News
 
COME SARA L EDIFICIO A ENERGIA QUASI ZERO
28 Novembre 2016 Sarà considerato edificio a energia quasi zero, sia esso di nuova costruzione o esistente, quello che risponderà a specifici requisiti tecnici. Tra i requisiti richiesti è previsto un maggiore isolamento termico dell’involucro edilizio. Inoltre ogni edificio deve rispettare regole stringenti sugli impianti termici. Essi devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento. Questi devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il rispetto della copertura, tramite il ricorso a energia da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria il riscaldamento e il raffrescamento. Queste le novità contenute nel Piano nazionale degli edifici a energia quasi zero, allegato a uno schema i decreto interministeriale stilato dal ministero delle Sviluppo economico in collaborazione con altri dicasteri e finalizzato al miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova o esistente costruzione.
 
MUTUI: SCATTANO LE DISPOSIZIONI SULLA TRASPARENZA
Partono le disposizioni sulla trasparenza bancaria sui mutui immobiliari. Il dlgs 72/2016, che ha recepito la direttiva 2014/17/Ue scrive Italia Oggi ha fissato al 1° novembre 2016 l’operatività delle nuove regole sugli annunci pubblicitari, sugli obblighi informativi precontrattuali e sulla valutazione degli immobili. Le norme primarie hanno trovato attuazione nel decreto del Mef-Cicr del 29 settembre 2016 e nel Provvedimento di Banca d’Italia del 30 settembre 2016. Ecco alcune delle novità. Gli annunci pubblicitari relativi ai contratti di credito devono contenere un esempio rappresentativo chiaro, conciso e realistico. Se gli annunci non riportano il tasso di interesse o altre cifre concernenti il costo del credito, da un lato devono specificare la propria natura di messaggio pubblicitario e, dall’altro lato, devono indicare che è a disposizione della clientela la documentazione prevista per l’informativa precontrattuale. Prima della conclusione del contratto di credito continua Italia Oggi il consumatore ha diritto ad avere agevolmente e gratuitamente tutti i chiarimenti per valutare se il contratto proposto sia adatto alle proprie esigenze e alla propria situazione finanziaria. La banca deve, quindi, organizzarsi in modo tale che i chiarimenti possano essere ottenuti dal consumatore oralmente o, comunque, attraverso tecniche di comunicazione a distanza che consentano un’interazione individuale.
 
IN ARRIVO I NUOVI CONTATORI ELETTRICI
Piani trasparenti e nuovi meccanismi incentivanti per la riduzione dei costi nell’installazione dei nuovi contatori intelligenti 2.0. I contatori elettrici che hanno raggiunto i 15 anni di vita, ovvero la quasi totalità di quelli installati nel 2001 (il 99%) scrive Italia Oggi potranno essere sostituiti tra la fine di dicembre 2016 e tutto il 2017. Grazie all’installazione del contatore smart si elimineranno le code di fatturazione calcolate su misure stimate, le procedure di cambio fornitura e di voltura saranno più veloci ed efficienti e ogni consumatore potrà visualizzare sul display i dati dettagliati al quarto d’ora dei propri consumi di energia e della potenza rilevata, così da diventare sempre più consapevole dei propri comportamenti e della propria impronta energetica (energy footprinte dei contatori intelligenti (smart meter) in bassa tensione di seconda generazione 2G. Con la delibera del 10 novembre 646/2016/R/eel, l’Autorità per l’energia ha definito la nuova disciplina tariffaria valida per i distributori elettrici per il riconoscimento dei costi di installazione dei contatori intelligenti (smart meter) in bassa tensione di seconda generazione 2G
 
CONTRATTO DI AFFITTO: COME FUNZIONA IL SUBENTRO
Se cambiano gli inquilini prima della scadenza del contratto ma le condizioni restano le stesse occorre sottoscriverne un altro? Non tutti sanno — scrive il sito Investire oggi — che la normativa sulla locazione in Italia prevede il subentro nell’affitto proprio per regolare queste circostanze e snellire le pratiche e il passaggio. Non solo: è anche ammesso il subentro del proprietario nel contratto di affitto, ad esempio se l’immobile affittato viene ceduto tramite compravendita, donazione o successione. Se non è vietato espressamente dal contratto dunque, è possibile fare il subentro nell’affitto. Il primo adempimento di tipo economico prevede il pagamento dell’imposta di registro pari a 67 euro. L’importo va versato tramite modello F24, in cui andranno inseriti i dati delle parti e dell’immobile, nel termine massimo di trenta giorni. L’F 24 andrà poi presentato all’Agenzia delle Entrate insieme al contratto e al documento di identità. In alternativa al modello F24 l’interessato può procedere in via telematica: sul sito dell’Agenzia delle Entrate si trova il modello di richiesta RLI. Questo va compilato inserendo il codice 3 “Cessione” e compilando la pagina 1 (per i dati sul contratto e la durata della locazione), la 2 (quadro B con i dati delle tre parti coinvolte nel subentro) e la 3 (quadro C e D sui dati catastali e la scelta del regime fiscale per la locazione). Come ultimo step è prevista la firma di una scrittura privata: l’ideale è creare due copie originali datate e affrancate con una marca da bollo di 2,00€.
 
COME RINEGOZIARE IL MUTUO
È REGOLARE CHE UNA BANCA NON ACCOLGA LA RICHIESTA DI RINEGOZIAZIONE DELLE CONDIZIONI DI UN MUTUO STIPULATO CON IL MEDESIMO ISTITUTO DA DIVERSI ANNI, DICENDO CHE LE ATTUALI CONDIZIONI (MIGLIORATIVE) SONO RISERVATE “ESCLUSIVAMENTE” ALLA NUOVA CLIENTELA? LA RINEGOZIAZIONE DEI TERMINI CONTRATTUALI DEL MUTUO — SCRIVE LA STAMPA — È UNA RICHIESTA LEGITTIMA DA PARTE DEL MUTUATARIO, ED È STATA FAVORITA NELL’ULTIMO DECENNIO DALLA INTRODUZIONE DELLA COSIDDETTA SURROGA, IL MECCANISMO CHE PREVEDE LA POSSIBILITÀ DEL TRASLOCO A COSTO ZERO DEL MUTUO VECCHIO, STIPULATO CON LA BANCA A, AD UN MUTUO NUOVO, STIPULATO CON LA BANCA B, RITENUTO PIÙ VANTAGGIOSO DAL CLIENTE. CONCRETAMENTE UN CLIENTE, SE SUL MERCATO TROVA CONDIZIONI MIGLIORI, OFFERTE DALLA CONCORRENZA, PUÒ TRASFERIRSI SENZA PENALITÀ. SE LA BANCA CHE HA ACCESO IL VECCHIO MUTUO VUOLE MANTENERE IL CLIENTE, DI SOLITO ACCETTA LA RINEGOZIAZIONE SULLA BASE DEL MUTUO PIÙ CONVENIENTE TROVATO DAL VECCHIO MUTUATARIO. LA CONVENIENZA, PERÒ, DEVE ESSERE RECIPROCA. LA BANCA, PER UNA PROPRIA POLITICA COMMERCIALE, PUÒ RIFIUTARE LA RICHIESTA DI RINEGOZIAZIONE IN OGNI CASO: SIA CHE IL CLIENTE SI PRESENTI CON LA MINACCIA DI CAMBIARE BANCA AVENDO TROVATO CONDIZIONI MIGLIORI ALTROVE, SIA CHE IL CLIENTE CHIEDA DI AVERE LE STESSE CONDIZIONI RISERVATE “ESCLUSIVAMENTE” ALLA NUOVA CLIENTELA
 
TERREMOTO: BONUS FISCALE PER INCENTIVARE LA PREVENZIONE
E’ inutile girarci attorno: nonostante 21,8 milioni di italiani abitino nei 5,2 milioni di immobili situati nelle zone a più alto rischio sismico (zone 1 e 2) — scrive Il Sole 24 Ore — l’idea di mettersi al sicuro pianificando un intervento di adeguamento sismico della propria casa non è stato finora il primo pensiero delle famiglie. I dati riportati nella relazione che accompagna la legge di Bilancio parlano chiaro: dalle dichiarazioni 2015 emerge che gli interventi di prevenzione sismica effettuati su case o capannoni hanno prodotto una spesa di 300 milioni. Poco più di un inizio per un paese intenzionato a investire nella sicurezza di un patrimonio edilizio che, per larga parte, è stato realizzato prima che entrassero in vigore le norme antisismiche (1974). Il terremoto del 24 agosto ha cambiato le carte in tavola: la nuova arma del governo sono i sismabonus. E portano in dote un deciso cambio di strategia: la scelta di puntare sulla messa in sicurezza degli interi edifici, piuttosto che sulle case singole. Il bonus ora può arrivare, così, a coprire l’85% della spesa sostenuta. Rimborsabile – questa è l’altra grande novità – in cinque anni, invece di dieci. Con questo sistema il governo stima di quintuplicare la spesa 2015. Dai vecchi 300 milioni si dovrebbe salire a poco meno di 1,6 miliardi. Anche grazie alla scelta di estendere il bonus agli immobili situati nelle aree in cui sono possibili, ma più rari, gli eventi sismici (zona 3). Per mettere in sicurezza gli immobili situati nelle aree a rischio si aprono così più strade. E tutte hanno un orizzonte più lungo che in passato, legato agli interventi che saranno realizzati dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. La prima strada è l’intervento sull’abitazione singola. In questo caso viene previsto un bonus del 50%, peraltro non legato a un cambio di classificazione sismica dell’edificio. Se invece l’intervento, da contenere in un tetto di spesa di 96mila euro, permette di migliorare di una o due classi la qualità della risposta sismica, il bonus sale, rispettivamente al 70 e all’80%. Quando l’intervento, poi, viene esteso alle parti comuni di un condominio, le percentuali arrivano al 75% e all’85 per cento. Il punto, però — continua Il Sole 24 Ore — è che per ora la possibilità di usufruire delle percentuali massime di bonus resta sulla carta. Mancano infatti le linee guida per la classificazione sismica, su cui dovranno basarsi anche i tecnici che rilasceranno i certificati di conformità degli interventi. La legge di Bilancio fissa il termine al 28 febbraio 2017, ma il ministero delle Infrastrutture spera di chiudere entro fine anno.
 
BONUS 2017: LA VERA NOVITA' E' IL RAFFORZAMENTO DELLE DETRAZIONI CONDOMINIALI
Ancora un anno con le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie (50%), il risparmio energetico (65%) e l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (50%). Ma anche la promessa di cinque anni con l’ecobonus e il sisma bonus per i condomìni in versione extra large. In attesa di vedere i provvedimenti nella Gazzetta Ufficiale – quando la legge di bilancio sarà approvata dal Parlamento – le linee guida del progetto del governo appaiono, nero su bianco, nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles (a pagina 45), di cui dà notizia Il Sole 24 Ore. Di fatto, chi ha avviato o intende avviare lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico ha oggi la ragionevole aspettativa di poter contare su altri 12 mesi con le agevolazioni alle stesse condizioni previste fino alla fine di quest’anno. Quindi spesa massima agevolata di 96mila euro per il 50% e bonus differenziati in base al tipo di interventi per il 65%. Per avere un’idea degli interessati, basti pensare che – secondo lo studio presentato dal Cresme alla Camera nelle scorse settimane – quest’anno le pratiche per le ristrutturazioni saranno quasi 1,4 milioni, cui si aggiungeranno altre 365mila pratiche per il 65 per cento. Lo stesso vale per la detrazione sull’acquisto degli arredi abbinata ai lavori edilizi, di cui il Dpb annuncia la proroga al 31 dicembre 2017. Semmai bisognerà verificare se sarà confermata l’impostazione data finora dalle Entrate (e ribadita con la circolare Telefisco del 2016, la 12/E), in base alla quale è incentivato l’acquisto degli arredi abbinato a spese di recupero sostenute dal 26 giugno 2012 in poi: alcune delle ipotesi circolate nei giorni scorsi limitavano l’agevolazione nel 2017 a chi ha avviato i lavori da quest’anno. Resta da vedere, poi, se il Parlamento confermerà anche il bonus mobili per le giovani coppie (pari al 50% su una spesa massima di 16mila euro) introdotto dalla legge di Stabilità 2016 e sganciato dai lavori edilizi. La vera novità delle misure in arrivo, comunque — continua Il Sole 24 Ore — è il rafforzamento delle detrazioni condominiali, con l’obiettivo – anche questo già inserito nel Dpb – di tenerle ferme fino al 31 dicembre 2021. Un orizzonte quinquennale che i bonus edilizi non hanno mai avuto dalla fine degli anni 90 a oggi.
 
TUTTI I CONSIGLI PER RISPARMIARE SULLE BOLLETTE FINO AL 15% L’ANNO
OTTOBRE 19, 2016 REDAZIONE
Una casa efficiente può portare a un risparmio sulle bollette fino al 15% all’anno. A patto, però, di effettuare un controllo e una manutenzione costanti della propria abitazione. E’ la stima di HomeServe Italia, filiale italiana della multinazionale inglese attiva nei servizi di assistenza domestica, che ha stilato una lista di consigli utili per effettuare un check-up dello stato di salute e dell’efficienza energetica della propria abitazione, consigli pubblicati dal sito tiscali.it. Eccoli. Condizionatore: con la fine della stagione calda è bene provvedere subito alla pulizia dei filtri e delle ventole così da evitare che si annidino muffe e batteri dannosi per la salute, utilizzando specifici prodotti sanificanti/igienizzanti – si legge in una nota – Poiché taluni condizionatori fungono anche da pompe di calore è opportuno controllarne la completa funzionalità per poter essere utilizzati quando ancora il riscaldamento non sarà acceso. È necessario verificare anche la carica del circuito del gas provvedendo ad un suo rabbocco se necessario. Caldaia: se non è stato già fatto, effettuare la manutenzione annuale della caldaia prima di metterla in funzione, pulendo il bruciatore e gli altri componenti e facendo il test di tenuta gas e possibilmente l’analisi dei fumi per essere sicuri del corretto funzionamento e dell’efficienza della stessa in modo da ridurne i consumi. Una caldaia efficiente consente di risparmiare fino al 20% sulla bolletta del gas. Termostato: la tecnologia oggi disponibile è un valido alleato per ridurre i costi e ottenere il giusto comfort nella propria casa. Basti pensare ai ‘termostati intelligenti’ che possono essere installati in casa anche senza opere murarie poiché funzionano tramite connessione wi-fi e che consentono di regolare la temperatura nelle diverse zone dell’appartamento e possono essere controllati anche da remoto con il proprio smartphone. Abbassare la temperatura in casa o accendere il riscaldamento solo nelle ore in cui serve, può portare un risparmio in termini di costi di circa il 30%. È buona norma regolare il termostato sui 19/20 gradi nel periodo invernale. Radiatori-termosifoni: è consigliabile dopo aver effettuato la manutenzione alla caldaia testare il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento verificando quindi che tutti i radiatori raggiungano la stessa temperatura entro un congruo lasso di tempo e che siano uniformemente caldi. Con il riscaldamento in funzione verificare che non ci siamo perdite dalle valvole di ogni singolo elemento. Infissi: altra decisione da tenere in considerazione prima dell’inverno è la sostituzione di finestre vecchie o rotte a favore di nuovi infissi, quelli a taglio termico, che rispettano gli standard di efficienza energetica con l’impiego di doppi vetri termoisolanti. Gli effetti di un buon isolamento termico si vedranno non solo in inverno con la diminuzione dei costi di riscaldamento, ma anche in estate con un efficace protezione dal calore. Senza, poi, dimenticare che la Legge di Stabilità 2016 ha prorogato fino al 31 dicembre dell’anno in corso la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, in cui sono incluse anche le spese per scuri, persiane, cassonetti, tapparelle o tende da sole. Tetto e pluviali: è necessario un controllo accurato del manto (la parte più esterna del tetto) prima dell’arrivo delle piogge o della neve, verificando l’assenza di crepe o rotture per evitare comparsa di umidità, muffa o infiltrazioni. Se il tetto è realizzato con le tegole è fondamentale che siano integre e accostate l’una all’altra. Da non dimenticare, infine, di dare un’occhiata anche alle grondaie e ai pluviali che devono essere sgombri da foglie o detriti. Illuminazione: è bene verificare, dato l’uso maggiore che se ne fa durante l’inverno, il tipo di illuminazione presente in casa: se si utilizzano ancora lampadine a incandescenza o alogene (ormai obsolete) è arrivato il momento di cambiarle. Sebbene rappresentino una spesa maggiore al momento dell’acquisto, le lampadine al Led o quelle fluorescenti consentono un consumo minore rispetto ai faretti alogeni garantendo una riduzione della spesa in bolletta. Il risparmio ottenuto con l’illuminazione al Led – continua HomeServe – va dall’85% al 90% rispetto alle lampade alogene o a incandescenza.
 
VALVOLE TERMOSTATICHE: I PROPRIETARI DI CASA CHIEDONO LA PROROGA, L’IMPEGNO DI GASPARRI E FASSINA
“Rinvio della data e delle sanzioni per l’installazione nei condomìni dei contabilizzatori di calore” è stato il tema del convegno che si è tenuto all’hotel Nazionale in piazza Montecitorio a Roma, convegno organizzato dai proprietari di casa riuniti nel Coordinamento unitario Arpe-Federproprietà–Confappi–Uppi, in accordo con Anaci. Sono intervenuti l’on. Massimo Anderson, presidente di Federproprietà, l’avv. Gabriele Bruyère, presidente di Uppi, il sen. Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, l’on. Stefano Fassina, parlamentare, l’ing. Francesco Burrelli, presidente di Anaci; erano presenti ai lavori anche il sen. ing. Stefano Collina e l’ing. Paolo Morini, esperto, oltre a rappresentanti di Arpe, Confsal, Ebildi, Portiercassa, Ebilcoba, Casaconsumproprietà, Ria, Movimento per la Difesa della Casa e Unedi. Ha inviato il suo saluto l’avv. Silvio Rezzonico, presidente della Confappi. Nel corso del dibattito il sen. Gasparri si è impegnato a presentare una mozione per la richiesta di proroga, mentre l’on. Fassina proporrà un emendamento alla legge di bilancio in relazione agli incentivi per l’efficienza energetica per almeno due anni. “L’obiettivo di centinaia di migliaia di proprietari di casa – ha commentato l’on. Anderson, presidente di Federproprietà – è stato raggiunto con l’impegno in sede parlamentare di chiedere al governo la proroga della data di installazione delle valvole termostatiche per l’inesistenza di tempi tecnici. Ora la decisione spetta al governo. Questa iniziativa e la firma sui canoni concordati al ministero dei Trasporti costituiscono due importanti vittorie per il Coordinamento dei proprietari di casa”.
 
TERMOSIFONI PRONTI AD ESSERE RIACCESI: I CONSIGLI DELL’ENEA PER RISPARMIARE
Lo scorso 15 ottobre è scattata la possibilità di riaccendere i termosifoni nei 4.300 Comuni della zona climatica “E”, che comprende grandi città come Milano, Torino, Bologna e Venezia. L’ENEA — scrive La Stampa — ha così messo a punto una guida per ricordare alcune semplici regole per la corretta manutenzione della caldaia ai fini della sicurezza, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta ed evitare sprechi di energia o multe per non aver rispettato le previsioni di legge. La regola numero uno riguarda la sicurezza, ovvero la corretta manutenzione degli impianti, fondamentale per consumare e inquinare meno e per evitare sanzioni. Infatti, un impianto ben regolato e ben manutenuto consuma e inquina meno e chi non effettua la manutenzione prevista dal DPR 74/2013, rischia una multa non inferiore a 500 euro. Utili indicazioni sono disponibili nella Guida per l’esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici, realizzata dall’ENEA nell’ambito delle attività di informazione e formazione del ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori e il mensile il TEST. La regola numero due è applicare le valvole termostatiche, apparecchiature che aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi. Una terza regola riguarda il controllo della temperatura e l’uso dei cronotermostati, dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa. Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura di 20 – 22 gradi, ma 19° sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Attenzione, inoltre, perché ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5 al 10 per cento sui consumi di combustibile. Altra regola importante è il controllo delle ore di accensione. Il tempo massimo giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i Comuni in fascia “E” al via da domani il massimo sono 14 ore. Schermando le finestre la notte – chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti – si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno. Inoltre è opportuno evitare di apporre ostacoli davanti e sopra i termosifoni, in quanto mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, evitando inutili dispersioni di calore. Altro ‘trucco’ semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore è quello di installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico. Per gli interventi sulle caldaie è possibile usufruire degli ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 55% per quella del patrimonio edilizio. Altri interventi soggetti a detrazione fiscale — ricorda La Stampa — riguardano serramenti e infissi, pannelli solari, coibentazione e coperture, schermature solari e, da quest’anno, anche la building automation, vale a dire, l’insieme dei dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti termici.
 
Federproprietà - Federazione Nazionale Proprietà Edilizia - Sede provinciale di Napoli
via Toledo 418 - 80134 Napoli tel. 081 195 76 952 fax 081 790 91 78