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BONUS FACCIATE E RISPARMIO ENERGETICO: COSA FARE PER LO SCONTO
Per il bonus facciate serve la comunicazione all’Enea nella sua forma più complessa ma anche una serie di requisiti legati ai lavori di risparmio energetico, secondo quanto precisa Il Sole 24 Ore. Il contribuente, anche se impresa, società o professionista, che nel 2020 effettua sulle facciate esterne di edifici di qualsiasi categoria catastale (non necessariamente abitazioni) «interventi influenti dal punto di vista termico» o su più del 10% dell’intonaco, può beneficiare della nuova detrazione Irpef o Ires, cosiddetto «bonus facciate» del 90% (al posto del 65% dell’«ecobonus») ma solo se effettua tutti gli adempimenti previsti per l’«ecobonus». Quali, appunto, l’acquisizione dell’asseverazione del tecnico abilitato e dell’Ape, oltre che l’invio all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, della scheda descrittiva degli interventi realizzati. Sono questi alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare dell’agenzia delle Entrate del 14 febbraio 2020, n. 2/E.
24 febbraio 2020
 
BONUS FACCIATA: IVA AGEVOLATA AL 10% E SCONTO IN FATTURA
Sarà il protagonista dei lavori in casa 2020: è il bonus facciate. In questi primi giorni dell’anno — scrive il sito Investireoggi.it — arrivano nuovi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle entrate in merito ai lavori che danno diritto al bonus facciata ma anche ad altri dettagli tecnici relativi alla detrazione del 90% in analisi. Molti lettori hanno scritto per avere informazioni in merito ai metodi di pagamento e al calcolo IVA sui lavori in detrazione. Il bonus facciate, come espressamente specificato nella legge di bilancio, viene riconosciuto solo agli immobili ubicati nel centro cittadino o nell’immediata vicinanza (indicate come zone A e B del Piano regolatore). Restano escluse, quindi, le case fuori da questa cerchia. Chi desidera usufruire del bonus facciata e approfittare della detrazione 90% per effettuare lavori sull’esterno dell’edificio dovrà quindi in primis verificare che la casa rientri in una delle zone incluse nel bonus. Per quanto riguarda l’Iva agevolata al 10% questa è riconosciuta per tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili per uso abitativo. Lo sconto in fattura, infine, è previsto, a partire da quest’anno, solamente per i lavori in condominio di importo superiore ai 200 mila euro.
04 febbraio 2020
 
TASSE, DICEMBRE DI FUOCO: DALLE PARTITE IVA A IMU E TASI, TUTTE LE SCADENZE
Dicembre è per tutti il mese del Natale, ma dal punto di vista fiscale sono molti i contribuenti che nell’ultimo mese dell’anno vengono chiamati ad mettere in regola diversi conti in sospeso: dalle partite Iva alle tasse sulla casa, vediamo nel dettaglio quali sono le scadenze principali e le imposte da pagare. La maggior parte degli appuntamenti si concentra in due date chiave: lunedì 2 dicembre, che sarà un vero e proprio “tax day” che coinvolge 1,8 milioni di contribuenti, e il 16 dicembre caratterizzato dai pagamenti di Imu e Tasi. Lunedì 2 dicembre 2019 sarà una giornata rossa (per non dire nera) soprattutto per le partite Iva, con i titolari chiamati a versare la liquidazione periodica del terzo trimestre. Rimanendo in tema di partite Iva, quelle soggette al regime forfettario dovranno invece saldare il secondo acconto dell’imposta sostitutiva, mentre i professionisti attualmente iscritti alla gestione separata dovranno versare un acconto pari al 50% dei contributi alla cassa previdenziale. Nella stessa data scade anche il termine ultimo per comunicare i dichiarativi fiscali per persone fisiche, società di persone e di capitali, e per la presentazione del modello Irap. Tutti soggetti fiscali che saranno chiamati a presentare il modello unico o il 730. Inoltre, tutte le scadenze fissate allo scorso 30 novembre, caduto di sabato e quindi non in un giorno lavorativo, sono slittate sempre al 2 dicembre. Ma il “tax day” del 2 dicembre non finisce certo qui: in questa data coincidono anche le scadenze per pagare il secondo acconto delle imposte dirette quali Irpef, Ires e Irap. Stesso discorso per le rate della rottamazione-ter e del “saldo e stralcio” per cui però vige una tolleranza di 5 giorni, motivo per cui ci sarà tempo fino a lunedì 9 dicembre per mettersi in regola. Nella giornata di lunedì 2 dicembre lo Stato dovrebbe incassare una cifra intorno ai 28 miliardi di euro, poco più di quanto versato nel precedente giorno nero delle tasse, il 18 novembre , in cui le aziende erano state chiamate a versare nelle casse del Fisco l’Iva e le ritenute Irpef di dipendenti e collaboratori. Superato lo scoglio del 2 dicembre l’altra giornata chiave per gli appuntamenti con il Fisco è quella di lunedì 16 dicembre in cui, come di consueto, arriva il momento di pagare le tasse sulla casa. Oltre alla Tasi, la tassa comunale per i servizi come la manutenzione e la pubblica illuminazione, i proprietari di seconde case, di case di lusso, di immobili commerciali, di terreni, negozi ed aree edificabili dovranno pagare l’Imu. Molto probabilmente sarà l’ultima volta in cui i contribuenti dovranno pagare Imu e Tasi: le due imposte sulla casa dal prossimo anni verranno fuse in un’ unica tassa , con l’abolizione di quella sui servizi.
11 dicembre 2019
 
CINQUE RICHIESTE DEI PROPRIETARI IMMOBILIARI AL GOVERNO
Pubblichiamo le richieste avanzate il 7 novembre dal Coordinamento dei Proprietari Immobiliari , FEDERPROPRIETA’ , UPPI , CONFAPPI , MOVIMENTO PER LA DIFESA DELLA CASA (Bonura) — alla 5° Commissione Programmazione economica e Bilancio del Senato e della Camera: - Estensione della cedolare secca al 10 % per i contratti ad uso abitazione su tutto il territorio nazionale e con particolare riferimento ai Comuni calamitati; - Conferma cedolare secca al 21 % per le locazioni commerciali ed estensione a tutti gli usi diversi dall’abitazione; - Estensione dei contratti concordati anche all’uso diverso dall’abitazione; - Riduzione della tassazione sulle seconde case fuori dal luogo di residenza utilizzate per abitazione personale; - Mantenimento della invarianza del gettito di IMU e TASI per evitare che, nell’ipotesi di accorpamento delle due imposte, venga determinata un’aliquota ai massimi livelli per ciascuna di esse, ribadendo che già da oggi milioni di proprietari sono buoni contribuenti perché versano allo Stato ed ai Comuni 50 miliardi l’anno, nessuno dei quali viene rinvestito nell’edilizia con particolare riferimento per le fasce deboli.
07 novembre 2019
 
ANDERSON: IL GOVERNO AUMENTA L’ALIQUOTA DELLA CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI
Il presidente di FEDERPROPRIETA’, Massimo Anderson, anche a nome del Coordinamento Unitario dei Proprietari Immobiliari (FEDERPROPRIETA’ , CONFAPPI , UPPI , MOVIMENTO PER LA DIFESA DELLA CASA), rileva che, malgrado le promesse, questo governo tradisce gli impegni assunti nei confronti dei proprietari di casa aumentando del 2,5 % l’aliquota della “cedolare secca” e colpendo, quindi, coloro che hanno colmato le gravi lacune dello Stato in materia abitativa e posto di fatto fine alla contrattazione in nero di tale materia.
24 ottobre 2019
 
AGEVOLAZIONI PRIMA CASA: SI ESTENDONO ANCHE ALLE PERTINENZE?
Nella risposta all’interpello n. 362 del 2019, dell’Agenzia delle Entrate, vengono chiarite una serie di questioni e di regole a cui è indispensabile attenersi ai fini delle agevolazioni prima casa, anche per quanto riguarda le pertinenze. La stessa Ade , riporta il sito Investireoggi.it , specifica che ''l’agevolazione per l’acquisto della ''prima casa'' consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni. Chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro. Se, invece, il venditore è un’impresa con vendita soggetta a Iva, l’acquirente dovrà versare l’imposta sul valore aggiunto, calcolata sul prezzo della cessione, pari al 4% anziché al 10%. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 euro ciascuna».A tal fine è necessario trasferire la propria residenza, entro un anno dall’acquisto dell’immobile, nel Comune in cui esso ha sede. Pena la revoca del Bonus fiscale concesso.
02/10/2019
 
AGEVOLAZIONI PRIMA CASA: SI ESTENDONO ANCHE ALLE PERTINENZE?
Nella risposta all’interpello n. 362 del 2019, dell’Agenzia delle Entrate, vengono chiarite una serie di questioni e di regole a cui è indispensabile attenersi ai fini delle agevolazioni prima casa, anche per quanto riguarda le pertinenze. La stessa Ade , riporta il sito Investireoggi.it , specifica che «l’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni. Chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro. Se, invece, il venditore è un’impresa con vendita soggetta a Iva, l’acquirente dovrà versare l’imposta sul valore aggiunto, calcolata sul prezzo della cessione, pari al 4% anziché al 10%. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 euro ciascuna».A tal fine è necessario trasferire la propria residenza, entro un anno dall’acquisto dell’immobile, nel Comune in cui esso ha sede. Pena la revoca del Bonus fiscale concesso.
10 settembre 2019
 
BONUS RISTRUTTURAZIONE: SI PERDE SE L’EREDE AFFITTA L’IMMOBILE
Coloro che ereditano un’immobile si chiederanno come mantenere il diritto alla detrazione per i lavori di ristrutturazione. A questo proposito è importante conoscere qual è stata la risposta che l’Agenzia delle Entrate ha fornito all’interpello n. 282 del 19 luglio scorso. Il contribuente ,riporta il sito Investireoggi.it ,aveva chiesto di usufruire della detrazione Irpef sull’immobile ereditato, che desiderava dare in locazione per periodi brevi. L’Agenzia delle Entrate ha espresso il suo parere in merito, facendo riferimento all’articolo 16 bis del Dpr del 22 dicembre 1986, n.917, che prevede, in caso di decesso, che la fruizione del beneficio fiscale vada per intero all’erede. Al riguardo viene chiarito che il beneficio fiscale può essere concesso soltanto all’erede che “conservi la detenzione materiale e diretta del bene”. Si può affittare un immobile ricevuto in eredità senza perdere le agevolazioni? Ne consegue che in tutti quei casi in cui un’immobile pervenuto in eredità, che è già oggetto di un intervento agevolato, venga concesso in locazione anche se per un breve periodo, l’erede non avrà diritto di usufruire della quota di detrazione per l’anno di riferimento. Riassumendo, se il bene è locato, l’erede proprietario non dispone realmente dell’immobile e non ha quindi diritto alla detrazione. Il contribuente non potrà usufruire dell’incentivo anche se l’affitto é soltanto per un periodo breve. Anche in questo caso, infatti , conclude il sito Investireoggi.it ,non vi è una disponibilità immediata e materiale dell’immobile, requisiti fondamentale per accedere alla detrazione per i lavori di ristrutturazione. Coloro che desiderano mantenere il diritto a fruire delle quote di detrazione restanti per i lavori di ristrutturazione non potranno quindi affittare l’immobile ereditato.
05 settembre 2019
 
BONUS MOBILI ANCHE SU VOLUMI RIDOTTI
Per accedere al bonus ristrutturazioni e bonus mobili non conta se l’immobile ristrutturato è più piccolo. La volumetria preesistente ,scrive Italia Oggi , rappresenta solo il limite massimo di edificabilità. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate nella risposta 265 relativa alle agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio e per il bonus mobili. Secondo l’Agenzia, è possibile fruire delle due agevolazioni fiscali anche nel caso in cui il contribuente abbia realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e successiva ricostruzione, che abbia prodotto un edificio con volumetria inferiore rispetto all’immobile preesistente. La detrazione ai fini Irpef delle spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute. Inoltre, ai contribuenti che fruiscono della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è riconosciuta anche una detrazione del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, e per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di recupero (cosiddetto «bonus mobili»). Sono definiti di «ristrutturazione edilizia» , continua Italia Oggi , gli interventi volti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. In essi sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente.
04/09/2019
 
SNELLITI E PROROGATI GLI ADEMPIMENTI IMU
Il termine per la presentazione della dichiarazione dell’imposta municipale propria (valida anche per la Tasi, il tributo per i servizi indivisibili) , scrive Italia Oggi , passa dal 30 giugno al 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo. La dichiarazione, utile per ottenere le agevolazioni fiscali concesse per Imu e Tasi, non viene solo prorogata ma anche alleggerita. Grazie all’articolo 3-quater del decreto infatti non vi sarà più la necessità di presentare la dichiarazione per fruire dell’agevolazione Imu (e Tasi) sia per gli immobili concessi in comodato tra genitori e figli sia per ottenere la scontistica prevista sugli immobili in locazione a canone concordato. Sia il comodato genitori-figli sia i contratti concordati infatti sono atti soggetti a registrazione e, in quanto tali, già noti alle amministrazioni. Tra alleggerimenti degli adempimenti fiscali, censimento delle strutture recettive e contrasto all’evasione dei tributi locali, il dl crescita (34/2019) approvato dalla Camera e ora al Senato per il via libera definitivo, punta forte sul mattone con da una parte l’ennesima stretta sulle locazioni brevi e dall’altra con tutta una serie di misure che mirano ad alleggerire, seppure di poco, il carico fiscale e di adempimenti sul settore immobiliare.
26 giugno 2019
 
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