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TUTTO SULL’AFFITTO A CANONE CONCORDATO
I vantaggi del canone concordato sono molteplici, e riguardano sia proprietari che inquilini. Il proprietario avrà accesso ad agevolazioni fiscali quali la riduzione IMU e TASI al 75% (Comuni indicati nel DM 16/1/2017) e la cedolare secca al 10%. L’importo del canone è compreso in una fascia tra un valore minimo e uno massimo come stabilito negli accordi territoriali (convenzioni locali tra organizzazioni di proprietari e inquilini). Negli stessi accordi troviamo le indicazioni per il calcolo del canone sulla base di precisi parametri, quali caratteristiche dell’immobile, ubicazione, e durata del contratto. Il contratto di locazione può essere registrato :di persona, richiedendo la registrazione presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate; online, utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (modalità obbligatoria per gli agenti immobiliari e i possessori di almeno 10 immobili, facoltativa per tutti gli altri contribuenti, purché abilitati ai servizi telematici); incaricando un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc). La registrazione del contratto è obbligatoria e deve essere effettuata entro 30 giorni dalla stipula Per la stipula del contratto a canone concordato è obbligatorio : allegare Certificazione Energetica (obbligatorio per poter procedere alla registrazione del contratto senza incorrere in sanzioni); allegare attestazione della rispondenza del canone ai contenuti degli accordi (requisito necessario per accedere alle agevolazioni fiscali) rilasciata dalle Associazioni firmatarie degli Accordi Territoriali; Specificare la scelta dell’ “Opzione Cedolare secca” per avvalersi di questa agevolazione fiscale.
17 APRILE
 
DAL PRIMO APRILE CALANO LE BOLLETTE: LUCE -8,5%, GAS -9,9
Dopo i picchi raggiunti nel 2018 si riducono le bollette dell’energia per i clienti in tutela. Come in parte già registrato nei primi tre mesi del 2019, nel secondo trimestre dell’anno si determina per la famiglia tipo il calo delle bollette dell’elettricità (-8,5%) e del gas (-9,9%). Le riduzioni sono prevalentemente legate alla contrazione dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, nazionali ed internazionali. Per quanto riguarda l’energia elettrica l’aggiornamento – valido dal prossimo 1° aprile – è guidato da un deciso calo della componente a copertura dei costi per l’approvvigionamento dell’elettricità (-12,22%), parzialmente ridotto da un adeguamento degli oneri generali (3,72%). La riduzione della componente materia prima è principalmente determinata dal ripiegamento delle quotazioni internazionali delle commodity energetiche, con una riduzione del prezzo del gas naturale stimolata anche dall’allineamento al ribasso dei prezzi tra il mercato asiatico e quello europeo. A questo si aggiunge che, dopo la significativa crescita dello scorso anno, il prezzo dei permessi di emissione della CO2 sembra ora essersi assestato. Per quanto riguarda una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo tasse), per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° luglio 2018 e il 30 giugno 2019) sarà di 565 euro. Nello stesso periodo la spesa della famiglia <27 marzo 2019>
 
BONUS CALDAIA 2019: COME FUNZIONA
Anche per il 2019 è attivo il Bonus Caldaia, una detrazione fiscale fino al 65% riservata ai contribuenti che provvederanno alla sostituzione della propria caldaia con una nuova caldaia a condensazione di classe A. Per ottenere la massima detrazione sull’acquisto è, inoltre, necessario effettuare il montaggio contestuale delle valvole a termoregolazione. Il Bonus Caldaia 2019 mira, quindi, ad incentivare l’acquisto di nuove caldaie a condensazione ad elevata efficienza energetica che permettono di contenere i consumi di gas naturale a parità di calore generato rispetto ai modelli meno recenti a bassa efficienza. Il Bonus Caldaia è riservato a tutti i contribuenti che andranno a sostituire il proprio impianto di climatizzazione invernale con una nuova caldaia a condensazione ad elevata efficienza energetica. Si tratta, come sottolineato in apertura, di una detrazione fiscale Irpef il cui importo dipende dall’effettiva tipologia di intervento eseguito. Le possibili detrazione fiscali ricavabili dal Bonus Caldaia sono due. Ecco i dettagli: detrazione fiscale al 65% quando si decide di installare una caldaia a condensazione di classe A e, contestualmente, si procede all’installazione di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V,VI o VII (valvole di termoregolazione) oppure di impianti dotati di apparecchi ibridi costituiti da una pompa di calore integrata con la caldaia a condensazione; questa detrazione fiscale al 65% è disponibile anche per l’installazione di generatori d’aria calda a condensazione;detrazione fiscale al 50% quando si decide di installare una caldaia a condensazione di classe A senza provvedere, contestualmente, all’installazione di valvole di termoregolazione. Da notare, inoltre, che l’installazione di una caldaia di classe B, o di qualsiasi classe energetica inferiore, non comporta l’accesso ad alcuna detrazione fiscale. Si tratta, quindi, di un aspetto molto importante da considerare quando si valuta l’acquisto di una nuova caldaia a condensazione per il proprio impianto di riscaldamento.
 
SISMA BONUS: LA GUIDA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
L’Agenzia delle Entrate ha diffuso una guida alle detrazioni per gli interventi antisismici. Il prontuario, disponibile sul sito web dell’Agenzia ,scrive Il Messaggero , illustra il funzionamento del 'Sisma Bonus', definisce i soggetti interessati dai benefici e i vantaggi fiscali, oltre a spiegare le modalità con cui accedere alla misura. Per gli interventi di adozione di misure antisismiche sugli edifici, il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto il cosiddetto 'sisma bonus', un’agevolazione che dal 1° gennaio 2017 può essere fruita per lavori realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Le opere devono essere eseguite su edifici situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3). È prevista una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% (85% per gli edifici condominiali) se ai lavori consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. Rientrano tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti di godimento sui beni oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Dal 2018 tra i beneficiari dell’agevolazione sono inclusi anche gli istituti autonomi per le case popolari e i soggetti con finalità analoghe. Dal 1º gennaio 2017, in luogo della detrazione del 75 o dell’85%, i condòmini possono scegliere di cedere il credito a favore dei fornitori che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati che siano comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.Come richiedere l’agevolazione. Per richiedere il sisma bonus , continua Il Messaggero , occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (per esempio, contratto di locazione). Per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, è sufficiente per i singoli condòmini indicare il codice fiscale del condominio. Per fruire delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche 'online'), dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
07 marzo 2019
 
CEDOLARE SECCA PER LE LOCAZIONI DEI NEGOZI
Importante novità nella manovra economica per il 2019: all’articolo 1 comma 59 della Legge 30 dicembre 2018 n. 145 si prevede l’estensione della disciplina sulla cedolare secca di cui all’articolo 3 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, alle unità immobiliari destinate alle attività commerciali. Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l’aliquota del 21 per cento. Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. Si ricorda che la cedolare secca è un’alternativa al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’IRPEF derivante dalla locazione di immobili abitativi. Tale tributo ha natura di imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali (regionale e comunale).
14 febbraio 2019
 
NEL 730 PRECOMPILATO ANCHE LE POLIZZE PER I DANNI SULLA CASA
Anche le polizze stipulate nel 2018 per proteggere la propria casa dagli eventi calamitosi ,scrive Italia Oggi , entrano nel 730 precompilato. I dati relativi a tipologia di copertura, come pure quelli riguardanti gli altri contratti assicurativi detraibili (per esempio polizze temporanee caso morte), dovranno essere comunicati dalle compagnie al fisco entro il prossimo 28 febbraio. Con tre provvedimenti l’Agenzia delle Entrate ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione all’anagrafe tributaria delle informazioni relative ad alcune spese sostenute dai contribuenti e agevolabili: si tratta in particolare degli interessi passivi sui mutui immobiliari, dei bonifici parlanti connessi a interventi di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica degli edifici, nonché delle polizze assicurative. L’aggiornamento delle specifiche, evidenzia l’amministrazione finanziaria, è volto a consentire una compilazione sempre più completa della dichiarazione precompilata.
13 febbraio 2019
 
BONUS CASA: TUTTI GLI SCONTI FISCALI
La Legge di Bilancio 2019 ha prorogato senza modifiche le detrazioni fiscali per i lavori su immobili singoli e condomini. Pertanto sarà possibile fruire anche nel nuovo anno delle detrazioni fiscali su ristrutturazioni, risparmio energetico e per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Non solo. Ai bonus casa più noti si uniscono le novità introdotte negli ultimi anni: sarà possibile usufruire di un risparmio fiscale anche per i lavori di sistemazione a verde e per quelli effettuati per la riduzione del rischio sismico.Lo sconto fiscale riconosciuto varia in base alla tipologia di lavoro effettuato e della relativa detrazione riconosciuta: si va dal 36% del bonus verde fino all’85% per i lavori di riduzione del rischio sismico. Particolarmente vantaggioso sarà effettuare lavori per il miglioramento delle prestazioni energetiche della propria abitazione: lo sconto riconosciuto dall’ecobonus potrà arrivare fino al 65% e sarà calcolato su un limite di spesa massimo di 100.000 euro.Rientrano in questo incentivo anche le spese sostenute per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento (caldaie a biomassa e a condensazione) e le spese relative ad interventi per la sostituzione di finestre comprensive di infissi. L’ infografica di seguito riportata riassume i benefici in vigore per i lavori avviati dal 1° gennaio 2019. Non resta che decidere quali migliorie apportare alla propria abitazione per sfruttare al massimo i benefici riconosciuti dal Fisco.
22 gennaio 2019
 
BONUS CALDAIA ANCHE NEL 2019
Confermato per il 2019 l’Ecobonus, strumento che lo Stato ha introdotto da alcuni anni per incentivare l’efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici. Gli incentivi vengono erogati sotto forma di detrazione dalle tasse delle spese sostenute per effettuare i lavori: dal miglioramento termico degli edifici (coibentazioni, finestre e infissi…) all’installazione di pannelli solari, dai sistemi di domotica fino alla sostituzione degli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda. Quest’ultimo punto è definito anche come bonus caldaia: a spiegarne il funzionamento e le modalità di accesso sono gli specialisti di Italtherm, azienda italiana attiva nella produzione di impianti di riscaldamento. “L’Ecobonus è un’occasione unica per sostituire le vecchie caldaie con modelli nuovi e più performanti. A giovarne sarà sia l’ambiente che il portafoglio – spiega Giovanni Fontana, responsabile della consulenza tecnica di Italtherm – La sostituzione di una caldaia tradizionale con una a condensazione può consentire infatti di ridurre i consumi di gas di circa il 20%, percentuale che aumenta nel caso di utilizzo di un sistema di termoregolazione evoluto, arrivando in alcuni casi fino al 30% di risparmio. In più, sostituire la caldaia permette di ridurre di circa il 66% le emissioni di gas inquinanti – prosegue – I fumi emessi dalle caldaie contengono principalmente vapore acqueo, anidride carbonica e ossidi di azoto: questi ultimi, in particolare, consentono di capire se una caldaia ha, o meno, un basso impatto sulle emissioni inquinanti”. L’Ecobonus prevede che, installando una caldaia più performante, si potrà avere – in fase di dichiarazione dei redditi – uno sgravio fiscale del 50% se la caldaia nuova sarà un modello a condensazione in classe A. L’aliquota potrà salire fino al 65% se, contestualmente alla nuova caldaia, sarà installato anche un sistema di termoregolazione evoluto. Nel caso in cui vengano eseguiti lavori condominiali le agevolazioni arriveranno anche al 75%. Ad essere detraibili saranno le imposte Irpef o Ires relative ai costi sia dei lavori edili che delle prestazioni professionali. Possono usufruire dell’Ecobonus 2019 persone fisiche, professionisti e società, nonché associazioni, enti pubblici e privati nel caso in cui non svolgano attività commerciale. Per accedere all’Ecobonus sarà necessario registrarsi sul sito Enea nell’apposita sezione dedicata agli incentivi per l’efficienza energetica e compilare il form che sarà disponibile non appena saranno rilasciati i decreti attuativi. Alternativa all’Ecobonus è il conto termico ma, nel caso delle caldaie, riguarda solo gli enti pubblici: non prevede un’aliquota di detrazione fiscale, ma un premio in denaro, riconosciuto direttamente sul conto corrente del richiedente. L’importo erogato è poi correlato alla potenza dell’apparecchio installato.
10 gennaio 2109
 
IMU-TASI: SI PAGA ENTRO IL 17
Entro lunedì 17 dicembre i proprietari immobiliari devono versare il saldo delle imposte locali: Imu e Tasi (se prevista). Un impegno doloroso , scrive il Corriere.it , sborseremo oltre 10 miliardi, ma negli ultimi anni affrontato senza particolari problemi. Un po’ perché le regole del gioco sono rimaste invariate. Un po’ perché i Comuni erano stati messi a dieta, senza possibilità di aumentare l’aliquota. Ma dal 2019 la casa potrebbe ritornare nel mirino del Fisco, perché potrebbe essere ridata la possibilità ai Comuni di aumentare le aliquote per far fronte ai sacrifici imposti loro dalla manovra in discussione.
03 dicembre 2018
 
RISPARMIO ENERGETICO: C’E' SEMPRE L’ECOBONUS
L’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore può usufruire, a seconda dei casi, dell’ecobonus del 65% o del bonus ristrutturazioni. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate , scrive Italia Oggi , nella guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico pubblicata lo scorso mese di ottobre. La legge di Bilancio 2018 ha prorogato al 31 dicembre 2018, nella misura del 65%, la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Oltre a detta proroga, sono state introdotte alcune importanti novità, dalla riduzione al 50% della percentuale di detrazione per le spese relative all’acquisto e alla posa in opera di finestre comprensive di infissi, delle schermature solari e per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale alla detrazione del 65% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. Riguardo alle caldaie a condensazione, dunque, dal 2018 si può usufruire della detrazione del 50% per quelle che possiedono un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento Ue n. 811/2013. Se, oltre a essere almeno in classe A, le stesse sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02), è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.
15/11/2018
 
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