anche rispetto alle spese che questi cittadini avranno dovuto affrontare per risiedere altrove: per cui il danno subito sarà davvero molto consistente. Dunque, varrebbe la pena affrontare il tema con maggiore approfondimento, nella consapevolezza che il parallelo con la certificazione energetica è, nella sostanza, improprio. Infatti, allo stato attuale, l’obbligo di integrare l’atto di vendita di un immobile con un attestato di prestazione energetica è un’operazione più di educazione culturale che tecnica. La stragrande maggioranza degli appartamenti è accompagnata da un livello di prestazione energetica minimo, la cui redazione, attualmente, ha un costo talmente basso, da non poter essere credibile, nella maggior parte dei casi, dal punto di vista tecnico. Del resto, quando si attiva il parallelo con le certificazioni di tipo statico, dovrebbe sorgere il dubbio che in sede di classificazione del livello di prestazione energetica, gli stessi tecnici attribuiscono agli immobili il livello minimo, non tanto perché questo è quello proprio dello specifico immobile, quanto piuttosto perché i tecnici stessi non ritengono di potersi esporre troppo. D’altro canto non sembra esserci alcuna incidenza del livello energetico dell’immobile sul suo valore commerciale e allora perché assumere inutilmente un rischio ? E' giusto, quindi, che sia redatto e reso obbligatorio, soprattutto per i nuovi edifici, ma non può essere paragonabile a quanto riguarda la struttura dell’edificio. In primo luogo perché la sottoscrizione dell’attestato di prestazione energetica non implica l’assunzione di responsabilità sulla sicurezza dell’edificio, né statica né impiantistica. In secondo luogo, invece, la certificazione statica di un edificio richiede una serie di attività che, nella maggior parte dei casi non si possono esaurire con un sopralluogo, un’osservazione visiva e la redazione di un rapporto: servono invece indagini, prove in situ, talvolta il monitoraggio delle strutture per un certo intervallo in tempo. Ma per eseguire tutto ciò, è necessario del tempo e un impegno economico da parte dei proprietari, che non è trascurabile, ed è superiore, almeno di due ordini di grandezza, rispetto ai prezzi correnti per la redazione dell’attestato di prestazione energetica. Allo stesso tempo quest’attestato è compilato a livello di singola unità immobiliare, mentre le valutazioni in merito alla sicurezza statica sono generalmente riferite a un intero edificio, che comprende più unità immobiliari. Da ciò nasce la storica riluttanza dei proprietari ad affrontare questo tipo di spese, anche a costo di doversi pentire, a posteriori, quando invece si manifesti, per motivi diversi, un problema strutturale e l’immobile perde di agibilità ed anche larga parte del proprio valore. Questo è il motivo per cui, per affrontare il tema della certificazione e della protezione statica degli edifici si pensa spesso a iniziative legislative che impongano l’obbligo per i proprietari di affrontare tali spese. Ma si tratta di un approccio parziale, frettoloso e privo di una visione complessiva del problema. L’introduzione di un tale obbligo, come se n’è parlato fino adesso, ha il sapore di un ennesimo balzello, se è non collocato in un progetto politico strategico che consenta al singolo proprietario di comprendere la propria reale convenienza. Non si parla, infatti, di benefici fiscali, se non ricondotti a quelli vigenti, i quali, però, hanno tempi di recupero troppo lunghi per il contribuente. È auspicabile quindi che il progetto Casa Italia, il cui scopo è proprio mettere ordine nel settore immobiliare, con particolare riferimento alla salvaguardia degli edifici sia rispetto a eventi sismici sia nei confronti di eventuali fenomeni di dissesto idrogeologico, introduca l’esigenza di redigere un documento di certificazione delle condizioni statiche dell’edificio, con possibilità di un più efficace sistema d’incentivazione fiscale o agevolazione creditoria.
21 dicembre
 
10 RATE DA 9 EURO: COSI' SI PAGHERA' IL CANONE TV NEL 2017
Dieci rate da 9 euro l’una: in questo modo sarà riscosso il canone tv in bolletta per il 2017. Modifica necessaria dato che con la legge di Bilancio 2017, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il canone tv è stato portato a quota 90 euro. La riscossione della tassa sulla tv partirà a gennaio e terminerà a ottobre. L’importo delle rate varierà da 9 euro (se la bolletta dell’elettricità arriva mensilmente) a 18 euro (bolletta bimestrale). Italia Oggi ricorda, inoltre, che se non si vuole ricevere l’addebito del canone tv in bolletta, l’Agenzia delle Entrate consiglia di anticipare l’autodichiarazione di non detenzione entro fine dicembre, per evitare di presentare, poi, una richiesta di rimborso (resta fissato il termine del 20 dicembre se si inviare il documento usando la posta).
20 dicembre 2016
 
Federproprietà - Federazione Nazionale Proprietà Edilizia - Sede provinciale di Napoli
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